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Preprocessori e logiche dei linguaggi digitali

Verso un'evoluzione dell'interpretazione logica dei linguaggi del Web e della comunicazione digitale.

Alcuni linguaggi della comunicazione digitale sono decisamente complessi e non semplici né da imparare né da gestire. Per questo ed ovviamente esistono molti software che ci Editor-html-online-codepensemplificano la vita quando ci avventuriamo nelle vesti di sviluppatori di codice Web o digitale (sempre più il trittico html-css-javascript comanda la struttura-stile-funzioni non più solo del Web ma di tante altre app della comunicazione digitale).

Questo perché la figura dello sviluppatore di codice conserva la sua enrome importanza e dignità ma ovviamente c'è sempre più bisogno di figure professionali che riescano ad immaginare interfacce e funzonalità innovative e che quindi riescano a stare su un piano di logica dell'organizzazione delle interfacce e gestione delle funzionalità delle medesime.

In questo senso linguaggi di pre-processore come SASS (Syntactically Awesome Stylesheets) sono sempre più utilizzati per semplificare lato server la costruzione e l'implementazione di fogli di stile (css). I file così prodotti scss vengono interpretati dal browser in maniera trasparente come file css e l’istruzione sourceMappingURL eventualmente utilizzabile indica ai browser che il file CSS è in realtà generato automaticamente e la sua versione originale e le realazioni tra le due versioni tutto recuperabile attraverso un file come app.css.map

Sperimentazioni utili possono essere portate avanti sulla pratica piattaforma di test-online del codice CODEPEN e, manco a dirsi, esistono svariati software anche open-source e multipiattaforma come Koala per provare a semplificarsi la vita (da sviluppatore).

Inserito il 30 di novembre 2014
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Codici di reti cross-mediali

Continuano a nascere e svilupparsi nuovi protocolli di implementazione di forme di comunicazione cross-mediale.

L'ultimo arrivato è appLINKS che collega per ora siti Web alle app ma che ha l'ambizione di riuscire a collegare fra loro le app (prima o poi) con la stessa facilità ed efficacia con cui sono collegati ora i siti Web attraverso il fatidico marcatore a (che sta per anchor=ancora).

Open-graphI linguaggi che cercano di inaugurare e facilitare una comunicazione cross-mediale esistono però da tempo e sicuramente si è già consolidato (anche se ha ancora ampi margini di affermazione) il protocollo Open Graph che riesce a trasformare le pagine Web in oggetti semanticamente ricchi e funzionanti all'interno di altre tipologie di reti comunicative come nel caso della possibile trasformazione di una pagina Web in un elemento Facebook capace dunque di essere rappresentato e socializzato alla pari di qualsiasi altro elemento nativo Facebook.

Immancabile l'apposito validatore di turno per togliersi la curiosità di vedere l'effetto che fa.

 

Inserito il 22 di novembre 2014
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Ma le leggi dello Stato possono essere inaccessibili?

Il quesito se le leggi dello Stato devono o possono essere accessibili a tutti i cittadini sarebbe una domanda pleonastica in molti paesi civili:  in Italia succede invece che anche la recentissima legge di stabilità come la stessa legge sull'accessibilità siano semplicemente... inaccessibili!

DisabiliLa recente denuncia di FISH Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap della pubblicazione su Gazzetta dell'importante legge di stabilità in formato pdf grafico ovvero non indicizzabile e soprattutto non accessibile a persone non vedenti (e con qualche ostacolo concreto offerto a taluni disabili cognitivi, dislessici, ipovedenti...) ha suscitato un po' di clamore fra gli addetti ai lavori. Non riesco peraltro (più) a scandalizzarmi dopo averne viste d'ogni in questo ventennale di delirante applicazione e interpretazione della legge Stanca ma a proposito della legge 4 del 2004 sull'accessibilità che dire allora del documento di adeguamento alle raccomandazioni del W3Consortium ovvero del DECRETO 20 marzo 2013 che nella sua parte finale riguardante glossario e soglie di lampeggiamento è di nuovo riportato in forma grafica e quindi inaccessibile!?!

I ben informati possono sempre ribattere che siamo un paese che comunque si indegna e denuncia (come in una canzone di De André) e che c'è la possibilità di segnalare siti inaccessibili tramite l'apposita paginetta Web dell'Agenda Digitale ma qualcuno mi spieghi perché il modulo è da scaricare in un file compresso zip con relativo PDF da compilare e non accessibile tramite modulo accessibile online e se in tutta questa storia mi sovviene che l'associazione filantropica Archive (non un'isitituzione nazionale ma bensì un'accolita di privati buon-volenterosi) riesce ad offrire un motore (=servizio in automatico) di traduzione in OCR (riconoscimento caratteri testuali) e in mille altri formati per il pdf che viene loro spedito, beh allora, per concludere rimastico amaramente le parole di quel mio amico al telefono che mi raccontava stamattina di suo cuggino che in Italia è stato sfruttato da tale multinazionale come precario e dalla stessa multinazionale all'estero è arrivata una serissima e garantitissima proposta di lavoro a tempo indeterminato.

Enrico Bisenzi che come direbbe la famosa pubblicità: aiutatemi...

p.s. giusto per dare un segnale di sperenza in concrotendenza alla cialtronaggine diffusa salutiamo con favore la sperimentazione di un italianissimo strumento di validazione Web accessibile denominato vamolà (validatore e monitor per l'accessibilità) veramente ben congegnato...

Inserito il 14 di novembre 2014
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Libri e librerie aumentate dal codice Web

Stanno cambiando i libri e le librerie, fatevene una ragione, e tutto ciò grazie agli sviluppi più sperimentali e intriganti del digitale che viene dal Web e al Web fa ritorno.

Se la notizia che entro il 2018 il 26,3% dei libri venduti a livello globale sarà in formato digitale non vi scompone più di tanto allora forse riesco ad intrigarvi maggiormente svelandovi che anche in Italia approda un esperimento di libreria aumentata - la nuova Rizzoli Galleria - ovvero che apre le porte una libreria accogliendo il proprio pubblico con le mille sfaccettature possibili e immaginabili dei servizi digitali con piatto forte l'affascinante opportunità della Realtà Aumentata.

Archivist-ScannerE fanno bene le librerie italiane a provare a difendersi perché l'offerta del mostro-Amazon di leggere più di 700mila libri per dieci euro al mese può far tremare i polsi a tanti imprenditori dell'editoria italiana ed è il momento sicuramente di tirar fuori più idee possibili per cercare di sopravvivere alla globalizzazione digitale imperante.

Libri digitali che malgrado l'atteggiamento aggressivo di tirare fuori un proprio formato proprietario sono sempre più realizzati in formato e-pub (vedi l'ultimissima novità I social media dalla A alla B di Massimo Salomoni) ovvero nei linguaggi di editing e programmazione (il famoso trittico html-css-javascript) con cui è costruito il Web.

E se dal Web nascono (almeno come linguaggio) i nuovi libri al Web spesso ritornano anche quelli antichi scritti su carta grazie ad iniziaitve rare ma che si stanno affacciando anche in Italia come quella del my book scanning che consente la digitalizzazione di libri cartacei a costi ridotti per poi poterli mettere a disposizione sul Web grazie ad iniziative filantropiche come quelle di !Archive.

Dal Web al Web ma in mezzo ci sono parole  pensieri anima dei libri di ieri, oggi e di un domani quanto mai virtuale potete immaginare.

 

Inserito il 8 di novembre 2014
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