dicembre 2016

dom lun mar mer gio ven sab
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Creative Commons License

« luglio 2015 | Main | settembre 2015 »

Salviamo la privacy ma anche la possibilità di comunicare

Cercasi equilibrio disperatamente fra esigenze di marketing e necessità di consapevolezza delle navigazioni Web.

Dopo il ciclone cookies che ha imposto in Europa una miriade di annunci che gli utenti finali si apprestano a chiudere inesorabilmente e nulla più ecco che all'orizzonte si annuncia una nuova tempesta perfetta sul Web: l'inibizione dei codici di tracciamento a finalità di marketing.

Non è una grande novità per gli utenti più smaliziati che avevano a disposizione plugin tecnici come !NO SCRIPT oppure molto facili da utilizzare come !GHOSTERY che permettevano di disabilitare tutte quelle procedure di tracciamento che consentono di fare marketing sul Web: praticamente la stragrande maggior parte delle pubblicità vengono tracciate e contabilizzate tramite javascript che inevitabilmente contribuiscano a tracciare profili dell'utenza che è investita dalla medesima pubblicità. Altri strumenti !AD BLOCKER bloccano alla fonte l'apparire della pubblicità senza preoccuparsi troppo di come viene tracciata.

Privacy-badgerLe due grandi novità che stanno per investire un pubblico ancor più ampio dei professionsiti dei plugin sono la proposta da parte dell'autorevolissima EFF di uno strumento come Privacy Budger che inibisce le funzionalità di tracciamento di quelle aziende che non consentono agli utenti finali di personalizzare il tracciamento dati e soprattutto l'annuncio di Firefox di potenziare la modalità private-browsing con soluzioni anti-tracciamento.

Così, mentre il dibattito su come resistere all'invasività digitale si fa sempre più internazionale cominciano a farsi vedere gli effetti economici di questa resistenza: ben 20 miliardi di dollari sono andati in fumo nell'ultimo anno per queste pratiche di !AD BLOCKING e considerato che sono pratiche in costante aumento, soprattutto nel continente europeo, la questione comincia a farsi critica per i responsabili di marketing  del digitale.

 La questione peraltro non interessa soltanto i marchettari del Web perché se è vero che molti servizi informativi e comunicativi Web anche di forte interesse per l'utenza finale sono gratuiti in quanto finanziati dalla pubblicità online i medesimi potrebbero esseremessi in pericolo da quegli stessi utenti che non solo non sono disposti a pagare alcunché ma neanche a sopportare un qualsiasi livello di tracciabilità e interazione con messaggi pubblicitari.

Inserito il 26 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

OPS ! Mi è sparito il Cloud...

Segnatevi già ora ad una iniziativa del prossimo autunno che potrebbe cambiare le vostre sorti in Internet.

Ops-cloudTutti sul cloud spassionatamente! Tutto molto comodo e bello... ma vi siete mai chiesti dove è posizionata fisicamente la nuvoletta dove risiedono i Vs. strategicissimi dati, con che standard è stata realizzata, se potete in ogni momento riacquisirne possesso e funzionalità, se siete veramente al sicuro con una scelta del genere?

L'italianissima iniziativa OPScon ha la finalità di cercare di sensibilizzare su queste legittime preoccupazioni globalmente disattese ed introdurre tecnologie e filosofie !OPEN SOURCE nel mondo del cloud al fine di tutelare maggiormente i diritti dell'utenza finale del cloud sia privata che aziendale ed aprire nuovi scenari professionali ed economici per l'high-tech nostrano.

La roadmap di questa originale iniziativa ha già la prima scadenza ovvero Pisa 15 ottobre (al Palazzo dei Congressi di Via Matteotti 1) dove si parlerà di !OPEN INFRASTRUCTURES grazie alla presenza di molti specialisti del settore Open Source.

Inserito il 23 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

Coderdojo Sesto Fiorentino e i pescetti digitali della piana

E' nato ufficialmente il Coderdojo di Sesto Fiorentino che, ospite del locale Centro Territoriale di Supporto, si presenta con una ricca offerta formativa gratuita per nativi digitali, genitori ed insegnanti.
 
Coderdojo-sestoEbbene si', sull'autorevole piattaforma internazionale Zen-Coderdojo ovvero la piattaforma ufficiale che ospita questo movimento di volontari per la formazione digitale diffusosi in tutto il mondo ed in particolare sull'asse Irlanda-Regno_Unito-Centro_Europa-Italia potete trovare da agosto 2015 l'ufficializzazione di un CoderdoJo a Sesto Fiorentino ma che di fatto ha aperto i battenti a giugno e che dal prossimo settembre ha gia' predisposto un adeguato programma di attività didattiche.
 
Il Coderdojo e' ospitato presso l'Istituto Comprensivo 1 di Sesto Fiorentino noto come 'Scuola Pescetti' (ed è per questo che i giovanissimi partecipanti ai laboratori vengono chiamati 'pescetti digitali'...) dove ha sede il Centro Territoriale di Supporto attivo in tutta la piana fiorentina e che ha fra le sue finalità quella di "attivare sul territorio iniziative di formazione sull’uso corretto delle tecnologie rivolte gli insegnanti e agli altri operatori scolastici, nonché ai genitori e agli stessi alunni"; a tal fine ha attrezzato in due distinti spazi un laboratorio informatico e una sala conferenze corredati tecnologicamente di strumenti digitali all'avanguardia.
 
Il CTS per le attività di Coderdojo può contare su un variegato network di attori culturali del digitale fra cui l'Associazione Simpatico Mimetico a livello organizzativo, Commit Software per le attività laboratoriali informatiche ed infoAccessibile per le attività seminariali dedicate a genitori ed insegnanti.
 
Tutti i ragazzi fra i sette e i diciassette anni della piana fiorentina interessati ai linguaggi del digitale potranno studiare e sperimentare per un pomeriggio al mese a partire dal giorno Sabato 26 settembre i piu' significativi linguaggi di programmazione (coding) - grazie alla presenza di mentor qualificati e che, durante l'anno scolastico 2015-2016, cercheranno di sviluppare momenti di formazione di base su tre filoni principali:
1.  il linguaggio !SCRATCH in quanto permette di avvicinare anche i più piccoli ai fondamenti della programmazione informatica;
2. il linguaggio di programmazione !JAVASCRIPT perché è il linguaggio piu' diffuso nelle interfacce digitali;
3. le !STAMPANTI 3D perché rappresentano il modo di coniugare il sapere digitale a saperi 'antichi' e comunque attualmente indispensabili come il disegno tecnico, la chimica, la meccanica, la creatività artistica, ecc.
 
Contemporaneamente, i docenti ed i genitori interessati potranno partecipare ad una serie di seminari nell'adiacente sala conferenze che vede per il primo appuntamento al centro dell'attenzione i famigerati social ovvero:
"Web che navighi social che trovi.
Di social ne esistono di tutti i tipi: perditempo, occasionalmente e strumentalmente pericolosi ma anche gioiosi e decisamente educativi... proviamo insieme a delineare uno scenario utile e costruire una bussola social(e) utile per uno scenario costruttivo.
Ospite speciale - Edmodo social learning per docenti-studenti-genitori."
 
10 appuntamenti da settembre 2015 a giugno 2016 per interpretare e non solo subire il digitale al fine di crescere una generazione di nativi digitali offrendo loro una gioiosa ma puntuale opportunita' di riflessione e sperimentazione collettiva su questo digitale che sempre più ci circonda.
 
CodSesto 2.0 - pescetti digitali nell'internet delle cose

Inserito il 20 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

Toh! Chi si rivede... iStella che in alcuni casi la sa più lunga di Google

iStella è un interessante esperimento di motore di ricerca made-in-Italy che sembra dare nuovi segni di vitalità.

Quando fu annunciato qualche anno fa attirò molte attenzioni proveniendo da tradizioni e imprese informatiche importanti italiane come il CNR di Pisa, Arianna e Tiscali.

L'entusiasmo di vedere un'impresa italiana in un settore così strategico ed importante come quello della ricerca sul Web si smorzò nell'estate 2014 quando il relativo blog di iStella cessò di pubblicare novità e sperimentazioni.

IStellaL'estate 2015 segna il ritorno delle attività su iStella ed allora il suo interessantissimo servizio di mappe associate (storiche ma anche oblique) nonchè la sua offerta di informazioni più cospicua su alcuni argomenti particolari (provate a confrontare la query !accessibilità con Google e scoprirete che attualmente iStella vince per 15 milioni di risultati a nove) mette sicuramente di buon umore nella speranza di vedere il panorama dei motori di ricerca arricchirsi di una creativa proposta italiana.

Inserito il 15 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

Le energie in movimento del Networked Disruption

Un recente libro di una studiosa-ricercatrice italiana ci aiuta a riflettere e prendere maggiore consapevolezza del nostro essere in Rete.

DisruptionNetwork Disruption: rethinking oppositions in arts, hacktivism and the business of social networking. Questo il titolo di un recente libro di Tatiana Bazzichelli, cara amica e Direttrice del Disruption Network Lab. Finalmente ho trovato il tempo di leggere questo interessantissimo libro in inglese che mi ha aiutato a riflettere e mettere a fuoco alcuni aspetti del nostro essere in Rete.

La Rete-Web-Internet con la sua capacità interattiva e connettiva viene analizzata nel dettaglio in relazione soprattutto alla sua recente evoluzione social dibattendo di vizi e virtù dello stato di cose presenti e di come lo stesso possa essere messo in discussione con pratiche artistiche critiche.

Si parla di energie, energie in movimento e fratture che generano energie così come qualsiasi DISlivello genera movimenti potenziali fra corpi in movimento. Fratture create da artisti per mettere in discussione il business e le autorità operanti in Internet ma anche di come le stesse fratture sono poi utilizzate dal business stesso per rinnovarsi e rafforzarsi. Il tempo e la successione cronologica (timeline) determinano il valore morale e sociale di una determinata pratica: di rottura e liberatrice un momento ed omologata e funzionale al sistema un attimo dopo. Il concetto di !TAZ (acronimo traducibile in italiano in Zone Temporaneamente Autonome) è uno dei fil rouge di questo libro che è oggettivamente una bella fotografia, anzi volendo un bel video (anche se fatto di parole) di come è evoluta la Rete e la sua attitudine social in questi anni. Se il software libero si presenta come la rivoluzione giusta da attuare, l'Open Source diventa presto il baluardo infrastrutturale di molte major del digitale, se l'infomazione diffusa ed autoprodotta è la bandiera ideologica da sventolare da Indymedia ben presto si trasforma nella matrice operativa di molte corrazzate del marketing.

Siamo dunque condannati a non sfuggire dal mirino di un sistema economico 2.0 che vede i profitti allontanarsi sempre più dalla sua base produttiva? L'affannosa ricerca di pratiche innovative, di rottura quindi liberatorie si dimostrano, imho, spesso deboli e rimanipolabili dalla controparte in quanto non accompagnate da contenuti e messaggi significativi. Nuove interfacce, pratiche, funzionalità, giocare con i nomi, le identità e l'anonimato, defacciare, tutto ciò che è hack (idea geniale ed innovativa) non può che essere sfruttato prima o poi da chi magari ha idee più chiare sui propri obiettivi strategici...

Se language is a virus bisogna decidersi prima o poi di che virus morire o viceversa sfruttare per sopravvivere alla morte sociale. Come ci diceva il manifesto contro la guerra del Vietnam Why? e come ci insegnavano gli antichi Que Prodest?

Idee, principi e motivazioni sono quel che mancano, non certo gli strumenti di comunicazione che pur se affetti da centralismo proprietario, assoluta mancanza di privacy (ma tanto alle nuove generazioni non interessa motivati come sono da una forte spinta esibizionista...) e lontani dall'essere sotto il nostro controllo comunque esistono in grande quantità e sono a disposizione di tutti ammesso che si abbia qualcosa da dire...

Peraltro l'infinità offerta comunicativa viene spesso annullata dall'emergere di pochi nomi-brand all'insegna di un accentramento di poteri non solo comunicativi ma anche economici (la delega al cloud come alternativa comoda a scelte tecnlogiche in autonomia) che vede molto del suo potere risiedere nella forza dei brand più che delle idee tanto che è significativa l'evoluzione societaria di Google in Alphabet. La sommatoria degli utenti, delle identità diventano figures ovvero numeri e cifre, matrice e forza dei !Big Data e su questii - arbitrariamente, dato che nessuna terza parte certifica mai questi rilievi statistici -si costruiscano ulteriori meccanismi di controllo sociale e ricchezze economiche.

Bisogna ricominciare ad avere qualcosa - di significativo - da dire e in questa estate di clima impazzito (metereologico ma sicuramente anche sociale) mi ha colpito Mika e la sua operazione di ribaltamento mediatico dell'offesa ricevuta: in una Firenze un dì libertaria questo giovane fortunato rappresentante dell'establishment musicale ma indubbiamente anche della creatività artistica emergente si è visto marchiare come FROCIO nei manifesti che pubblicizzavano il suo concerto: la sua scelta di adottare l'immagine del proprio manifesto deturpato come sfondo dei suoi account social è molto più di un defacement, è dare la parola al proprio detrattore accendendo i riflettori su un atto stupido e quindi far riflettere una città intera. Sinceramente non mi interessa se tutto ciò è stato mirabilmente interpretato da una star del sistema e veicolato dai quotidiani e social di sistema, sinceramente mi interessa molto più che in questa maniera si provi a far riflettere una gioventù abbacinata da alcol ed ostaggio delle armi di distrazioni di massa quali sono attualmente i social, sempre più pieni, sempre più vuoti.

Ferry che come diceva il mio amico Claudio Parrini "siamo stati formidabili venditori di pentole"

Inserito il 14 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

Le major del digitale affilano le armi

Magari per noi comuni mortali questa estate sta passando pure in maniera noiosa e comunque intrisa di pensieri assolutamente diversi da quelli delle major del digitale che, a cominciare da Google-Facebook-Windows, sembrano preparare una furiosa campagna di autunno.

Sundar-Pichai-GoogleMentre stiamo spaparanzazati sulle nostre sdraio o magari ammaliati da qualche gita in posti esotici o capitali europee le major del digitale stanno facendo delle grandi manovre in vista di un confronto sempre più feroce e che ad Autunno potrebe fare anche qualche vittima (magari collaterale).

Facebook intende togliere lo scettro dei video online definitivamente a YouTube (galassia Google) con nuove funzioni e strumenti di analisi online, Microsoft sembra puntare decisamente per windows 10 su interoperabilita' (fra sistemi windows of course ma con un occhio crescente alle potenzialita' della filosofia open source) & cloud per impensierire la corrazzata Android (di nuovo Google) e magari arrivare anche ad intaccare la fascinazione collettiva del brand Apple.

E Google? Attorniato da tante attenzioni non se ne sta certo con le mani in mano reinventandosi un assetto societario con un indiano a capo (CEO) e tanta voglia non solo di difendere l'esistente ma di aggredire anche nuovi mercati avendo come nuovo nome di battaglia qualcosa che richiama sicuramente il potere delle parole: Alphabet.

Inserito il 11 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

Il portfolio perfetto di mrs laura

Può un italiano realizzare un portfolio perfetto, magari in inglese, e presentarsi così efficacemente e in maniera moderna agli occhi del mondo (professionale) ? La risposta è sì se si prende in considerazione il portfolio di mrs laura.

Mrs-lauraLogo squisito, testi rigorosamente solo in lingua inglese, struttura di navigazione semplificata e che pone l'attenzione del navigatore sull'evoluzione professionale di mrs laura negli anni, tante immagini bellissime e molte, opportunamente, sotto forma di infografiche.

Ecco come http://www.laurabrenna.com rappresenta davvero ed oggettivamente un esempio di eccellenza di come si può realizzare e proporre online un curriculum personale-professionale a cui non può che andare il nostro plauso ma che dovrebbe servire anche d'ispirazione a tutti i nostri giovani che cercano di costruire la propria carriera avendo come riferimento prioritario possibili relazioni internazionali.

La frase “I don’t have a home page to show you. I have thousands.” immersa in un mare di icone-homepages è semplicemente ammaliante e fa capire a colpo d'occhio l'enorme bacino di creatività e professionalità - purtroppo non valorizzate opportunamente - che abbiamo in Italia e che fanno perciò benissimo a guardarsi a giro per il mondo...

Inserito il 8 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

Web sempre più Open e Standard

Due grandi del digitale danno segnali inequivocabili su come la strada maestra da seguire per lo sviluppo siano gli standard e la filosofia open source.

Microsoft sta per mandare in pensione il suo browser IE per l'avveneristico Edge che, insieme, a molte funzioni innovative, fonda la sua forza nel rispetto degli standard.

Open-developersIBM inaugura un portale molto affollato di sviluppatori che abbracciano l'approccio Open Source applicato a molti settori diversi della comunicazione e tecnologia digitale.

Vista l'oramai assodata accelerazione del consolidamento delle tendenze in campo digitale c'è sicuramente da riflettere su queste due scelte importanti da parte di due storici e affermati protagonisti del settore.

Conseguentemente, anche in campo formativo tutti gli operatori del settore, dai servizi privati di consulenza e formazione alle accademie del design, dovrebbero ben riflettere sull'opportunità di consolidare il know-how dei propri discenti nel rispetto degli standard e tenendo presente le opportunità offerte dal mondo open-source.

 

Inserito il 5 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

Come va la Borsa te lo predice Twitter

!Big Data e !Sentiment analysis possono diventare un connubio molto potente in tema di analisi e addirittura previsioni: ce lo conferma il caso Twitter-Borsa.

Twitter-previsioni-BorsaVuoi sapere come andranno le azioni in Borsa? Niente di meglio che analizzare il flusso di commenti e quindi il !sentiment elevato all'ennesima potenza dei !Big Data: lo afferma uno studio della BCE (Banca Centrale Europea) che sostiene come lo studio dei cinguettii sul social network sia più efficace ed utile degli indicatori elaborati dagli esperti!?!

Riuscire ad assegnare un valore semantico a degli elementi Abracadabra significativi diventa dunque un formidabile strumento di analisi se abbiamo tanti dati a disposizione e gli strumenti per analizzarli.

Già che ci siamo allora vale la pena di sbirciare sull'utilizzo di Facebook da parte degli italiani sempre più video e smartphone-dipendenti.

Inserito il 1 di agosto 2015
Permalink | Commenti (0)

Pubblicità