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Web ed App uguali per le Analytics

Google Analytics ora può unificare la visione delle esperienze degli utenti di Web ed App se riferite allo stessa tipologia di comunicazione digitale: un segnale avveneristico di fusione fra Web ed App?

App-webGoogle Analytics è in grande cambiamento e se le visite ora si chiamano sessioni fra le novità più interessanti si registra la possibilità di unificare la visione del comportamento degli utenti in maniera unificata: siano essi utenti di un sito Web oppure usufruitori di un'app facenti entrambi riferimento allo stesso elemento di comunicazione digitale.

In pratica se realizza un'app e magari ho di già un sito Web e configuro le analytics sia per le app che per il sito Web (ops forse vi siete persi la novità che ora le Google Analytics sono anche per le app? ;) in maniera tale da identificare univocamente gli utenti di entrambi i canali allora posso avere una visione unificata di come è recepita la mia comunicazione digitale sia essa diffusa attraverso uno smartphone o un canonico browser Web.

Ciò che permette questa magia è il fatto che internet continua ad essere l'elemento unificante della comunicazione digitale bidirezionale che ha fatto la fortuna delle nuove forme di comunicazione e che dunque i protocolli di comunicazione old style internet e la loro natura comunicativa bidirezionale continuano ad essere l'arma vincente anche quando si presentano sotto nuove forme e vesti.

Le analytics per le app non sono una novità assoluta e Google non mantiene certo il monopolio: è interessante ad esempio vedere all'azione le possibilità offerte da Countly... ma è un fatto assolutamente significativo che ora le Google Analytics si presentino ufficialmente come sistema di rilevamento del comportamento dell'utenza finale sia essa utenza da app o da Web.

Inserito il 30 di aprile 2014
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Open Day Open Book

Vecchie e nuove forme di editoria al centro degli Open Day di Carrara 2014.

AtypoIl programma degli Open Day dell'Accademia di Belle Arti di Carrara si preannuncia particolarmente ricco quest'anno di iniziative e sperimentazioni mediatiche molte delle sono focalizzate sul concetto di editoria e libro elettronico.

Se gli instant-book di vidèa  vogliono essere una risposta alla richiesta emergente di frammentazione dell'informazione (solo quella necessaria al momento giusto) è la piattaforma di Atypo ad offrici una serie di interpretazioni molto avveneristiche del concetto di libro.

Si va dal libro causale De Ludo Alphabetico di Massimo Cittadini alla commistione fra parole e comunicazione social di Unhappening di Les Liens Invisibles passando da una scoperta narrativa fatta di immagini e codici tutti da interpretare di Multi Book di Giacomo Verde.

Tutto interagibile in Rete, ovviamente, ma anche il possibile piacere di incontrare i protagonisti di queste proposte dal vivo dal 19 al 27 maggio.

Inserito il 23 di aprile 2014
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Evoluzione Social

I nativi digitali non possono essere abbandonati davanti ai loro schermi se non si vuole correre il rischio di avere intere generazioni dissociate dalla realtà e dalle reti di relazioni umane.

Social-evolutionTrovarsi a dover litigare col proprio pargolo per staccarlo dal computer, dallo smartphone o dal videogioco per andare a giocare a pallone, fare visita agli amici o fare una passeggiata è sempre più un pericolo reale e ricorrente dei nostri giorni ma come per tutti i problemi è meglio prevenire che curare e cerchiamo di ipotizzare come...

Il digitale è una grandissima opportunità per relazionarsi, studiare, giocare e apprendere (e le ultime due attività, inaspettatamente, possono anche andare d'accordo) ma l'abuso del digitale può portare a forme di dissociazione dalla realtà e di incapacità di apprezzare e mantenere le reti di relazioni con altri soggetti senza la mediazione delle piattaforme digitali. Come evitare dunque l'abuso del digitale? Proviamo a focalizzare alcune questioni strategiche:

Tempo: non è obbligatorio fornire i bambini di qualsiasi ammennicolo digitale in tenerissima età, bisogna uscire dalla logica di vedere ipod e smartphone come oggetti che iniziano l'essere biologico alla società e considerare che possono esserci alternative al cellulare come regalo della comunione o della cresima! Consegnare oggetti complessi e costosi ad esseri umani di 7-8-9 anni vuol dire forzarli verso atteggiamenti compulsivi ed antisociali (salvo i meccanismi di comunicazione digitale ovviamente) oltre che essere una scelta abbastanza sorprendente per gli aspetti di rischio economico  di non poco conto che comporta una decisione del genere. E' opportuno quindi rimandare più possibile l'accesso al tablet, quindi al computer e per finire allo smartphone nell'ottica di considerare un immaturo alle prese con what's up un serio rischio: accompagnare la maturazione sessuale e psicologica di un pre-adolescente con l'utilizzo di uno strumento di comunicazione decisamente troppo più potente rispetto alle capacità del soggetto che dovrebbe governarlo è una scelta decisamente azzardata con conseguenze potenzialmente disastrore. Ritardato più possibile l'accesso ai vari dispositivi digitali (l'ideale sarebbe posticipare la consegna del cellulare alle medie superiori per capirsi anche se sembra una eresia rispetto all'attuale costume sociale...) è poi necessario stabilire delle regole e dei limiti temporali al loro utilizzo: non più di tot (quattro?) ore complessive durante la giornata e possibilmente meno possibile dopo il tramonto che sono ore che possono letteralmente affaticare ed eccitare in maniera inopportuna il sistema percettivo e sensoriale del bimbo o del pre-adolescente.

Igiene e salute: può sembrare strano od esagerato ma come ci si rapporta al digitale è anche importante sotto il profilo igienico e salutare. Mai gli smartphone tenuti vicino ai genitali dei giovanissimi che possono provocare disturbi e rischi di sterilità indotta (ma è importante anche non tenerlo accostato tempi prolungati vicino al cervello o al cuore), mai dormire con lo smartphone sotto il guanciale perchè il cervello di notte deve riposare ed anzi sarebbe meglio tenere anche le aree di prossimità della zona del sonno esenti da segnali wi-fi ed elettrici di qualsiasi tipo. Ancora, la postura della schiena è importante per cui la curva naturale della spina dorsale andrebbe garantita quando si sta al computer magari attraverso l'utilizzo di appositi cuscini posturali (dal costo bassissimo) così come l'appoggio dei polsi all'altezza della tastiera o del mouse può evitare l'insorgenza di dolorosissimi e invalidanti guai nervo-muscolari come il comunissimo tunnel carpale. Per finire la pulizia di schermi e tastiere con dispositivi e prodotti specifici (si parla sempre di soluzioni a bassissimo costo) evitano l'insorgenza di allergie e affaticamenti della vista.

Consapevolezza e apprendimento: è importante adottare soluzioni hardware e software che comportino un alto grado di consapevolezza e riescano ad indurre un processo di apprendimento soddisfacente. Da questo punto di vista molto meglio favorire l'utilizzo di computer con linux (sistema operativo basato su software libero) a bordo piuttosto che far concentrare l'interesse e l'attività verso tablet e smartphone decisamente poco configurabili e personalizzabili dall'utente finale. Anche la frequentazione di ambienti sociali come fablab e coderdojo possono indirizzare l'interesse dei nativi digitali verso orientamenti ingegnosi e confronti vis-a-vis con propri simili che hanno interessi comuni. Non abbandonare il giovane o il giovanissimo a sè stesso e al proprio schermo digitale ma giocare, studiare, sperimentare insieme (insieme agli amici ma anche insieme ai genitori) è la chiave di volta per uno sviluppo sano e consapevole del proprio essere digitale. Per i più piccoli magari è opportuno premunirsi con filtri famiglia (parental control) sia per software ed app sia arrivando a soluzioni più integrate come l'adozione di dns (magari aperti) ma è soprattutto importante in tenera età indirizzare le navigazioni verso riviste, musei divertenti e  portali ad hoc per bambini; quando i bambini diventano poi adolescenti più che azioni di controllo sono efficaci momenti di confronto magari anche irriverenti ed ironici su come conviene rapportarsi al mondo del digitale, in ogni caso una strada interlocutoria e di confronto piuttosto che all'impronta del controllo e della repressione.

L'utilizzo dei social via via che si cresce deve essere accompagnato ad una maggiore consapevolezza della gestione della nostra identità e della nostra privacy ma l'utilizzo delle varie piattaforme social non deve essere necessariamente improntato ad un uso stupido e molesto ma anzi può essere l'opportunità per comunicare più facilmente con altri giovani e magari di altri paesi in maniera costruttiva, divertente ed utile così come si è cercato di dimostrare con la realizzazione dell'instant-book in tema Faccia da Web.

 

Inserito il 11 di aprile 2014
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Il nuovo colonialismo digitale in Africa

Come la diffusione di piattaforme digitali riflette abbastanza fedelmente la nuova espansione colonialista in Africa dei paesi forti.

La storia si ripete, ciclicamente, e in mancanza di movimenti rivoluzionari culturali spesso e volentieri si assiste a nuove forme di fenomeni visti e rivisti nel passato.

Se nei tempi remoti si assisteva a forme di colonialismo violente e schiaviste in tempi più recenti (doremo dire democratici...) si è passati da aggressioni ed annessioni militari ad equivalenti operazioni supportate da logiche economiche e in tempi ancor più recenti anche di sapore squisitamente digital-tecnologiche.

Africa-webL'Africa è sempre più invasa economicamente, per alcuni aspetti anche culturalmente e per finire anche sotto un profilo tecnologico da nord-americani, russi e cinesi e questo emerge chiaramente anche dal recente report realizzato dalla norvegese Opera e significativamente nominato The website map of Africa (per chi non lo sapesse la produttrice norvegese di browser e tecnologia mobile rilascia studi e statistiche di utilizzo dei suoi oltre 259 milioni di utilizzatori nel mondo tradizionalmente su base mensile e con focus su aree geografiche specifiche).

Se prendiamo in considerazione le prime tre piattaforme digitali utilizzate nei vari paesi africani emerge un quadro complessivo di predominio di Google, Facebook, Youtube e Wikipedia (dall'USA con furore quindi).

E' interessante notare però come a macchia di leopardo in vari paesi non solo emergono iniziative digitali locali (alcune curiosamente legate al mondo dello sport del calcio che si conferma forte comunicatore sociale internazionale) ma soprattutto diverse piattaforme sociali russe (VK, Odnoklassniki) e cinesi (baidu) ed ovviamente proprio in quei paesi dove si sta assistendo a nuove forme di neo-colonialismo o comunque a forti collaborazioni bilaterali.

Inserito il 5 di aprile 2014
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Dal Web alle scuole grazie alle lavagne multimediali

Quali sono le potenzialità della Lavagna Interattiva Multimediale per la didattica delle discipline?

Med-tocana-limUn ciclo di incontri formativi  gratuiti sulla LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) di livello avanzato, finalizzati alla riflessione e sperimentazione di strategie didattiche innovative con le massime esperte italiane del settore.

Si conclude ad aprile e maggio a Firenze un serie di lezioni specializzate sull'utilizzo avanzato della LIM in ambito didattico a cura di MED Toscana: rara occasione per i docenti di ogni ordine e grado di prendere maggiormente consapevolezza con uno strumento che si trova oramai sempre più spesso nelle aule italiane e che ha l'ambizione di arricchire lo scenario del processo formativo italiano interagendo anche con applicazioni e repository di know-how provenienti dal Web.

Le esperte invitate - Giulia Forni ed Anna Rita  Vizzari - sono rispettivamente autrici per Erickson di  "Scienze Naturali con la LIM" e "Impariamo l'analisi del periodo".

Inserito il 5 di aprile 2014
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Censura alla turca

Scatta la censura in Turchia di Twitter e dintorni la reazione dell'opinione pubblica è impressionante ma siamo ancora lontani dallo scrivere un lieto fine.

Dns-liberiLa notizia della censura di Twitter in Turchia fa il giro del mondo ma soprattutto è nella stessa Turchia a scatenare reazioni veramente significative: se prima si scrivevano sui muri frasi rivoluzionarie ora si scrive gli indirizzi dei server DNS di Google che consentono di aggirare la censura del governo turco attuata almeno in prima battuta con metodi veramente ingenui.

Userstats-turkey-torMa la battaglia anche sul digitale si fa presto sempre più aspra ed ecco allora circolare i suggerimenti per adoperare VPN e Tor e le statistiche pubbliche stanno lì a dimostrare di come l'utenza finale di Internet in Turchia abbia preso seriamente questi suggerimenti anticensura.

Tutto è bene quel che sembra finire bene? L'odiato tiranno viene sconfitto? Niente affatto, Erdogan vince le amministrative e subito minaccia "che coloro che hanno tradito la nazione pagheranno". C'è dunque da domandarsi quanto peso politico hanno i social network in determinati contesti politici ma soprattutto ci sarebbe da domandarsi se veramente l'accesso ad un network informativo di una grande azienda privata nord-americana può essere preso come termometro della locale libertà di espressione di un paese con principi e specificità culturali proprie, anche perchè il concetto di autonomia politica e culturale non può certo fare rima con la dipendenza da un governo autoritario ma neanche con la venerazione e la dipendenza di un sistema di oligopolio di fatto dell'informazione e comunicazione digitale.

Inserito il 1 di aprile 2014
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