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Quel rosa digitale spesso dimenticato

La storia dell'informatica è spesso costellata di innovazioni dovute a donne ingegnose e geniali: un paio di esempi.

L'informatica è sempre vista come un mondo caratterizzato molto al maschile e se è vero che ancora è difficile conoscere una sistemista femmina è altrettanto vero che anche su un piano tecnico e non solo grafico, commerciale, di management e creativo si incontrano sempre più spesso figure femminili in azione.

Questo probabilmente è dovuto al fatto che le università e le accademie sono sempre più al femminile e sono spesso ragazze quegli studenti che si applicano e si impegnano maggiormente negli studi.

Tutto ciò, in ambito informatico, ha radici antiche anche se dai più misconosciute... come non ricordare la mitica figura di Ada Lovelace - figlia del poeta Byron - che nel lontano ottecento ha ideato il primo algoritmo espressamente inteso per essere elaborato da una macchina aggiudicandosi il primato storico di prima programmatrice di computer al mondo (ma non in senso femminile ma in quanto ad essere la prima ad aver svolto tale funzione nella storia!). Un po' più recentemente (ma non tanto) ovvero negli anni '40 è una squadra di ben sei donne a programmare l'ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Computer) ovvero quello che viene considerato da molti il primo computer della storia.

In vista dell'8 marzo rendiamo omaggio ad uno dei progetti Open Source più interessanti del panorama italiano ovvero ADA (Ambiente Digitale per l'Apprendimento) che non nasconde le origini del suo nome proprio per omaggiare Ada Lovelace e che nella sua versione di piattaforma di e-learning 2.1 introduce diverse novità significative suddivise nei diversi ruoli di amministratore, coordinatore, autore, tutor e corsista nella forte convinzione che la differenza di genere possa essere un vantaggio per l'umanità tutta, digitale compreso...

Eniac

 

Inserito il 5 di marzo 2016
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