dicembre 2016

dom lun mar mer gio ven sab
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Creative Commons License

« agosto 2014 | Main | ottobre 2014 »

App e dispositivi speciali per nonni e nipoti

C'è un fiorire di app, dispositivi di realtà aumentata, tablet e smartphone speciali per chi è troppo giovane o troppo vecchio per affrontare la comunicazione digitale così com'è.

Google-glass-per-anzianiIl mercato e gli espertoni hanno decretato (perlopiù a ragione) che chi ha meno di 11 anni o ne ha più di 65 necessita di quello che un tempo si sarebbe definito ausilio per affrontare in maniera appagante e opportuna l'enorme complessità della comunicazione digitale che li circonda.

Se è scientificamente dimostrato che il cervello degli anziani beneficia dall'utilizzo di un computer ecco emergere moderne teorie su come i Google Glass potranno diventare un supporto importante per gli anziani.

Se poi si ragiona di terza età in termini di disagi fisiologici importanti apportati appunto dall'invecchiare oppure di chi, queste disabilità, se le porta magari dietro dalla nascita ecco che soprattutto lo scenario delle app si fa sempre più ricco di soluzioni ad hoc chessò per ciechi o ipovendenti: basato su un progetto interessantissimo di audiodescrizioni per il multimedia ecco l'app movie reading per beneficiare di sottotitoli e audiodescrizioni al cinema auspicabilmente anche per recenti titoli di successo mentre l'app KNFB Reader per IOS per decifrare e interpretare i testi a voce viene spiegata in una fantastica presentazione audio (se sei un potenziale acquirente non vedente inutile realizzare un video non pensate?) che ci fa capire come variazione di timbro e tono della voce, innesti di partecipazioni del pubblico (applausi, risate...) possono rendere un'esperienza audio molto appagante per chi può solo ascoltare e non vedere - se ovviamente realizzata come si deve...

E per i più piccoli? L'imbarazzo della scelta... Dallo smartphone semplificato che consente anche la localizzazione da remoto del pargolo eventualmente smarrito ai tablet pensati per agevolare utilizzi educativi ma anche divertenti e al tempo stesso al riparo da contenuti inopportuni.

 

Inserito il 27 di settembre 2014
Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Mobile First (per davvero)

Segnatevi questa data - giugno 2014 - perché in questo mese è avvenuto il sorpasso sul Web del mobile sul desktop.

Mobile-first!Mobile First è una parola d'ordine, un approccio progettuale recente diffusosi fra molti designer del Web non per adattare le interfacce al mobile ma per progettare pensando per prima cosa al mobile e poi a tutto il resto.

Ora anche in Italia le statistiche danno ragione a questa filosofia progettuale dato che gli utenti mobili per la prima volta hanno sorpassato quelli desktop (sorpasso avvenuto a giugno ma dati diffusi a settemrbe 2014).

Data storica ma che necessariamente deve cedere il passo subito ad un'ulteriore folosofia progettuale emergente ovvero il !Cross Media. Cosa è l'approccio progettuale cross-mediale? Immaginate di dovervi preoccupare che un determinato messaggio si adatti alle innumerevoli interfacce e dispositivi utilizzati dall'utenza finale, bene... Ora fate un passo ancora in avanti e immaginate come queste interfacce e dispositivi finali possano interagire efficacmente fra loro stesse avendo ovviamente al centro del proprio interesse il messaggio comunicativo progettato. Ci siete riusciti? Bravi! State cominciamdo a progettare (ragionare si dice in Toscana) in modalità !Cross Media.

Enrico Bisenzi che W il Cross Media!

Inserito il 26 di settembre 2014
Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Digitale cinese

Dopo il fenomeno-record Alibaba in borsa è arrivato il momento di focalizzarsi sulle esperienze digitali cinesi.

Cina-digitaleLa notizia che i siti Web hanno superato quota un miliardo ci aiuta a scoprire un servizio di statistiche sul digitale molto interessante noto come internet live stats. Oltre alle fantasmogoriche schermate di cosa succede in Rete in un secondo sono interessanti alcuni approfondimento come quello sulle quote di mercato mondiali dei motori di ricerca dove si può scoprire che oramai l'emergente russo Yandex ha superato Bing e che soprattutto il potente cinese Baidu intercetta le richieste di ricerca di un utente su dieci al mondo.

Già la Cina... China Internet Watch ci aiuta a capire lo scenario non solo dei motori di ricerca ma anche delle piattaforme social cinesi che interessano non solo un miliardo di persone ma che, udite-udite, non fanno rima né con Google nè con Facebook.

Inserito il 23 di settembre 2014
Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Aggiornata la mappa dei Social sempre più incisivi nella vita mediatica

Ops! Ci siamo distratti ma a luglio 2014 è stata aggiornata La Vincos Map ed i social vanno seguiti soprattutto per capire come stanno influendo sempre più la nostra vita mediatica (o mediata?).

Esiste una mappa di un autore italiano che viene presa come riferimento a livello internazionale per capire come è la distribuzione mondiale dei social network. La World Map of Social Networks del VincosBlog si è aggiornata a luglio 2014 e ci racconta di un'ulteriore avanzamento di Facebook che però non riesce a scalfire il blocco orientale rappresentabile ora da Q-Zone, V Kontakte, Facenama e Odnoklassniki.

Inutile dire che ragionare geo-politicamente di social è semre più importante dato la massa economica sempre più significativa che muovono queste iniziative digitali ma anche l'opinione pubblica che sono in grado di orientare.

Da questo ultimo punto di vista alcuni esperimenti mediatici devono farci riflettere... succede che esiste una nuova formula E di macchine automobilsitiche da corsa che sta andando per la maggiore in alcuni ambiti giovanilisti e che è quella riservata alle macchine elettriche. Queste ultime fanno un gran rumore a differenza di quelle da formula 1 oramai grottescamente silenziate perchè pur essendo elettriche hanno ben presente l'importanza di come emozionare i propri spettatori. Sempre nell'ottica di stupire e coinvolgere, gli spettatori connessi a twitter possano partecipare ad un concorso che selezionerà il pilota così abilitato ad usufruire di un tot di potenza in più sulla propria macchina da corsa durante la gara.

Net-reputationA quando un condannato a morte sulla sedia elettrica graziabile da un sondaggio su Twitter?

Inserito il 21 di settembre 2014
Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Sempre più strumenti di ebook editing

Writer2ePub rilascia ben tre nuove versioni mentre Amazon punta l'attenzione suibambini con un nuovo tool di sviluppo per ebook.

Kids_kdpWriter to Pub è una gran bella estensione (plugin) sviluppata da un programmatore italiano per trasformare documenti realizzati su Open Office oppure Libre Office in ePub ovvero nel formato standard per gli ebook (formato di riferimento per la maggior parte degli eReader.

Nel frattempo Kindle Direct Publiching di Amazon sviluppa una piattaforma ad hoc Kids per realizzare e manco a dirlo distribuire ebook per bambini.

Anche questo degli ebook e degli ereader sarebbe un fronte veramente interessante da sviluppare per la nascente scuola digitale italiana.

 

Inserito il 11 di settembre 2014
Permalink | Commenti (0) | TrackBack

#BimbiMinkia Nativi digitali a Scuola

Bimbi-minkiaIn anteprima rispetto all'imminente uscita online sulle principali piattaforme di publishing un estratto dell'ebook #BimbiMinkia Nativi digitali a Scuola.

(...)

Batti il tuo tempo!

di Enrico Bisenzi

Emergenza #MediaEducation : chi perde tempo e chi ci guadagna
“Perdi meglio il tuo tempo perso!”Eh già, il tempo... non poteva che essere il tempo l'unità di misura e concetto ricorsivo del ragionamento che vi propongo dato che l'innovazione digitale (e il tremendo indotto economico che si porta dietro) cavalca l'onda del suo successo sulla base di continue accelerazioni e mutazioni di sé.
Iniziativa, occupazione dello spazio e forze in campo: questi sono i concetti base di tanti giochi di strategia (gli scacchi ad esempio) ma sempre come primo valore viene l'iniziativa perché chi ha iniziativa ottiene il comando della situazione e quindi ha tutto da guadagnarci.
Ma chi ha iniziativa e chi ci guadagna oggi?Alibabà Amazon Apple Baidu Ebay Facebook Google Microsoft Samsung QQ Yandex questi sono alcuni dei nomi di coloro che guadagnano tantissimo.


E chi perde tempo?
L'#Europa, i giovani e i giovanissimi (ma non è colpa loro diciamolo subito...) e volendo associare queste due categorie i giovani e giovanissimi europei.
Cosa c'entra la #MediaEducation è l'argomento di questo paragrafo e dei due che seguono.
È impressionante la totale mancanza della coscienza di sé che la scuola, la famiglia e la società nel suo complesso riescono a trasmettere alle nuove generazioni. Sì perché se ci troviamo a parlare provocatoriamente di #BimbiMinkia volendo accendere i riflettori su una serie di generazioni che stanno crescendo con il vuoto attorno (non voglio avere la presunzione di pensare che lo stesso vuoto sia una presenza ingombrante nel loro corpo e nel loro spirito ma in fondo temo questa cosa) è ovvio che sul banco degli imputati non possono finire i giovani ma chi li sta facendo crescere in una determinata maniera ovvero e indubbiamente:
–famiglia (può risultare antipatica e retrò come istituzione ma di fatto esiste anche se magari de-frammentata e ri-composta in maniera più varia rispetto a prima);
–scuola (dall'età di sei anni ed a volte anche prima sono i professionisti dell'educazione a passare la maggior parte del tempo con i nostri figli);
–società (nel suo complesso intendendo tutte le altre istituzioni come associazioni sportive, sindacati, partiti e chiese ma anche le non-istituzioni come può essere la compagnia di amici e i movimenti politici e culturali auto-organizzati).
Mai come in questo periodo si può assistere a degli avvenimenti drammatici di rilevo sia nazionale che internazionale ed avere la sensazione che tutto ciò non sia né percepito né preso in considerazione dai #BimbiMinkia.
Gaza può diventare un inferno in Terra, nella vicinissima Ucraina cresce un conflitto che forse ci porterà ad avere meno della metà del gas di solito a disposizione nel prossimo inverno, centinaia di giovani Yazide vengono stuprate al calar del Sole di ogni giorno fra la decapitazione di un cristiano e di una spia, in Siria si consuma l'ennesimo conflitto medio-orientale con la netta impressione che sul medesimo Obama e gli altri capoccioni occidentali abbiano poche idee ma ben confuse, la disoccupazione e la miseria aumentano dappertutto ed anche in Italia, c'è un esodo biblico dall'Africa che impressiona per il numero dei vivi che riescono ad arrivare sulle nostre coste ma ancor più per il numero dei morti di coloro che falliscono tragicamente nel tentativo, l'effetto serra comincia a farsi sentire tanto che si ragiona in Toscana di vigneti non più come ricchezza e risorsa ma come minaccia per l'assetto idrogeologico, l'#Ebola miete vittime in ospedali e paesi africani dove mancano i soldi pure per comprarsi dei guanti di lattice.
Niente... può succedere veramente di tutto che l'indifferenza regna sovrana anche e soprattutto fra i giovani che storicamente nel passato - magari con ingenuità ma comunque con passione - hanno sempre dimostrato di interessarsi alle sorti dell'altro.
Sostanze-Calcio-Digitale sono indubbiamente i mezzi con i quali sono state sedate intere generazioni negli ultimi tempi magari pensando che fosse meglio così ma senza riflettere alle conseguenze sociali e politiche soprattutto in uno scacchiere internazionale.
Se le sostanze pesanti sono state usate in passato egregiamente per annientare dissensi politici e sociali – caso storico più eclatante le Black Panthers negli States – ora ci ritroviamo dall'alba al tramonto una sorta di contropotere alcolico nelle piazze che neanche le onnipresenti e ingenti forze dell'ordine italiane riescono a contrastare.
Se questo Calcio con i suoi meccanismi di compravendita di carne umana fin dalla tenera età e di trasmissione di principi e atteggiamenti biechi oramai evidenti (cori razzisti, incitazioni alla violenza di genitori ai propri figli sui terreni di gioco fino ad arrivare a vere perle di finezza ed umanità tipo “se non fai giocare il mio bambino vengo di là e ti spezzo le braccia”) continua ad essere il collante sociale della penisola poi però non ci si deve stupire se nascono fenomeni dilaganti di rottura frontale con le istituzioni come il trasversale ACAB oppure se gli Stadi diventano zona franca per atteggiamenti prevaricatori e di spaccio.
Se il Digitale ha preso facilmente piede anche perché al tempo stesso mezzo portentoso per le major di guadagno economico e per le istituzioni di controllo sociale lo si è sottovalutato enormemente dal punto di vista di disgregatore e distrattore sociale.


Eppure tutto può essere ricondotto a mezzo ed occasione (digitale compreso) ed allora le cause di questi disastri sociali nostrani probabilmente vanno ricondotti ad una crisi o assenza di valori-principi-ideali che in qualche maniera ci hanno accompagnato fino agli anni '80 ma che ora appaiono molto rarefatti e molto poco presenti nella nostra società: ridicolizzate alcune istituzioni storiche di riferimento come chiesa e famiglia le ideologie e credi laici che si erano ben affermati nel Novecento non hanno retto la reazione repressiva e il loro insuccesso applicativo da parte di regimi e classi politiche corrotte. Il vecchio adagio hanno fatto un deserto e lo chiamano pace torna quanto mai attuale e valido oggigiorno in una società in cui non dovrebbe spaventare il caos (energia e non-sistema spesso creativo e produttivo) ma il vuoto spinto di principi etici e culturali che circonda il caos.
L'altruismo ha ceduto spazio all'individualismo ma senza nessuna capacità di !Autonomia ed ora ci troviamo davanti prototipi di #BimbiMinkia che nella peggiore delle ipotesi
cominciano a bere a dodici anni, giocare e spacciare con le sostanze a quattordici per poi ritrovarsi allo Stadio a inseguire il modello-Balotelli del momento salvo poi rendersi conto che è un Negro di Merda e gridare Non esiste un Nero Italiano(?!?).
Nella migliore delle ipotesi invece i #BimbiMinkia perdono semplicemente tempo a Scuola nell'indifferenza totale di ciò che sta succedendo nel mondo.
In entrambe le ipotesi i #BimbiMinkia sono comunque attaccati alla loro onnipresente tetta digitale.


Non potevo esimermi dal contestualizzare il motivo per cui dobbiamo interessarci dei #BimbiMinkia perchè Gli Illuminati – splendido titolo di una mostra tenutasi presso la Strozzina di Firenze - non alzano la testa dal loro fiero pasto (lo schermo che li illumina appunto) qualsiasi cosa succeda non in virtù di una loro chissà quale deficienza genetica ma bensì a causa di una loro mala educación a cui porre rimedio quanto prima.
E mentre le giovani generazioni si distraggono, e nella migliore delle ipotesi perdono tempo, c'è chi utilizza il digitale per vigilare sullo stato di cose presenti e costruire immense fortune economiche.
A proposito di guadagni se si riprende la parzialissima lista di nomi di major del digitale succitate ad inizio paragrafo che iniziava con Alibabà e finiva con Yandex - anche se all'interno si ritrovano molti nomi noti - spiccano diverse presenze orientaleggianti (vediamo perchè...).In effetti se ci si organizza un pochino con il digitale è molto facile fare due cose: controllare chi utilizza il digitale e guadagnare soldi da chi utilizza il digitale.Questo concetto è stato capito benissimo ad Occidente e ad Oriente dell'Europa (ma non in Europa sottolineiamolo subito...) dove aziende private e governi utilizzano il digitale sia per produrre enormi fatturati e profitti (in grado addirittura di
oscurare gli equivalenti !PIL di interi paesi anche europei appunto...) sia per controllare lo stato di cose presenti che ovviamente va benissimo soprattutto ai piani alti della società dove si accumulano la gran parte dei guadagni economici.

Guadagnare dal digitale non è banale – ovviamente – ma è alla portata di qualsiasi buona idea creativa e quindi imprenditoriale che fa diventare i propri utenti finali delle macchine per fare soldi a forza di click ed altri utilizzi dei propri servizi offerti.
Anche controllare il digitale è intrinsecamente facile per come è strutturato il digitale stesso (!log docet in un'era di #ZeroPrivacy) tanto che molte attività di !intelligence repressiva si stanno spostando dal reale al virtuale.Ecco perché governi e regimi sono ben contenti di avere piattaforme digitali di successo locali e le aziende private nascono come funghi sia negli States che in Corea o chessò in Cina.In Europa la situazione è diversa: le polizie sì sono ben contente di poter utilizzare il digitale per controllare e mantenere lo status quo - salvo dimenticare che se lo stato di cose presenti non funziona non va tanto difeso quanto riformato se non possibilmente rivoluzionato – mentre l'iniziativa sul digitale è pressoché inesistente facendo il paio con una delocalizzazione manifatturiera all'insegna di una #globalizzazione imposta manu militare che sta producendo i disastri economici e sociali oramai evidenti a tutti (#PorkaTroika).


L'immagine sconvolgente che ne esce è quella di una classe politica inetta e di un sistema educativo inadeguato nel suo complesso che sta vedendo crescere schiere di #BimbiMinkia buoni solo a farsi sfruttare anche nella veste di consumatori digitali.
Le opportunità digitali
L'avvento del digitale viene paragonato a rivoluzioni precedenti di impatto clamoroso come la scoperta della stampa o la rivoluzione industriale. In effetti i cambiamenti che Internet sta imponendo al modo di vivere di ogni singolo abitante del pianeta (non conta la miseria per salvarsi dall'invasione degli smartphone...) sono notevolissimi sotto un profilo di costumi sociali e abitudini comunicative.
Gli abbagli sono però dietro l'angolo perché le possibilità offerte dai nuovi strumenti di comunicazione compresi gli emergenti aspetti di facilitazione linguistica (traduzioni più o meno precise di tutto ciò che un app riesce a percepire ovvero sentire e vedere dall'ambiente circostante) hanno sì azzerato le distanze chilometriche ma non sembrano incidere alcunché su un utopico sviluppo culturale di tipo !CrossCultural del pianeta Terra e sulle possibilità di dialogo effettivo fra i suoi abitanti (particolarmente interessanti le potenzialità offerte dalle applicazioni legate in questo ambito al concetto di !realtà aumentata che vanno di pari passo con le emergenti !wearable technologies).
In mancanza di una cultura del dialogo e del rispetto reciproco risulta spesso più semplice utilizzare social come Ask.fm per vomitarsi addosso qualche tonnellata di cattiverie piuttosto che cercare di capirsi e comprendersi oltre le differenze (di genere ed orientamento sessuale, di razza, di religione, di credo politico e religioso, eccetera).
Ancora, il digitale offre fantastici e inediti strumenti non solo di comunicazione inter-personale ma anche di produzione dell'informazione per cui è sempre più – relativamente -facile
produrre immagini, suoni, video, videogiochi, libri (ovviamente in salsa !eBook) per cui la discriminante del successo di una qualsivoglia operazione mediatica digitale risiede non in una differenza di possesso di mezzi di produzione ma nella capacità di immaginazione, creatività, avere o non avere l'idea giusta, avere o non avere un qualcosa di interessante ed originale da raccontare o magari inventarsi un nuovo stile per farlo. E scusate se è poco... Rispetto alla rivoluzione industriale è un po' come dire che tutti sono potenzialmente Ford o Agnelli indipendentemente dalle proprie origini familiari e quindi potenzialmente tutti possessori di fabbriche di auto (o fabbrichette di qualcos'altro) a patto che si abbia l'idea o il progetto giusto da mettere in pratica.Una specie di sogno americano che infatti ha preso piede anche per motivi di mentalità maggiormente nel mondo anglosassone dove vige normalmente la meritocrazia come metro di misura possibile per valutare la possibile scalata sociale.Un sogno che peraltro può diventare incubo in un attimo se si considera la velocità dei cambiamenti accennata ad inizio capitolo e che può determinare sì l'avvento ma anche la scomparsa di iniziative di enorme successo in un batter di ciglia della volubilissima utenza finale digitale (qualcuno si ricorda del browser Netscape o del social MySpace?).
Ecco perché sono importanti le iniziative come i !Fablab oppure i !Coderdojo dove si sperimentano idee favolose da mettere in pratica ma anche si prova da insegnare ai giovani e ai giovanissimi i linguaggi di programmazione per prepararsi adeguatamente ad un mondo del lavoro sempre più interconnesso con i linguaggi del digitale; pratiche di Media-Make-Lab in cui l'atto del gioco si confonde in maniera sempre più sfumata e gioiosa con quello dell'attività professionale. In famiglia, nella scuola e nella società dovrebbero essere maggiormente presenti queste pratiche non nel senso di genuflessione acritica ad un digitale che avanza ma nel senso di una re-interpretazione critica dell'uso del digitale oramai imperante in qualsiasi ambiente a fini didattici e costruttivi!
Peraltro le vecchie generazioni devono cercare di fare i propri sforzi di accettazione e comprensione rispetto alle novità (tecnologiche) per cui è oramai anti-storico considerare i videogiochi come mera perdita di tempo considerato che è una industria che oramai ha superato quella del cinema e, profitti generati a parte, il coinvolgimento di artisti di ogni genere e livello nella produzione dei videogame fa sì che si possano considerare a tutti gli effetti una nuova forma d'arte (quando lo capiranno le accademie italiane forse sarà troppo tardi). Ripeto, arte o non arte i videogiochi rivestono comunque un ruolo importante comunicativo fra le nuove generazioni e non dovrebbero essere sottovalutati marginalizzandoli e classificandoli a mera perdita di tempo.


Ma la #MediaEducation come insegnano all'!Associazione Italiana per L’Educazione ai Media e alla Comunicazione è al tempo stesso insegnare con i nuovi media digitali ma anche insegnare all'utilizzo dei media avendo sempre la consapevolezza della potenza del digitale che abbiamo a disposizione perché un'idea può avere un successo virale incredibile in pochissimo tempo grazie al digitale ma non è detto che il messaggio diffusosi così popolarmente in poco tempo sia un buon messaggio (buono nel senso etico e di utilità sociale intendo).
E quindi il digitale è lì, come un robusto e potentissimo martello sul tavolo, pronto ad essere utilizzato per rompere la testa a qualcuno ma anche, in alternativa, per costruire ponti di dialogo ed edifici di speranza per un domani migliore. Non posso dimenticare la reazione nei primi anni della diffusione di massa di Internet alla messa online su YouTube di un odioso video in cui si vedevano pesanti vessazioni fisiche di alcuni giovanissimi studenti ai danni di un loro compagno Down: ricordo ancora eminenti politici ed espertoni di allora scagliarsi contro il mezzo-Internet colpevole di averci fatto conoscere una realtà scomoda: il problema non era dunque una maggioranza di minori con le teste e i cuori vuoti dei principi di solidarietà e rispetto che picchiavano e bruciavano i capelli di un loro
compagno per la sola colpa (?) di avere un cromosoma in più nel proprio patrimonio genetico ma bensì Internet che viceversa era servito a far emergere l'episodio...
Questa delle opportunità del digitale perse, mancate o mal interpretate e in particolare questo ultimo episodio ci serve a traghettarci verso una parte oscura della Rete di non facile interpretazione e soluzione che è quella parte di Internet sempre più consistente e che viene popolata di episodi di #CyberBullismo.Per #CyberBullismo si intendono tutte quelle attività lesive dell'integrità psicologica altrui poste in atto in maniera prevaricatrice e vessatoria per recare danno o rivendicare una posizione di predominio. Molte di queste attività risiedono nell'ambito della comunicazione interpersonale di carattere sentimentale e sessuale, alcune di queste assumono contorni specifici di molestie ossessive e ripetute nel tempo e quindi si parla di #Stalking oppure meno interpretabili chiaramente in prima battuta, messe in atto da persone con una netta differenza di età rispetto alla vittima e per motivi di adescamento e quindi si parla di grooming.
Sono molte le ragioni per cui avvengono attività del genere: ovviamente le ragioni profonde sono da ricercare nell'ambito del vuoto di riferimenti culturali ed etici (precedentemente affrontato) e che sempre più spesso circonda i pre-adolescenti. Nello specifico nella mancanza di iniziative culturali ed educative attinenti alla crescita non solo biologica e sessuale ma anche quella importantissima che attiene alla sfera sentimentale.Informare adeguatamente i pre-adolescenti su cosa sta succedendo al loro corpo, ma anche su come portare avanti una sana vita sessuale cercando di evitare le sempre più dilaganti !malattie veneree (sessualmente trasmissibili appunto) - per non parlare poi delle varie forme di epatiti ed !Aids... - ma anche e soprattutto educando al rispetto dei propri sentimenti così come dei sentimenti altrui è una piccola rivoluzione culturale accennata ma mai completata nella Scuola Italiana (e manco a dirlo in famiglia e nella società...) e che dovrebbe essere re-introdotta sotto forma di veri e propri momenti di #EducazioneSessuale e di #EducazioneSentimentale.
Se dopo il Messico siamo il paese al mondo con il più alto tasso di !femminicidi direi che è venuto il momento di agire oltre che di riflettere (e in entrambi i casi in maniera sensata) cercando al tempo stesso di capire come mai il digitale si presta così bene ad attività odiose del genere...
Esistono vari aspetti funzionali del digitale per cui si presta molto bene ad attività moleste del genere di cui sopra trattate: aspetti che vanno ben conosciuti non solo per comprenderli meglio ma anche per avviare campagne di contro-informazione ed educative affinché le vittime imparino ad essere sempre meno vittime ed i carnefici smettano di fare i carnefici.
Costa poco. !Mela Marcia a parte chiunque si può permettere uno smartphone di marche particolarmente a buon mercato come la Samsung o l'ex Nokia (mentre state leggendo questo libro sta sparendo anche questo storico marchio del digitale europeo...) che prevedono la produzione di modelli quindi anche molto low-cost (si parla di modelli anche sotto i cento euro di spesa).


Costi quel che costi. “Anche se costa tanto, guadagniamo in due una miseria e siamo sempre più in rosso in banca però la nostra bambina deve avere l'ultimo modello della marca di grido (diciamocelo l'iPhone ovvia) perché lo vuole (ma un no mai?, n.d.r.) e sennò si sente inferiori agli altri.”


Ci fai veramente di tutto. A prezzi sempre più bassi e virtualmente a costo zero se hai una connessione wi-fi a disposizione parli con tutto il resto del mondo, registri l'audio, video-registri magari con applicazioni maliziose che fanno apparire lo smartphone spento, se sei bravo
riesci anche a mascherare in parte la tua vera identità (difficilmente agli occhi dei professionisti del controllo però).


E' il massimo per gli esibizionisti.Alcune azioni sono in effetti indotte in quanto poi esponibili pubblicamente. La ragazzina bionda che prende a calci in testa la rivale in amore mora (rischiando di ucciderla o menomarla per sempre peraltro) in effetti è un video che ha fatto storia in Italia in tema #CyberBullismo anche come esempio di azione indotta da bisogno di esibizionismo mediatico (se non sapeva di finire su YouTube filmata dal resto dei suoi amici che non hanno mosso un dita per fermare il pestaggio magari la diabolica biondina si sarebbe limitata a qualche tirata di cappelli chissà...).


C'è sempre uno schermo di mezzo.Sì lo so è una banalità me è un aspetto spesso sottovalutato dai più in tema #CyberBullismo perché offendere una persona dovendola guardare negli occhi, percepire la sua reazione che si esprime magari fisicamente (capita anche di ricevere in cambio dei ceffoni se si è particolarmente pesanti negli apprezzamenti effettuati in presenza) o magari anche solo a parole o ancora con il solo linguaggio del corpo (anche veder contorcere nervosamente le mani o vedere apparire le lacrime nel fondo degli occhi) può fare la sua differenza rispetto a lanciare una bomba atomica a distanza e non doversi preoccupare dell'effetto che fa...


Dunque cosa si può fare?
Le iniziative di educazione all'utilizzo dei nuovi Media come ad esempio !Generazioni Connesse non mancano ma vanno estese in maniera massificata in tutta la filiera del sistema educativo italiano nessun ingranaggio escluso: le biblioteche italiane sono un esempio positivo per come si sono sapute adattare all'evoluzione del costume sociale dei propri utenti (rivoluzione digitale compresa) e non si capisce come mai nella
Scuola viceversa si sia fatto dei passi indietro piuttosto che in avanti. Non mi riferisco tanto alla dotazione tecnologica che sarà sempre in ritardo rispetto alla già ricordata, tremenda, velocità di mutazione tecnologica della nostra società nel suo complesso ma soprattutto nella mancanza di iniziativa e di capacità di offerta formativa.
Sicuramente è anche necessario ricondurre alle proprie responsabilità chi arreca danni irreparabili (induzione al suicidio) o molto gravi a soggetti deboli o che attraversano un temporaneo momento di debolezza. Da parte mia propongo una chiave di lettura del problema, una sorta di soluzioni a costo zero che prevedono semplicemente l'adozione di scelte e comportamenti in virtù del fattore... tempo!

(...)

Inserito il 10 di settembre 2014
Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Nasce la scuola digitale?

Scuola_digitaleAnnunciata per ottobre una piattaforma che dovrebbe servire ad introdurre percdorsi formativi sul coding nella scuola italiana.

Molto promettente lo scenario emergente dalla notizia diffusasi recentemente circa il coinvolgimento del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica per la realizzazione di una piattaforma in lingua italiana non si sa se esattamente corrispondente all'indirizzo  italia.code.org o comunque che trae ispirazione dalla nota piattaforma code.org per la divulgazione e la formazione sui linguaggi di programmazione.

Un coinvolgimento parziale ma progressivamente in aumento dei primi livelli di accesso alla filiera formativa italiana in maniera tale da crescere schiere di giovani e giovanissimi non più come meri utilzizatori e consumatori del digitale ma protagonisti dell'innovazione che avanza.

Inserito il 6 di settembre 2014
Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Pubblicità