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Google tornerà ad essere il Re del Digitale?

Sua maestà Google dopo anni di attività si trova accerchiato fra social, app ed ad-blocker che mettono in dubbio il suo predominio assoluto ma... non mancano le iniziative per riportare al centro dell'attenzione il Web e quindi il suo Re indiscusso dai lontani anni '90.

 Google fa parte della storia del Web ed in qualche maniera è in prima persona storia del Web: negli anni '90 sottrae lo scettro ad Altavista come primo motore di ricerca utilizzato al mondo grazie ad una innovativa idea di un ricercatore italiano (Marchiorri) e presto si inventa il !Business Model delle !Adwords con le quali comincia a fare profitti spaventosi oscurando le fortune (?) di old economies e paesi emergenti.  Il Web è il suo ambiente naturale, il suo ecosistema digitale, il suo codice genetico ed allora per il Web comincia ben presto a sviluppare miriadi di strumenti mirabolanti quali !Webmaster Tool contribuendo fattivamente fin da subito allo sviluppo di standard come html5, schema.org robots.txt e sitemap.xml.

L'appetito vien mangiando e quando l'idea non viene partorita al proprio interno si risolve la questione con brillanti acquisizioni: è il caso di !Google Analytics (ex Urchin) oppure !You Tube che diventa ben presto in molti paesi il canale televisivo più popolare tanto da scatenare in scenari delicati pruriti censori (ai quali risponde con i !Transparency Report). Ha molto coraggio e spregiudicatezza fino ad arrivare a mettere in discussione il proprio logo che viene occasionalmente sostitutio con gli oramai famosi Doodle non molti sanno personalizzati secondo le culture e preferenze locali. Google infatti fa rima con parole e culture tanto da ideare appositi servizi per tradurre (!Translate coniugato alle funzionalità tap) ed inventare mille soluzioni diverse in salsa i18n (internationalization) fino a coniare il termine !Zeitgeist (lo spirito culturale che denota una determinata epoca come si riflette nella letteratura nella filosofia nelle arti) poi abbandonato per indicare i report annuali del suo famoso servizio di analisi di tendenze delle parole !Google Trends. Non poteva mancare un browser come !Chrome al quale affidare l'ispezione degli elementi tag funzionali al corretto funzionamento della !UX (User eXperience) degli utenti Web tutti potenziali consumatori dei servizi e prodotti di Mountain View.

Tutto bene, tutti utilizzano Google e tutti pensano di conoscere Google anche se non sono in molti a comprendere le potenzialità del suo canale immagini, pochissimi utilizzano la potente ricerca avanzata ed ancor meno conoscono dei servizi secondari ma molto utili come !Google Alert. Comunque tutto va bene fino a quando non appare all'orizzonte Facebook, dilagano le app e si propagano delle estensioni come gli ad-blocker tutte unite in ordine sparso ad incrinare lo strapotere di Google. Il social e il mobile diventano le nuove bestie da domare ma finora senza successo se si considera che Google+ è poco più di un tentativo finito male e che sul mobile non si riesce ad addomesticare né le ads né tanomeno le app.

Lo sforzo di sviluppo (informaticamente parlando) è immenso e produce strumenti interessantissimi e poco conosciuti come !Google Web Designer ma anche implementazioni difficilmente propagabili come Google Amp. Le proposte più interessanti sono quelle concettuali legate al design e ad una consolidata expertise del funzionamento del Web: le linee guida sul !Material Design sono davvero un prodotto maturo e condivisibile su come si può sviluppare una interfaccia digitale in senso accessibile ed usabile (e in senso lato) mentre le Progressive Web Apps sono un tentativo rivoluzionario di riportare al centro dell'attenzione degli sviluppatori digitali il Web e quindi il suo vecchio Re Leone, sua maestà Google...   

Progressive-web-app

feed xml di Scacco al Web

Inserito il 16 di maggio 2016
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