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La risposta di Apple al Material Design

L'approccio di Apple al design della comunicazione digitale si scopre centrato sulle esigenze dei dispositivi mobili all'insegna di un sempre più imperante approccio !Mobile First.

Se il !Material Design di Google è un approccio quasi filosofico e comunque di impatto generale rispetto a qualsivoglia interfaccia che si candida a primeggiare sullo scenario della comunicazione digitale, in casa Apple a livello di design della comunicazione digitale si pone l'accento sule esigenze della !User eXperience rispetto ai dispositivi mobili e nelle specifico per i dispositivi iOS.

I  principi alla base dell'iOS Human Interface Guidelines sono la necessità di comprensione e interazione dell'utenza finale con il contenuto evitando qualsiasi forma di competizione con il medesimo (peace & love?), la leggibilità sempre al servizio di una funzionalità efficace ed infine un'estetica in grado anche di appagare l'utenza finale.

 Pur calate nell'ambito specifico device mobile iOS gli accorgimenti e i principi di design proposti da questa preziosa e articolata documentazione tecnica per sviluppatori ricalca indicazioni assodate in tema di accessibilità e soprattutto di usabilità a cominciare dalle euristiche di Nielsen.

  IOS_app_ui_elements

Inserito il 30 di dicembre 2015
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Tutti i18n ma ognuno a modo suo

Tutte le major hanno una grande attenzione sugli aspetti di internazionalizzazione e localizzazione di servizi e prodotti comunicativi anche se ognuno ha un approccio specifico.

!i18n è la parola chiave abracadabra per indicare le azioni di internazionalizzazione necessarie per localizzare un servizio o prodotto (comunicativo nello specifico) in maniera efficace superando le varie possibili barriere linguistiche e culturali.

Tutte le major hanno oramai una sezione i18n ricca di indicazioni tecniche per sviluppatori ma non solo...

Quella di Microsoft è particolarmente interessante perché ci aiuta a scoprire un mondo di varianti e differenze fatto anche di date, cifre ma anche inaspettatamente per i più di formati diversi per la carta stampata!?!

Quella di Google risulta invece particolarmente utile per chi sviluppa App e siti Web (ma va?).

Sintonizzatevi liberamente sulla frequenza i18n che preferite ma non crediate di afforntare il 2016 sempre più globalizzato potendo fare a meno di questa soluzione abracadabra... ;)

Inserito il 26 di dicembre 2015
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Regalo di Natale anticensura

Per gli amanti della libertà di comunicazione su Internet arriva una nuova tipologia di errore: l'errore 451.

Qualcuno (fra gli amanti dei libri) avrà drizzato le orecchie leggendo 451 e non avrà potuto fare a meno di ricorrere con la memoria a quel fantastico libro titolato Fahrenheit 451 su uno scenario futuribile in cui i libri sono proibiti (bruciati alla temperatura giusta per l'appunto...) e quindi i ribelli detentori del sapere librario imparano ciascuno i contenuti di un libro per tramandarlo oralmente...

Lo stesso succederà per il Web? Se lo sono evidentemente domandati un pool di tecnici libertari che hanno proposto una nuova tipologia di !errore 451 capace di far capire immediatamente l'impossibilità di accedere alla risorsa Web causa censura così come aggirare il blocco, quanto a lungo ci si aspetta che duri il blocco, dove trovare i documenti legali relativi a esso e quale autorità legale abbia imposto il blocco.

451-unavailable

Inserito il 25 di dicembre 2015
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A volte ritornano (i sani principi di design)

Link accessibili e link (collegamenti) ingannevoli: ecco come vecchi ma importanti principi di Web design tornano di grande attualità.

Dai tempi della nascita del Web ne è passata di acqua sotto i ponti tanto che chi ha visto la nascita del Web da oramai per scontato alcuni assunti come la capacità di distinguere link pubblicitari oppure la necessità di realizzare sempre collegamenti accessibili.

Nozioni oramai scontate per navigatori o designer del Web che hanno magari 30-40-50 anni ma cosa dire degli adolescenti o magari novelli designer?

Secondo un recente studio solo un terzo degli adolescenti è in grado di capire la differenza tra link di annunci pubblicitari e informazioni vere e proprie mentre fra moltissimi nuovi webmaster si sta diffondendo l'abitudine di denominare i link con "Learn More" che, come ci ricorda opportunamente Nielsen in un bel post analitico, crea discreti problemi a livello di usabilità, accessibilità e reperibilità dell'informazione...

Link_learnmore

 

Inserito il 14 di dicembre 2015
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Il diritto all'oblio che va e viene

Cari politici, alti funzionari pubblici, uomini d'affari e iscritti agli albi professionali scordatevi il diritto all'oblio.

Durante un interessantissimo e recente intervento di Net Reputation sulla Media Education il messaggio era emerso chiarissimamente: non si può avere certezze sul !diritto all'oblio così come su qualsiasi altra norma su cui può essere emessa sentenza da un tribunale che per sua natura e funzione interpreta.

Questa attitudine di interpretazione mi è tornata subito alla memoria leggendo questo post che non farà felici gli avvocati così come qualsiasi altro professionsita iscritto ad un albo ma anche politici, alti funzionari pubblici e uomini d'affari che, secondo il Tribunale di Roma - sentenza n. 23771/2015, non possono appellarsi al diritto all'oblio in caso di notizie recenti e che interessano una larga platea di utenti in quanto riguardanti un soggetto che esercita un ruolo pubblico.

Net-reputation

Inserito il 14 di dicembre 2015
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L'atto social che entra nell'esperienza di ricerca

L'elemento !Abracadabra non è solo una proposta per un nuovo elemento di sintassi della comunicazione digitale ma bensì una rivoluzione copernicaca nel rapporto fra social e motore di ricerca.

Social-bot

La proposta di !elemento Abracadabra per un nuovo lessico digitale più funzionale ed efficace è stata recensita per la prima volta su questo blog ed è per questo che con piacere possiamo ora segnalare un suo tentativo di aggiornarsi e proporsi ad una platea internazionale attraverso l'autorevole magazine Neural sui nuovi media e la Net Art.

La parte più provocatoria di questa proposta risiede in un approccio rivoluzionario - di tipo copernicano - per cui si suggerisce ai motori di ricerca non di scimmiottarte e rincorrere i social ma bensì di inserire l'attitudine social nell'esperienza dell'utenza finale !UX coinvolta, nell'incombenza quotidiana di ricerca dell'informazione, arricchendola di momenti funzionali di confronto e socializzazione.

 

Inserito il 7 di dicembre 2015
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Google Web Designer

Una serie di tool per l'editing Web di casa Google possono risultare molto utili soprattutto se si ha la capacità di vedere oltre il giardino privato di questo colosso del Web.

Strano periodo per i Webmaster... oramai WordPress produce un quarto di tutto il Web ed il resto che avanza è comunque spesso prodotto da !CMS (Content Management System magari meno popolari ma comuqnue diffusi come Drupal o Joomla ad esempio o addirittura da prodotti più di nicchia o addirittura realizzati ad hoc).

Il !WebMaster che padroneggiava alla grande Dreamweaver è quasi un ricordo del passato perché se non si smanetta con un cms allora si preferisce spesso e volentieri editor che puntano direttamente al codice come Notepad++ oppure altri emergenti come Brackets oppure Visual Studio recentemente convertito alla filosofia !Open Source.

Google-web-designer
In questo quadro è interessante andare a scoprire un prodotto Open Source e multipiattaforma come Google Web Designer che se è stato pensato per essere bandiera e paladino degli interessi tecnologici della galassia Google è comunque uno strumento di sviluppo Web molto interessante se interpretato in maniera laica.

Ideato per sviluppare oggetti Web complessi secondo la filosofia html5-css3 presenta una serie di possibilità di conversione di oggetti definiti visualmente in corrispondenti codici html5-javascript-css3.

Bisogna adottare alcune accortezze come quella di scegliere la creazione di file html e calarsi in una filosofia di utilizzo di un'interfaccia abbastanza complessa quanto versatile: timeline e stage per definire i livelli di intervento e le sequenze temporali di eventuali animazioni, proprietà personalizzabili per ogni elemento inserito, asset da intendere come risorse multimediali (immagini, audio e video) integrabili nel layout.

Come tutti gli !editor avanzati (anche se ATTENZIONE stiamo parlando di una Beta...) è possibile mettere mano direttamente al codice così come nel rispetto della logica html nidificare facilmente i tag, operare manulamente sui css ma anche impostare un layout fluidobasato sulla percentuale per mantenere gli elementi relativamente allineati tra loro se la dimensione del contenitore dovesse cambiare.

Tutto ciò che viene realizzato visualmente, anche operazioni relativamente complesse, come disegnare un tratto di penna geometrico oppure trasformare un oggetto in 3D traslandolo sui suoi tre assi od includere un componente come può essere una mappa o una galleria di immagini viene trattato secondo una procedura di assegnazione di una classe css o un id alla quale viene abbinata non solo un layout ma eventualmente degli script che consentono, canvas o non canvas, di ottenere effetti grafici e funzionalità complesse collegabili anche ad eventi di tipo touch.

 

 

Inserito il 1 di dicembre 2015
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