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Html5 è ora uno standard internazionale

Il W3Consortium eleva allo status di raccomandazione il popolare linguaggio di editing utilizzato per assemblare pagine e applicazioni Web.

A volte i titoli sono volutamente inesatti, quasi falsi, ma necessariamente tali per poter essere efficacemente comunicativi: è il caso di questo post perché ad essere precisi l'Html5 non è diventato uno standard ma bensì il W3Consortium,che è una gloriosa associazione di persone ed organismi coinvolti nello sviluppo della comunicazione Web e digitale, ha infine compreso il linguaggio di editing html5 fra i linguaggi da raccomandare agli sviluppatori di tutto il mondo per un'evoluzione della comunicazione digitale più utile per tutti.

Html5_css_javascriptMa di imprecisione in imprecisione, di complessità in complessità, anche definire linguaggio di editing l'html5 è inesatto dato che per html5 si intende comunemente quella stretta sinergia fra htm5, css3 e javascript che consente non solo lo sviluppo moderno del Web così come oggi vediamo svilupparsi sotto i nostri occhi e a contatto con i nostri polpastrelli ma anche di buona parte delle app che installiamo ed utilizziamo sui nostri smartphone e sui nostri tablet (o smart-tv o sull'ennesimo cazzabubbolo digitale che avete a disposizione).

Questo riconoscimento della Raccomandazione non è solo un atto formale ma - come al solito la forma è sostanza - ma consentirà agli sviluppatori di "beneficiare di un impegno di licenze Royalty-Free da parte di oltre sessanta aziende secondo la Patent Policy del W3C" così come si legge nella sezione italiana del W3C. Google in primis ma anche Microsoft, IBM ed Apple le maggiori aziende che hanno fornito gli esperti che hanno consentito di arrivare a questo prezioso risultato fornendo i presupposti per lo sviluppo di questa tecnologia anche nei settori indubbiamente utili dell'accessibilità e della comunicazione multilingue (cross-cultural).

Enrico che ci aspetta un futuro radioso di comunicazione digitale html5-based

Inserito il 30 di ottobre 2014
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Imparare sul Web l'importanza dell'audio per chi lo può sentire e per chi no

La cecità separa le persone dalle cose, la sordità separa le persone dalle persone diceva Kant e possiamo partire da questa riflessione per conoscere due risorse sul Web fondamentali per chi si occupa di accessibilità.

Audio-sordiGli audioracconti della torinese DOCUSOUND rendono bene l'idea di come può essere il quotidiano vissuto da persone non vedenti magari in relazione ad esperienza personali incredibili come può essere quella di una bambina normale poi non più bambina e non più vedente che però grazie all'aiuto di una fantastica istruttrice di danza del ventre - che si inventa un metodo ad hoc - scopre il piacere di imparare a danzare.

Se l'audio è dunque fondamentale per i non vedenti la perdita della capacità dell'ascolto costruisce delle barriere incredibili fra una persona e il resto dell'ambiente e soprattutto, come diceva giustamente il filosofo tedesco, fra le persone stesse. Ed allora ecco che i fantastici strumenti messi a disposizione sul Web dalla fondazione internazionale HEAR THE WORLD ci aiutano a capire come misurare la nostra sensibilità acustica e soprattutto come cercare di proteggerla nel tempo.

Inserito il 26 di ottobre 2014
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Sempre più in mobilità sempre più sulle app

Tempo-digitale-mobileI dati Audiweb di luglio 2014 (recentemente rilasciati) rivelano un quadro dell'utilizzo del digitale in Italia che deve essere correttemente interpretato ma con il quale bisogna fare necessariamente i conti.

Grazie ai potenti mezzi di Nielsen l'Audiweb italiano ha recentemente confermato una netta tendenza degli utenti di spendere maggior tempo sul digitale attraverso i dispositivi mobili rispetto a quelli desktop: il tempo speso sui dispositivi mobili è oramai oltre il 60% e quindi l'esperienza desktop è definitivamente minoritaria, non solo, il tempo speso in mobilità digitale è pressocché assorbito dalle app (oltre l'80%) rispetto alla navigazione sul Web mobile via browser.

Certamente, questi dati vanno letti con forte capacità di analisi critica per cui bisogna sicuramente distinguere fra il tempo speso in mobilità speso afferente a momenti in cui in realtà l'utente finale è decisamente meno concentrato sulle attività online e quello sul desktop dove si svolgono la maggior parte di attività produttive e di analisi ed inoltre bisogna riflettere su come le app sono di fatto dipendenti se non dal Web sicuramente da Internet per svolgere al meglio le loro funzioni informative e comunicative ma tutto ciò non toglie che il sorpasso del mobile sul desktop si può definitivamente annunciare così come quello delle app sul browsing mobile.

 

Inserito il 25 di ottobre 2014
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La carta prima e dopo il digitale

La stampa come arte della comunicazione e poco importa se sia carta, digitale o un mix di entrambi.

QuixeyE' appena uscito un libro che considero indispensabile per chi si occupa di comunicazione e intende interpretare questa complessa contemporaneità ovvero post- digital print di Alessandro Ludovico (CARATTERI MOBILI / formiche elettroniche). La narrazione della nascita e lo sviluppo dei media su carta viene accompagnata dall'emergere fin dall'800 di nuovi messi di comunicazione prima elettrici e poi elettronici che apparentemente mettono in discussione le sorti dei media su carta. In realtà, e imho intelligentemente, una delle tesi che ho percepito emergere da questo piccolo capolavoro è quella relativa alle possibili sinergie che sono nate in passato e che potrebbero nascere in futuro fra i media elettronici e quelli su carta. Con semplicità disarmante e allo stesso tempo con estrema chiarezza l'Autore già nelle prime pagine di questo libro ci insegna come quando ci si trova davanti a un libro abbiamo in mano un'interfaccia che, malgrado l'età, è una fra le più efficienti e appaganti che siano mai state inventate. Certo i Nuovi Media hanno altre potenziualità derivanti dal loro essere ipertesti in Rete e potenzialmente interattivi ma la maneggevolezza e la determinezza dei contenuti sono alcuni degli aspetti positivi che un libro continua a detenere come primati positivi e che nessun media digitale potrà mai uguagliare. Certo un ebook può essere diffuso, condiviso, aggiornato in men che non si dica ma è anche vero che può essere cancellato, modificato e sottratto ai propri lettori (sempre meno proprietari e sempre più noleggiatori di testi per loro natura digitale effimeri) e quindi non ha senso provare a sottrarre al libro cartaceo quelle qualità che ne hanno decretato il successo fino ad oggi. E se è vero che molto probabilmente le nuove generazioni non sfoglieranno mai un quotidiano su carta e si aggiorneranno sull'attualità molto più probabilmente da tablet i libri e/o i media su carta continueranno a giocare un ruolo seppur quantitativamente marginalizzato niente affatto insignificante sotto il profilo qualitativo soprattutto se sapranno giocare le loro carte in sinergia con i Nuovi media. Che dire allora del crowd-founding o del crowd-sourcing pensato per stampare libri su carta, dei book-scanner e delle tante iniziative di digitalizzazione (in primis Archive) funzionali a far conoscere miniere di consocenze rare e preziose come lo sono le tante biblioteche e i tanti archivi di carta sparsi per il mondo? - posso apprendere e sfogliare online testi preziosi per scegliere poi di andare a conoscere di persona i testi su carta conosciuti online...

Creatività artistica e comunicativa, rispetto degli standard e capacità di stare in Rete ecco cosa devono mettere in campo gli editori nostrani se vogliono davvero sopravvivere e superare questa Tempesta Perfetta che sembra minacciare per l'ennesima volta nella Storia i media cartacei: eppure qualche speranza c'è se si gode delle mille suggestioni riportante in questo libro che riperconno dal precedente millennio tutte le volte che la Carta è stata decretata come morta per far spazio al nuovo media appena scoperto. Lo stesso libro di Ludovico è lì a dimostrare che i libri hanno ancora un suo perché, scritto con bandiera a sinistra (sto parlando di formattazione?), colonna stretta, cura tipografica, elegante scelta di immagini rigorosamente vintage e in bianco e nero te lo porti a letto e sul divano quasi fosse una tenera amante che ti apre nuovi orizzonti con un piacere che difficilmente un e-reader potrebbe trasmettere... Una delle parti che ho apprezzato di più è l'Appendice che al di là di una superficiale apparenza di fredda e metodica tabellina dati rivela tutto il suo prezioso valore informativo-culturale dal titolo: "STAMPA CONTRO ELETTRONI" (mi ricorda una saga di cartoni animanti giapponesi o un vecchio film di fantascienza anni '50...) "100 somiglianze e differenze fra la carta e i pixel" dove si possono trovare stimolanti analogie suddivise per aree tecniche:
Produzione (...) Carta riciclata -> Testo bianco su fondo nero (...)
Struttura (interna) (...) Punto -> Pixel (...)
Struttura (esterna) (...) Catalogo degli arretrati -> Motore di ricerca interno/archive.org (...)
Valutazione (...) Siopero delle poste -> nessuna connessione (...)
Spazio virtuale e reale (...) Spazio sullo scaffale -> Spazio di hosting (...)
Convenzioni (...) T-shirt promozionale -> Link testuale (...)
Consumo (...) Riproduzione vietata -> Digital rights management (DRM) (...)
Gesti (...) Sfogliare le pagine -> cliccare (...)

Enrico Bisenzi felice di aver conosciuto Alessandro Ludovico di Neural

Inserito il 16 di ottobre 2014
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La Cina è vicina

Cina-digitaleAnche in campo telematico cominciano ad avvertirsi i primi segnali dell'espansione del nuovo impero cinese.

Mentre i suoi operai cominciano a reclamare salari più decenti ed infatti le delocalizzazioni più selvagge si spostano ancor più a Sud-Est (Vietnam ad esempio) anche nella Rete (Internet) si cominciano a vedere i segni di un'espansione economica cinese decisamente impressionante. Se l'IPO di Alibaba non ha catturato la vostra attenzione allora sappiate che gli strumenti di comunicazione digitale letteralmente dominanti fra il miliardo di abitanti della Terra di mezzo cominciano ora a guardarsi intorno e relazionarsi a livello internazionale.

Se dunque motore di ricerca in Cina non fa rima con Google ma bensì con Baidu e i social più popolari sono una miriade di sigle diverse da Facebook e Twitter facenti parte, ad esempio, del colosso Tencent è interessante sapere come alcune major del digitale cinese, dopo aver monopolizzato l'attenzione in madre patria, cominciano a guardare oltre i confini della Lunga Muraglia.

Ecco perchè sono felice di proporre in buona compagnia un seminario tecnico che cerca di fare il punto su come capire, interpretare ed utilizzare il digitale cinese.

Enrico Bisenzi

Inserito il 7 di ottobre 2014
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