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Cloud e Web: solo vantaggi?

Parte dall'Italia una riflessione assolutamente strategica che si basa su una parola chiave che farà discutere di sé: !Open infrastructure.


Tutti sul Cloud! Che meraviglia... nessuna preoccupazione nell'organizzare e backuppare dati, tutto a portata di click e di condivisione al volo, tutto molto comodo...
Bene, la comodità è spesso l'arma utilizzata per ammaliare e fidelizzare eserciti di utenti-clienti da parte di chi ha obiettivi importanti da conseguire come le major del digitale che per monpolizzare un mercato da 366 miliardi di dollari non disdegnano di offrire soluzioni comode che però hanno una serie di contropartite.

Si potrebbe dire che come la spiritualità dell'uomo si affida al cielo i ben più terreni bisogni di archiviazione e comunicazione digitale venogno affidati al cloud: anche se la metafora è (volutamente) forte in entrambi i casi si può parlare di perdita di autonomia ma mentre nel caso del bisogno spirituale la questione si fa complessa :) nel caso della scelta di affidarsi ai vari servizi di cloud digitali si può tranquillamente dire che attualmente è una scelta fatta perlopiù molto superficialmente e senza pensare alle conseguenze.
Se solo pochi anni fa' qualcuno avesse proposto ad una importante azienda magari impegnata in settori sensibili e strategici di affidare tutti i propri dati in un posto fisico gestito da altri e con procedure tecniche non trasparenti e magari non replicabili al momento dell'abbandono del servizio beh, forse, una proposta del genere avrebbe trovato pochi interessati.


Open-infrastructureOggi nel 2015 dopo le varie ubriacature di massa internet-web-social-app-smartphone sembra viceversa la via più moderna, efficiente e professionale quella di affidare tutto ai potenti del Web.
Succede cosi' che i soliti pochi noti come ad esempio Apple-Google-Facebook-Amazon-ecc. si trovano padroni di enormi quantità di dati altrui, elaborati e gestiti per finalità economiche (ma perché no se necessario anche per finalità di analisi finanziaria, sociale e politica) secondo standard propri.
Ecco questa lunga premessa era necessaria per spiegare OPSCON ovvero un'italianissima iniziativa strategica e rivoluzionaria in campo high-tech che intende imporre la tematica dell'!Open infrastructure a livello internazionale promuovendo un dibattito internazionale fra esperti e tecnicie del settore per valutare la praticabilità di realizzare Data Center in cui i !Big Data possono essere ospitati con standard aperti e interoperabili e quindi in qualsiasi momento verificabili e a portata di implementazione e riacquisizione in autonomia se necessario ivi compreso la non secondaria questione di essere potenzialmente meno soggetta a backdoors, intrusioni e attività di spionaggio varie.


Se dunque i dati sono l'oro del terzo millennio perché aprire le miniere tutte fuori dai confini italiani e affidarne chiavi e gestioni a pur sorridenti giganti oltreoceano?

Inserito il 24 di luglio 2015
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Al Web oramai si affida anche la propria salute

E' impressionante come l'informazione digitale stia diventando prioritaria rispetto al costume sociale diffuso anche in campi delicatissimi come quello della salute: proviamo a mettere a fuoco alcuni aspetti positivi ed altri indubbiamente  negativi.

Lo dice Google, c'è scritto su Internet, l'ho letto sul Web... Oramai l'autorevolezza passa dai bit digitali anche quando si tratta della nostra salute tanto che stanno cambiando abitudini e prassi di medici e pazienti.

Psicologia-femminileI primi tentano sempre più un contatto diretto attraverso blog che trattano anche argomenti delicati e complessi come quelli dei disturbi del comportamento alimentare cercando di intercettare quesiti e disagi e comunque fornendo pareri qualificati.

I secondi sono sempre più tentati dallo smarcarsi dalla mediazione professionale (magari invasiva o costosa) e si sperimentano sempre più meccanismi di auto-diagnosi online googolando sintomi alla ricerca di diagnosi e rimedi o interagendo con appositi tool di diagnostica online. La pregiata Harvard Medical School lancia dagli USA però un grido di allarme: attenzione le diagnosi online si rivelano del tutto sbagliate in due casi su tre...

Inserito il 18 di luglio 2015
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Dal lusso alla Cina i migliori brand in crescita

Digitale, pagamenti, logistica e distribuzione, intrattenimento e lusso: dovunque guardiate la crescita punta sempre ad Oriente.

Il rapporto semestrale di Milward Brown sui 100 migliori brand nel mondo è inequivocabile: i brand più forti sono quelli legati al digitale e fra quelli più fortemente in crescita molti vengono dala Cina.

Brand-lussoE' per questo che uno strumento come socialbrandwatch che cerca di fotografare i brand in ascesa in Cina (molto digitale anche qui ma anche molto lusso) diventa decisamente interessante e strategico di questi tempi per molte imprese italiane del lusso made in Italy che cercano sempre più una loro forma di rappresentazione sul Web magari attraverso iniziative specifiche online come una rivista sulla pelletteria.

In definitiva, che sia mezzo o sostanza, il digitale sta rappresentando una leva indispensabile di crescita, o di sopravvivenza, per molti brand nostrani e internazionali.

Inserito il 11 di luglio 2015
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Salute in Toscana sempre più sul Web!

Cambia il costume sociale dei giovanissimi anche in tema di salute e sempre più si afferma il digitale.

Medicina-free-pressQuattro adolescenti su 5 cercano informazioni di salute su internet: questa l'importante conclusione di una ricerca sulla salute in Toscana che ratifica un'abitudine di giovani e giovanissimi sempre più forte di cercare spiegazioni e in alcuni casi anche rimedi sul Web.

Non è quindi un caso che blasonate attività editoriali in tema salute e riviste di medicina decidano sempre più spesso di approdare sul Web sotto forma di free-press magari sempre a livello di distribuzione regionale.

L'informazione anche su argomenti delicati e importanti come quello della salute personale sempre più in digitale per un immediato contatto con il proprio target di riferimento siano essi potenziali pazienti o medici professionisti.

Inserito il 4 di luglio 2015
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