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Parole per il Web e la comunicazione digitale

I dati statistici possono essere elaborati e diventare infogrammi molto comunicativi per il Web e la comunicazione digitale quasi come racconti generati non dalla fantasia di uno scrittore ma dall'evidenza dei fatti che ci circondano.

Data-journalismL'ultima edizione del Festival del Giornalismo ci ha lasciato come al solito una serie di input molto interessanti su come possiamo giocare e lavorare con le parole: dalla necessità del fact checking (in questa era di parolai...) alla nuova frontiera del Data Journalism: davvero interessante la possibilità di utilizzare strumenti come Datawrapper oppure RAW che consentono di trasformare raccolte di dati statistici in racconti giornalistici per descrivere la nostra modernità o quotidianeità e magari sotto forma di infogrammi.

Similare l'opportunità offerta da Gephi che offre la possibilità di visualizzare dati statistici relativi a network di relazioni magari da far interagire con app facebook.

Racconti che non vengono dunque formati da parole ma provengono da dati statistici o magari da reti di relazioni: anche questo è la comunicazione digitale in tutte le sue possibili sfumature.

Inserito il 25 di maggio 2014
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O com'è fatto un telefonino braille?

La stampa in 3D sta rivoluzionando il modo di produrre manufatti tecnologici spesso con vantaggi ed opportunità inaspettate per specifiche nicchie di utenti.

Braille-phoneBambini piccoli, persone molto anziane, ipovedenti e persone non vedenti: sono tutte categorie di utenti finali della comunicazione digitale che potrebbero trarre beneficio da dispositivi digitali costruiti su misura. Questo devono aver pensato quelli di OWNFONE che per gli utenti inglesi (occhio leggete bene le faq che purtroppo è un'opportunità per ora solo per i sudditi di sua maestà) hanno realizzato una serie di  telefoni cellulari particolarmente adatti per loro interfacce semplificate da persone che per varie ragioni non possono o non hanno ancora dimestichezza con gli oramai diffusissimi smartphone super-accessoriati ed in effetti dotati di interfacce non sempre intuibili ed usabili per tutti.

Punta di diamante della produzione un telefonino braille (ovvero con pulsanti tattili realizzati in rilievo ed utilizzabili da non vedenti che conoscono ovviamente il linguaggio braille) che come è ben illustrato sulla BBC è il primo modello del genere diffuso in commercio. W la stampa 3D!

 

Inserito il 25 di maggio 2014
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Ritrovarsi a Carrara a ragionare di #ZeroPrivacy

La presentazione dell'instant-book #ZeroPrivacy a Carrara fra mille spunti da seguire ma anche alcuni concetti chiave da mettere a fuoco.

Come si può non ritrovarsi a Carrara? Proprio perchè diversa da tutto il resto della Toscana Carrara dovrebbe essere una meta obbligata per tutti i Toscani con le sue montagne ferite ma bellissime, i piatti e i dolci a base di riso, la pasticceria Caflisch dove trovare modi e dolcezze dimenticate, il dialetto locale veramente più simile a un ligure o ad un corso che ad una variante della parlata toscana, ma soprattutto l'umanità che costituisce e circonda l'Accademia quest'anno chiamata a racolta nell'edizione 2014 degli Open Days intorno al tema della cultura digitale libertaria.

Zero-privacy-instant-bookGli autori di Zero privacy fanno tutti parte dell'Accademia o comunque hanno incrociato i loro destini culturali con essa e dunque è stato naturale proporre una presentazione di questo instant book alla Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte che rappresenta una variante moderna all'ampia offerta didattica offerta dalla locale Accademia di Belle Arti fondata nel lontano 1769.

Maurizio Lucchini ha spiegato benissimo nella sua parte di kit tecnico di autodifesa digitale come maneggiare con relativa semplicità strumenti peraltro abbastanza complessi per tutelare la propria privacy come la crittografia, gli anonimizer o i tool di gestione dei permessi delle app.

Mirella Castigli ci diverte quasi nel leggere le peripezie di una privacy mancata fra ossessioni alla NSA e videogiochi alla Angry Birds aggiornandoci su tutte le vicende di attualità in tema.

Il sottoscritto come al solito si è limitato a lanciare qualche provocazione e riflessione in materia ed in vista della presentazione che si terrà Venerdì 23 maggio prossimo in aula marmi tiene a sottolineare come la questione della privacy si interseca continuamente con questioni strategiche come il diritto all'oblio che sta minacciando la libertà di espressione e storicizzazione del popolo della Rete.

Se smanettoni hacker continuano ad elaborare ritrovati tecnici come la Jaro Mail sono plugin veramente alla portata di tutti come Ghostery a farci capire come anche sull'ormai popolarissimo Web ci sia un inteso traffico dati sulle abitudini personali del consumatore digitale.

Ferry Byte che speriamo di avere ancora per molti anni fiato ed opportunità per poter prendere il trenino e venire a Carrara per ragionare di comunicazione digitale nelle sue molteplici forme...

Inserito il 17 di maggio 2014
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CSK Sound Designer Sorda

La storia di un'artista del suono sorda ci aiuta a comprendere il rapporto con la percezione del mondo e le mille forme della percezione di sè rispetto al proprio essere sensoriale.

Il Corriere della Sera pubblica una bella storia, quella di Christine Sun Kim aka (Also Known As ovvero conosciuta anche come...) CSK e di come sia riuscita a diventare un'artista del suono malgrado la sua condizione di persona sorda fin dalla nascita.

Oltre alla forza interiore che traspare dalla sua esistenza è interessante scoprire meglio la differenza dei codici di comportamento fra una persona sorda e una cosiddetta normodotata e di come la persona sorda grazie alla tecnologia ma anche alla propria indole artisitica possa non solo superare ma indagare le differenze percettive rispetto al suono o al non-suono costruendoci sopra una carriera internazionale di successo.

Con l'aiuto della tecnologia digitale a volte meno raffinata di quanto ci si possa aspettare - ad esempio fondamentale per CSK l'app Big Words che semplicemente ingrandisce le lettere delle frasi da comunicare - Christine riesce a dirigere un'orchestra emozionale oppure riesce a rappresentare pittoricamente il suono della propria voce mancata.

Inserito il 12 di maggio 2014
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Le mille forme della memoria digitale

La novità delle immagini del passato delle località su Google Maps ed i video online di British Pathé ci ricordano come il problema della memoria digitale si può affrontare in tanti modi diversi.

Warhol-amigaLa notizia di Google Maps che ora per molte visualizzazioni in modalità street view permette di ricostruire la cronologia passata delle immagini del territorio così come fotografate negli anni precedenti fa rilettere sull'importanza delle nostre memorie digitali (il motore di ricerca italiano iStella lo fa da tempo ma non fa altrettanto scalpore...).

Importanza ancor più significativa se le memorie digitali magari sono digitalizzazioni di un passato remoto ma importante così come l'operazione di British Pathé che su You Tube rende disponibili migliaia di video di storie passate tutte da rileggere con attenzione.

In ambito artistico ha colpito l'immaginazione di tanti l'operazione di archeologia digitale che ha permesso il ritrovamento di alcune opere d'arte di Andy Warhol alle prese con ...un Amiga!

Inserito il 10 di maggio 2014
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Niente tablet per i bimbi piccoli

Finalmente uno studio scientifico giustifica una scelta di buon senso: niente tablet sotto i tre anni di età.

"Deh.. guarda com'è bravo i'mi bimbo! Già gioca ad Angry Birds e non ha neanche un anno!"... questa frase la potete sentire nel livornese ma con intonazioni dialettiche diverse purtroppo la potete sentire in tutta Italia e in tutto il mondo (quello almeno pervaso dalla tecnologia digitale...) dato che le statistiche dimostrano che il 97% delle famiglie ha un dispositivo touchscreen e che la famigli stessa induce all'utilizzo del tablet il proprio pargolo fin dall'età degli undici mesi.

No-tabletOra, il mitico Zeus News ci mette al corrente di uno studio serissimo portato avanti dal Cohen Children's Medical Center di New York per cui è dimostrato che l'utilizzo di tablet soprattutto compulsivo e poco orientato ad app educative comporta un rallentamento dell'apprendimento.

Acquisisce quindi sempre più importanza la scelta del momento a cui far accedere al digitale i bimbi più piccoli e subito a ruota la quantità di tempo da destinare alle attività digitali.

La cultura del nemico allo stadio va a braccetto con il tablet in culla in un delirio di deriva culturale e sociale alla quale fortunatamente ripondono nuove idee ed iniziative come la nuova abitudine del libro sospeso (riprendendo una vecchia tradizione napoletana di lasciare un caffè ad uno sconosciuto al bar si lascia un libro pagato in libreria al prossimo avventore) nella speranza che prima o poi si esca da questo andazzo panem et circenses (alcol e digitale, stadio e sostanze, scegliete voi...) e si riacquisisca il piacere di stare insieme e magari giocando a palla almeno fino all'età di tre anni.

Enrico Bisenzi felice di aver precluso l'accesso digitale al proprio pargolo fino ai cinque anni

Inserito il 6 di maggio 2014
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Il social delle voci mancate

Accessibilità non significa solo noiosi standard da rispettare ma impegno, passione, idee brillanti e limiti e problemi da risolvere magari in chiave di solidarietà social high-tech.

Le voci sintetiche sono uno degli strumenti più importanti per quanto riguarda l'accessibilità perchè sono utilizzati dagli screen-reader per comunicare con non vedenti ma anche dilessici od altri utenti che traggono vantaggio maggiormente dall'ascoltare piuttosto che dal'atto di leggere.

Social-voceLe voci sintetiche sono però anche importanti da ri-creare per tutte quelle persone che per malattie o incidenti hanno perso l'utilizzo della voce e magari bramano di riacquisirla. Uno stupendo progetto denomianto VOCAL ID va loro incontro con un'idea geniale: in sintesi si tratta di mixare quel poco che rimane di voce del soggetto leso o malato con la voce di un soggetto parlatore-donatore riuscendo a ricreare la voce persa con timbro e tonalità originali ma con lessico aumentato dal soggetto donatore.

Certo, l'impegno del soggetto donatore non è di poco conto perchè ci vuole una base dati audio minima di due-tre ore di parlato ma questa sorta di ingegno high-tech mixato anch'esso con una sorta di condivisione social di timbri, toni e parole mancate e ricreate non può che smuovere l'immaginazione verso scenari di un mondo migliore per tutti anche sotto il piano della percezione e della comunicazione (in questo senso vocale ;)

Inserito il 4 di maggio 2014
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Dal Web alle app con un link

Nasce un nuovo protocollo di meta-data capaci di collegare qualsiasi sito Web a qualsiasi app con maggiore facilità.

Il Web rimane l'ambiente comunicativo più efficace e performante per la comunicazione digitale ricco com'è di possibilità avanzate di ricerca e reperibilità d'informazione ma anche di rappresentazione della medesima nelle forme più svariate e complesse a disposizione dell'utenza finale.

Le app continuano però a rimanere le killer application per l'utente in mobilità per il semplice motivo che possono offrire una interfaccia molto usabile per un obiettivo molto specifico.

App-linksCome unire i due ambienti? Oltre al già esistente meta application-name che può essere utilizzato per associare un sito Web alla corrispondente app ora viene promosso un vero e proprio protocollo di meta da utilizzare per collegare siti Web e relative app che va sotto il nome di !App Links anche se il vero salto di qualità sarà quello di collegare in maniera standard ed interoperabile le app fra di loro ed allora potrà in questo senso il codice Web con l'html5 riprendersi la sua rivincita rispetto ai linguaggi proprietari delle app?

p.s.enrico bisenzi che se pensate che sia roba futuribile allora sappiate che viene già utilizzato da GoodReads, Pinterest, Spotify, Facebook, eccetera...

Inserito il 2 di maggio 2014
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