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Condividere non fa rima con memorizzare

Il Web ma soprattutto i social sembrano fatti apposta per dimenticare ma quali effetti sociologici possono esserci a seguito di questo fenomeno?

Che si sia turisti in vacanza o cittadini impegnati nella propria quotidianietà siamo sempre a condividere e chattare e se questo ci permette di essere molto attivi comunicativamente e decisamente super-relazionali tutto ciò sta modificando la percezione e l'attitudine circa l'esigenza di memorizzare con effetti tutti ancora da valutare appieno.

Sicuramente l'effetto !filter-bubble può comportare un meccanismo relazionale intenso ma auto-referenziale verso i propri interessi e reti di contatti.

Altrettanto certa è l'inconsapevolezza su come cercare di salvaguardare i propri dati e i propri scritti sul Web.

Per finire, e forse è la questione più preoccupante, la costruzione del pensiero critico passa per meccanismi sì collettivi ma spesso dettati da atteggiamenti isterici e compulsivi raramente riflessivi e soppesati scientificamente o culturalmente.

Dopo la privacy, grazie ai social stiamo perdendo la memoria e la capaità di maturare un pensiero critico significativo con effetti sociali devastanti a medio e lungo termine: di questo ed altro se ne parla in un festival culturale in Lunigiana.

Guida-social

 

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Inserito il 28 di luglio 2016
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