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Capire la complessità dei siti Web cinesi

Nielsen ci spiega cosa c'è dietro la complessità dei siti Web cinesi.

I siti Web sono tradizionalmente complessi perché la società cinese è storicamente, complessivamente complessa ma ciò non comporta imbarazzo all'utenza cinese in quanto abituata ed anzid esiderosa di complessità d'informazione.

Questo afferma un interessantissimo articolo-studio di Nielsen sulla complessità dei siti Web cinesi sottolinenado come la rivoluzione responsive ha sì investito anche l'ambito della comunicazione digitale cinese ma si sta scontrando con difficoltà alla richiesta di (molta) informazione dell'utenza locale.

Va bene semplificare il graphic design per gli smartphone ma come venire incontro al (tanto) bisogno di informazione e quindi conseguente complessità di offerta, utilizzzo. ricerca e navigazione?

Sito-web-cinese

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Inserito il 26 di novembre 2016
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Facebook nei guai?

Facebook e i social sotto scacco fra accuse di !Filter Bubble bufale ed uso crescente di !Ad Blocker.

L'elezione di Trump ha fatto sì che i social in generale e Facebook in particolare finisse sotto il banco degli imputati per due imporanti ragioni:

1) alimentare il fenomeno di !Filter Bubble creando generazioni di utenti accomodati nelle proprie convinzioni che difficilmente si confrontano con correnti di pensiero diverse dalle proprie e da quelle delle proprie reti di relazioni;

2) essere veicolo di !Hoax ovvero notizie false (o bufale che dir si voglia) che contribuiscono sicuramente a deformare convinzioni e credi politici anche grazie al fenomeno di filter bubble succitato.

Non è un questione di poco conto che lascerà sicuramente il segno perché quando una macchina da inserzioni pubblicitarie perfetta come quella di Facebook si scontra con la sua natura auto-referenziale il corto circuito che si scatena può portare a conseguenze imprevedibili.

Scenari preoccupanti soprattuto se riferiti ai !nativi digitali che non solo dovrebbero istruiti a procedure di verifica dell'informazione online ma che sono i primi a disaffezionarsi a Facebook e a disinnescare sempre più (il 50%) le sue procedure di advertising adottando apposite app ad-blocker che sembravano affliggere i soli motori di ricerca i quali viceversa si smarcano più facilmente dall'accusa di !Filter Bubble lasciando comunque la libertà all'utente finale di cercare ciò che vogliono senza pre-concetti indotti.

Facebook-ad-blocker

 

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Inserito il 20 di novembre 2016
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Mondo Bot

Siamo circondati ed anzi sempre più spesso governati da intelligenze artificiali: forse è arrivato il momento di rendersene conto.

L'impatto di !algoritmi ed intelligenza artificiale nella nostra società sarà sempre più dirompente. Nella quotidianità digitale lo stiamo subendo da tempo con i fenomeni di !top-ranking per motori di ricerca ed e-commerce e di !filter bubble per i social network e navigazioni Web. Ma è a livello geo-politico che i giochi stanno per farsi pesanti con indubbie ripercussioni economiche e sociali: lo stretto oligopolio delle Big del digitale (che solo ad Oriente stanno trovando accaniti competitor) sta sempre più innervosendo l'Europa.

Le recenti affermazioni della cancelliera Merkel contro lo strapotere degli algoritmi di Google e Facebook non sono solo legittime e condivise preoccupazioni sull'impatto degli algoritmi nella società oramai digitale ma soprattutto tradiscono il forte timore sull'impatto che la grande ondata di automatizzazione avrà sull'industria automobilistica con le !self driven cars (oramai imminente). Così come il successo di Trump ha decretato il definitivo tramonto dei media tradizionali (vincono i contenuti magari provocatori e diffusi a mezzo social piuttosto che le alleanze d'acciaio con giornali e tv) così l'utilizzo di un mezzo così popolare ma sempre meno ambito dai giovani e sempre più pericoloso come l'automobile sancirà in pochi anni la definitiva affermazione dei robot nella società civile (nelle aziende si stanno già affermando nel quasi totale disinteresse di sindacati e forze politiche con evidenti perdite di posti di lavoro in moltissimi settori a cominciare dai call-center).

Nel frattempo sono i !Bot e l'!Intelligenza Artificiale (in inglese !AI) che stanno spopolando in Rete grazie ad un utilizzo sempre più naturale e disinvolto di browser app per smartphone e motori di ricerca che ci mettono in contatto con automatismi intelligenti per le funzionalità più varie: questo non è uno scenario bizzarro e futuribile ma è già realtà con assistenti vocali digitali come Siri che addirittura arrivano a diventare oggetto di attenzione da matrimonio oppure un servizio di chat per mariti in cerca di avventure che in realtà si scopre essere gestito da cosiddette fembot (esempi che tirano in causa il piano dell'emotività sono quanto meno opportuni per far capire la rivoluzione di umanizzazione di certa tecnologia digitale...)

Non solo i !Big Data vengono sempre più elaborati efficacemente da sistemi di intelligenza artificiale anche tramite meccanismi di !Pattern Recognition ma ci troviamo sempre più spesso nella condizione di comunicare-dialogare (chat) con qualcuno che potrebbe essere qualcosa ed ecco perché emerge la necessità di prendere in considerazione il decalogo Helo Bot! per capire con chi o cosa abbiamo a che fare e come eventualmente dialogare-interagire efficacemente con un bot online.

Decalogo-helo-bot

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Inserito il 11 di novembre 2016
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Accessibilità secondo Google e secondo la UE

Le linee guida Material Design di Google in tema accessibilità e una recente direttiva UE in materia.

Per chi ha la passione del design delle interfacce - magari in ottica cross-mediale - la questione dell'accessibilità è prioritaria per la semplice ragione che per prima cosa bisogna preoccuparsi se il nostro target di riferimento è in grado di accedere all'interfaccia per compiere l'aupicato obiettivo comunicativo.

I principi per sviluppare contenuti accessibili sono noti ad ogni buon copywriter che si rispetti, le complesse regole di produrre codice accessibile sono note ad ogni webmaster e sviluppatore professionista, un po' meno note sono le articolate esigenze delle persone disabili per accedere correttamente le diverse tipologie di interfacce digitali anche se in ambito anglosassono esistono articolare linee guida (magari non sempre aggiornate) per ambiti specifici di intervento videogame inclusi.

Malgrado questo la sezione accessibilità delle linee guida Material Design di Google - curiosamente sottovoce della sezione usabilità - rappresentano un'iniziativa lodevole che fornisce indicazioni pratiche utili chi si occupa di accessibilità: dai controlli necessari per verificare il buon funzionamento di un'app con lo screen-reader nativo di Android TalkBack, all'attenzione da utilizzare nella scelta di colori e contrasti per chi ha problemi di vista ed interpretazione di colori, utilizzo di testi e media alternativi, la limitazione dei movimenti a quelli comunicativamente significativi, ecc. ecc.

Molte indicazioni tanto per cambiare attengono al mondo mobile come la necessità di assegnare ad aree con cui si deve interagire con tocchi e strusciamenti vari dimensioni utili a chi ha problemi di precisione nei movimenti mentre molte indicazioni attengono all'accademia classica dell'accessibilità come il cercare di mettere le comunicazioni prioritarie in cima ai contenuti che devono essere comunque più chiari e semplificati possibile.

Quanto diventerà diffusa la cultura dell'accessibilità agli addetti ai laovri dipenderà anche da come, nei prossimi 21 mesi, sarà recepita da ogni singolo stato europeo una recente direttiva definitivamente approvata nei giorni scorsi dagli organi competenti.

 

  Accessibility_directive_ue

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Inserito il 5 di novembre 2016
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