dicembre 2016

dom lun mar mer gio ven sab
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Creative Commons License

« maggio 2015 | Main | luglio 2015 »

Tanto rumore per nulla

Finalmente arriva un chiarimento del Garante sulla cookies law le cui vere finalità rimangono misteriose e i cui effetti pratici decisamente nulli se non addirittura negativi.

Tre giorni dopo la scadenza dei termini di attuazione della cookies law il Garante italiano si è degnato di fornire dei chiarimenti: perché non abia fornito chiarimenti o delle indicazioni chiare di partenza è il primo mistero da risolvere.

Cookies-lawI chiarimenti sembrano (le varianti di interpretazione sono sempre dietro l'angolo) stabilire che:

- se vengono prodotti cookies deve comunque esistere un'informativa in merito collegata in calce da ogni pagina del sito Web;

- la presenza del famoso banner non è obbligatoria nel caso di cookies analitici di terze parti (ad esempio Google Analytics) qualora a livello di amministrazione della proprietà siano disabilitati meccanismi di profilazione (ad esempio remarketing) e che vengano messi in atto meccanismi di anonimizzazione ip;

- banner obbligatorio per cookies di profilazione di prima e terza parte ma notificazione al garante a carico del solo eventuale ente terzo che svolge la profilazione;

- "se sul sito i banner pubblicitari o i collegamenti con i social network sono semplici link a siti terze parti che non installano cookie di profilazione non c'è bisogno di informativa e consenso".

Contenti dei chiarimenti? Beh allora domandiamoci perché è stata fatta questa regola...

Ipotesi uno: per raccattare un po' di soldi subito dato che le sanzioni previste oscilano fra cifre modeste sanzionatorie e cifre molto impegnantive per tante aziende.

Ipotesi due: per raccattare molti soldi in un secondo tempo una volta che le informative al Garante possano essere incrociate col database dell'Agenzia delle Entrate alla ricerca di chi fa pubblicità "in nero".

Ipotesi tre: creare una consapevolezza diffusa rispetto alla questione cookies.

Tralasciamo le questioni materiali delle ipotesi uno e due restiamo, noi nobili pensatori, a riflettere sulla (terza) questione morale...

Vero che la cookies law e le tante discussioni suscitate hanno decisamente introdotto la questione cookies ad una vasta platea di uditori tecnicamente poco preparati ma proprio perché il popolo del Web non è sufficientemente istruito - tanto che dobbiamo cominciare a parlare di info divide come il vero divide critico che affligge il digitale - la reazione del 99% degli utenti al famoso banner è semplicemente quella di ignorarlo e dargli un consenso frettoloso e non cosciente. Dell'1% che legge l'informativa - dato facilmente verificabile da chiunque ha accesso alle statistiche del proprio Web misurando quanto viene visitata la pagina informativa dei cookies rispetto al numero dei visitatori totali - una minima parte decide di abbandonare la navigazione.

Ricapitolando...

- l'impatto della norma a livello di presa di coscienza della materia cookies sulla massa dei navigatori è irrilevante;

- l'utilizzo del banner comunque inficia parzialmente l'usabilità di un sito Web imponendo fasi di attenzione e in minima parte di comportamento fini a sé stesse.

Si poteva fare meglio?

Certamente se si pensa a quali fantastici plugin vengono proposti per acquisire il proprio livello di cittadinanza rispetto ai servizi effettuati oppure per la visualizzazione e gestione dei tanti script di monitoraggio ai quali siamo sottoposti durante le nostre navigazioni: il Garante avrebbe potuto promuovere e al limite obbligare (tramite uno script confezionato dal Garante stesso ed operativo solo alla prima visita del sito Web) l'adozione di plugin simili utili per capire a cosa siamo sottoposti come tracciamento ed eventualmente avere la possibilità di smarcarsi da questo tipo di tracciamento.

Inserito il 28 di giugno 2015
Permalink | Commenti (0)

Che scuola ci aspetta?

La buona scuola del domani sarà pubblica, privata, tradizionale, digitale, steineriana o cosa?

La società del domani si forma nella scuola di oggi e dunque quel che c'è in ballo in questi giorni è molto importante rispetto al prossimo futuro dei laboratori di coscienze che sono le aule affollate dai nostri figli (che anche se non sono 'nostri' figli sono comunque 'figli' della 'nostra' società...).

Non è solo una questione di finanziamenti ma di qualità delle persone che vanno a formare il corpo docente ed anche di pedagogia che cerca di adeguarsi al mondo che cambia: in meglio o in peggio comunque inevitabilmente in senso digitale...

Scuola-steinerianaLa scuola pubblica rimane il referente educativo principale ma sono sempre di più le offerte pedagogiche alternative che provengono dalle scuole private rispolverando magari metodi che hanno attirato in anni passati grande attenzione come nel caso di molte scuole del nord che abbracciano la pedagogia steineriana e che risultano statisticamente in forte crescita magari proprio per una percezione di maggiore affidabilità del corpo docente e ricchezza dell'offerta formativa.

La scuola pubblica non sta comunque a guardare e si assiste sempre più a sperimentazioni di introduzione delle nuove tecnologie come nel caso di vera e propria inclusione del fenomeno coderdojo nei centri territoriali di supporto che sicuramente vanno seguiti con grande attenzione.

Speriamo che gli unici vincitori di questo confronto siano le coscienze tutte dei nuovi istruiti e la società tutta nel suo complesso.

 

Inserito il 21 di giugno 2015
Permalink | Commenti (0)

Immagini responsive per super pixel

Srcset-demoI media queries si aggiornano all'attributo scrset capace di offrire immagini diverse per diverse densità di pixel.

Farà la felicità dei webmaster questo attrbituto scrset recentemente implementato anche da Firefox e che permette di offrire immagini migliori per !densità di pixel esigenti magari Apple Retina.

Semplice da utilizzare ma anche l'ennesima conoscenza in più per accontentare l'ennesima esigenza diversa dell'ennesimo dispositivo digitale da tenere in considerazione...

Inserito il 14 di giugno 2015
Permalink | Commenti (0)

Interfacce da smartwatch

Gli smartwatch sono la moda del momento ma occorre che si sviluppi una cultura di progettazione delle interfacce ad hoc.

Ebbene sì ci hanno traghettato nell'!Internet delle cose e in questo nuovo e avvolgente digitale che avanza non poteva mancare la !Wereable Technology oovvero il digitale da indossare e quindi da utilizzare comodamente senza necessariamente tirare fuori ammennicoli da spippolare come smartphone o tablet.

SmartwatchGli smartwatch sono la novità del momento ma come se ne sta curando la relativa progettazione dell'Interfaccia? Alla Nielsen stanno sollevando qualche perplessità sullo stato dell'arte attuale della progettazione delle interfacce da !smartwatch...

Il rilievo più critico riguarda l'attuale necessità di dover digitare su aree minuscole quando invece molti comandi potrebbero essere associati a comandi vocali oppure !gestures.

Un'altra sfida importante per interpretare questi nuovi dispositivi al meglio sarà legata alla capacità non solo dei progettisti delle interfacce ma anche ai produttori di contenuti di limitarsi all'essenziale che in pochissimo spazio devono comunicare l'essenza di ciò che l'utente in mobilità ha realmente bisogno.

Inserito il 7 di giugno 2015
Permalink | Commenti (0)

Grandi schermi grande fatica?

Bigtab_keyboardMentre esce FIrefox OS per Smart TV esce una curiosa osservazione di Nielse su come può essere faticoso usare il touch sui grandi schermi.

Firefox OS capace di eseguire !app Web Based (html5 + javascript) trova in Panasonic una partnership per sbarcare sulle Web TV.

Contemporaneamente il team degli espertoni di usabilità della Nielsen fa notare come utilizzare il touch nei grandi schermi può essere inaspettatamente faticoso e dunque i progettisti dovrebbero tenerne conto limitando le task gestuali necessarie e soprattutto quelle che necessitano di digitazione.

Inserito il 1 di giugno 2015
Permalink | Commenti (0)

Pubblicità