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Potere alla parola!

Il corretto utilizzo delle parole può determinare o meno il successo di un progetto di comunicazione digitale.

Lavoro-dunque-scrivo_Mi scandalizzo sempre quando sento parlare di giornalisti e copywriter sotto-pagati perchè è indubbio che sono le parole a poter determinare o meno il successo di un'attività di comunicazione digitale. Dietro alle parole si nascondono idee, novità, ed interessi ma è anche vero il contrario per cui  le proposte siano esse culturali o commerciali sono ricordate, comunicate, reperite e rappresentate dalle parole per cui non ha veramente senso risparmiare o mortificare la fase di produzione e progettazione delle parole. Ci credo così tanto da aver ipotizzato la nascita di un nuovo elemento di comunicazione cross-mediale che ho denominato elemento abracadabra ma soprattutto ne ho continui riscontri in quei pochi ma brillanti blog che esistono in Rete sull'argomento di cui il mestiere di scrivere rappresenta l'esempio di eccellenza italiano (imperdibile anche l'ultimo libro della stessa autrice Luisa Carrada - Lavoro, dunque scrivo!).

Le riflessioni (ma anche gli strumenti) reperibili in Rete sull'argomento sono innumerevoli a cominciare da uno degli ultimi post del succitato blog sul TUTTO MAIUSCOLO che ben evidenzia la monotonia tipografica di una scelta (sbagliata) del genere e quindi della mancanza di punti d'appoggio e di variazioni utili per i nostri livelli di percezioni e di elaborazione e ancor più per soggetti speciali come i dislessici. Se le parole si devono presentare bene in generale che dire allora quando rivestono importanza strategica essenziale come nella pagina dei risultati di un motore di ricerca ed ecco allora che strumenti come il SERP Snippet Optimization Tool ci aiutano nel comprendere l'anteprima di visualizzazione-presentazione di una pagina Web su Google e compagnia mentre altri strumenti di Content Idea Generator ci aiutano a capire quali fattori e meccanismi possono tornare utili per rendere attraente e cliccabile un titolo (in inglese).

Enrico Bisenzi che potere alla parola!

Inserito il 26 di agosto 2014
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Il Deep Web è fumo negli occhi rispetto ai veri problemi dell'info divide europea

Deep-webIl Deep Web è difficile da definire figuriamoci da misurare e comunque è un approccio vecchio di leggere il Web e il digitale che invece avrebbero bisogno di ben altre chiavi di interpretazione.

L'uscita del libro Deep Web la Rete oltre Google riporta l'attenzione sulle possibilità di accesso all'informazione digitale ma con una chiave di lettura che oramai è sorpassata dall'evoluzione tecnologica e soprattutto distoglie le attenzioni dell'opinione pubblica da quello che è un problema geo-politico-tecnologico immane ovvero l'assenza di una iniziativa digitale europea.

La convinzione diffusa (wikipedia docet) che l'1% del Web non è indicizzato  da Google si basa su una ricerca scientifica di parte (condotta da un azienda che fa del deep web il suo business) e datata 2000 (praticamente la preistoria di Internet) affermando che i motori di ricerca hanno difficoltà di indicizzazione con contenuti dinamici e multimediali. La cosa fa un po' sorridere perchè dal 2000 i principali motori di ricerca Google-Bing-Yandex-Baidu non solo hanno fatto passi da gigante nelle loro capacità tecnologiche di indicizzazione e in particolare del multimedia (immagini, suoni e video) ma l'utenza e la loro produzione di contenuti viene indicizzata alla fonte (nel momento in si logga ai servizi digitali non fosse altro perchè sta utilizzando uno smartphone) ed è l'utenza finale stessa di Internet che si ingegna per essere maggiormente indicizzata=visibile piuttosto che per nascondersi.

Certo, esiste un lato oscuro della Rete composto da inimmaginabili tera-byte di materiale digitale che però attiene ad attività pruriginose a volte decisamente pesanti (sostanze e pedofilia), solo in minima parte a dissenso (che per essere politicamente tale deve ad un certo punto emergere e quindi necessariamente rendersi visibile e indicizzabile) e perlopiù ricondubile a copie illegali ripetute all'infinito di codice binario o contenuti di vario tipo peraltro reperibilissimo sul Web noto ai più.

Il problema piuttosto è che l'accesso e la reperibiltà dell'informazione è dominio ad Occidente delle iniziative statunitensi targate Google (e in minima parte di Bing) e ad Oriente è sempre più monpolizzata da piattaforme dai nomi esotici come Yandex (Russia e dintorni) e Baidu (Cina e dintorni) che offrono una quantità di servizi di ricerca inimmaginabili e il tutto motivato da una necessità di controllo strategico dell'informazione e delle comunicazioni digitali ma anche da un ovvio e sempre più consistente toranconto economico.

Possiamo dunque divertirci ad immaginare e sbirciare nel lato oscuro della Rete ma ciò di cui abbiamo veramente bisogno è una presa di coscienza di come la vecchia Europa non solo si è vista scippare nel recente passato tutta la produzione manifatturiera all'insegna di una globalizzazione che doveva portarci chissà quali benefici ma neanche riesce ad interpretare il presente e il futuro digitale e lascia l'iniziativa ad est e ad ovest del suo vuoto spinto a grandi colossi che fanno profitto indicizzando le nostre comunicazioni e i nostri preziosi manufatti informativi e culturali. Dal materiale all'immateriale la vera domanda è: Europa ci sei o ci fai?

 

Inserito il 23 di agosto 2014
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Ritratto di audience firmato Facebook

Ebbene sì... ci profilano allo sfinimento le major del digitale ma ogni tanto ci offrono degli strumenti molto potenti di analisi dati come nel caso di Audience Insights by Facebook.

Audience-insightsLa profilazione dell'utenza è l'anima del commercio elettronico ed anche se ciò può disturbare qualche anima sensibile alle tematiche di privacy (ma ne esiste ancora a giro qualcuna?) è anche vero che per essere coinvolti in questo gigantesco gioco del marketing online le stesse major regalano degli strumenti straordinari di analisi dati come nel caso di Audience Insights di Facebook.

Se avete difficoltà a visualizzarlo settate inglese come lingua del vostro profilo e andate su https://www.facebook.com/ads/audience_insights e vi appararirà uno strumento analitico veramente potente capace di costruire delle ipotetiche audience utili magari per campagne pubblicitarie su specifici argomenti.

Che siate non siate marrkettari d'assalto è comunque uno strumento che rivela aspetti statistici molto interessanti su tutto ciò che Facebook riesce a carpire della propria utenza e che nel rispetto dei ruoli profilati-profilatori viene messo democraticamente a disposizione di tutti.

Inserito il 15 di agosto 2014
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Analytics ora anche su Twitter

Analytics-twitterGli utenti privilegiati di Twitter possono ora avere accesso anche loro ad un raffinato sistema di analytics per studiare l'impatto delle proprie attività comunicative.

Non è accessibile a tutti ma https://analytics.twitter.com è un gran bello strumento per tutti gli inserzionisti, publisher e sviluppatori che vogliono valutare e aumentare il loro impatto su Twitter.

Le due sezioni principali di analisi sono tweet e follower capaci di sviscerare veramente in maniera dettagliata come i nostri tweet sono stati seguiti, ri-twittati, ecc. e le carattersitiche aggregate dei nostri follower.

Chi interagisce e come con i nostri cinguettii per aggiustare il tiro, eventualmente, della nostra comunicazione di tipo micro-blogging.

Inserito il 10 di agosto 2014
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404 usabilità cercasi nella PA

Esce un manifesto per migliorare l'usabilità nei siti Web della PA italiana e un protocollo per realizzare test di usabilità.

Il recente Manifesto per l'usabilità dei siti web delle PA chiosa contro la presenza eccessiva di pagine not found (404) ed è curioso che si affoghi in questo bicchier d'acqua con fior-fior di strumenti come redirect, webmaster tool e link checker disponibili gratuitamente in qualsiasi piattaforma di gestione di interfacce Web. Un altro problema, sottovalutato anche da questo manifesto, è la presenza di informazioni ed interi siti Web della Pubblica Amministrazione non più validi ed attuali, vere e proprie fabbriche di disinformazione permanente...

Valuta-sito-webBellissima ed utilissima comunque l'iniziativa del manifesto di cui sopra realizzata dal Gruppo di Lavoro per l'Usabilità (GLU) che si accompagna alla pubblicazione della nuova versione del Protocollo per la realizzazione di test di usabilità semplificati corredata di pdf accessibile e formati office aperti per una loro applicazione pratica.

Inserito il 2 di agosto 2014
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