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L'iStella che ancora non brilla (ma non è tutta colpa sua)

Cosa dovrebbe fare iStella per migliorarsi e cosa dovrebbe fare la politica italiana per aiutare il motore di ricerca made in italy.

Recentemente Tiscali-Soru ha avuto il coraggio di inventarsi un motore di ricerca italiano (impresa impossibile) che ha tantissimi pregi:

+ ha un'attenzione particolare nell'indicizzazione e catalogazione di archivi italiani di carattere culturale;

+ offre la possibilità di incrementare il suo index con contributi realizzati dagli utenti (preferibilmente sempre di carattere scientifico o culturale come ad esempio le tesi di laurea);

+ permette di condivere con gli altri utenti i contenuti preferiti;

+ ha un buon canale di ricerca delle news;

+ integra un gran bel servizio di mappe geografiche (anche storiche);

+ non cataloga e non traccia le attività dell'utenza finale.

Purtroopo, e innegabilmente ha anche tanti difetti:

+ ha un algortimo di ordinamento dei risultati assolutamente migliorabile; 

+ ha un layout non responsive (inaccettabile disattenzione verso le esigenze di smartphone e device in mobilità);

+ il nome scelto è discutibile e comunque sul medesimo nome non è stata fatta nessuna azione efficace di branding;

Motore-ricerca-italiano+ non è accessibile in molte sue sezioni informative (imperdonabile insensibilità verso chi - come i non vedenti - ha difficoltà ad interpretare testi grafici).

Da un punto di vista politico è comunque una novità importantissima per l'Italia perchè rappresenta un tentativo di rendersi autonomi rispetto ad una tecnologia nord-americana (ma forse ben presto anche cinese e russa) che fa man bassa del nostro patrimonio informativo, dei nostri profili informativi privati e di quant'altro possa oramai facilmente essere ricavabile dagli scanning digitali per costruire una economia assolutamente ingente (oramai i bilanci di alcune major del digitale si equiparano ai PIL di alcuni paesi) i cui ritorni fiscali ed economici in Italia sono vicini allo zero.

Malgrado questo la politica italiana non fa niente per iStella... non lo sponsorizza nelle scuole... non gli affianca laboratori di ricerca universitari... non lo supporta di campagne di marketing e branding... non lo aiuta a migliorarsi tramite contest riservati a studenti di grafica e creatività digitale... niente di niente. Perchè invece non approfittare di Expo 2015 per un lancio in grande stile di iStella?

Inserito il 28 di agosto 2013
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Autunno di e-commerce multi-device

Riparte l'autunno, riparte l'economia (si spera) e probabilmente anche all'insegna dell'acquisto online in mobilità.
 
ECommerce-QuarterlyL'ultimo report di monetate sul commercio elettronico è interessante perchè cerca di interpretare qualitativamente un fenomeno sicuramente in ascesa da un punto di vista quantitativo (ovvero che caratteri sta assumendo l'e-commerce fenomeno oramai di massa).

Oltre cinquecento milioni di visite su piattaforme di eCommerce rappresentano la massa critica sulla quale è stato elaborato questo report che come prima affermazione importante sottolinea il ruolo ancora marginale dei social network come fonte di traffico per siti Web di e-commerce (meno del 2%) e con un tasso di conversione inferiore al punto percentuale - fra i social come referrer per l'ecommerce facebook in calo a favore di piattaforme minori come twitter, linkedin e pinterest e comunque come media di ordine economico il comparto social è decisamente più risparmioso se comparato con quello dei motori di ricerca. Peraltro come referrer continuano i motori di ricerca a mantenere la quota più significativa (oltre il 30%) anche se sempre inferiori alle visite costituite da navigazioni dirette sull'e-commerce stesso.
 
I social, viceversa mantengono un ruolo centrale nella valorizzazione (o meno) della net reputation del brand o prodotto messo in discussione dall'utenza finale magari a colpi di hashtag: non etichettabile social ma anche la posta elettronica conserva la sua importanza strategica sia come referrer che sotto il profilo della costruzione di un efficace brand reputation ma anche come tasso di conversione per l'acquisto (oltre il tre per cento addirittura superiore ai due punti rosicati dal settore motori di ricerca).
 
Lato devices smartphone e tablet raddoppiano in un anno la loro influenza arrivando ad interessare complessivamente oltre un quinto dell'utenza interessata all'acquisto online anche se è assolutamente da notare un tasso di conversione all'acquisto molto più basso del normale per quanto riguarda gli smartphone.

 

Inserito il 26 di agosto 2013
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La comunicazione cross-cultural fra tecnologia e sapere interculturale

La tecnologia sta diventando uno strumento formidabile di mediazione culturale ma l'aspetto appunto culturale rimane ancora l'emento strategico per una comunicazione efficace fra persone di cultura e lingua diversa.

Google ci snocciola un regalo dopo l'altro in tema di comunicazione cross-cultural... dopo la possibilità - recente anche in italiano - di poter contribuire ad arricchire informazioni di determinati posti geografici tramite Google Map Maker (indubbie le utilità per chi è in viaggio) ecco che tramite il sempre in evoluzione Google Translate mi permette ora di veder tradotto ciò che posso trasascrivere a mano libera magari col mouse o tramite touch: impressionante la capacità di questo strumento di Google di aggiustarmi l'abbozzo chessò di un ideogramma cinese da me mal disegnato e quindi tradurmelo nella lingua che preferisco...

GestiMa se la tecnologia veramente ci sta facilitando la vita da un punto di vista della mediazione linguistica è sull'aspetto culturale che non possiamo (ancora) delegare tutto alla tecnologia: pensate alla comunicazione non verbale rappresentata dai gesti che possiamo fare nel mondo per cercare di comunicare emozioni o quant'altro... un esempio per tutti il segno di OK fatto con le dita che risulta tremendamente offensivo per molte culture (alcune neanche troppo distante dalla nostra) e quindi conviene per l'appunto farsi una cultura e leggere ad esempio l'interessante blog di alcune studentesse di materie interculturali o ancora l'esilarante studio di una studentessa vietnamita sul significato dei gesti italiani ma soprattutto soffermarsi a leggere con attenzione le differenze che esistono nel mondo a gesti e mosse del corpo nel mondo solitamente ospitati su siti web di agenzie di viaggio o anche solo di cultura generale.

Enrico che Ciao-ciao con la manina al prossimo post (sperando di non offendere nessuno ;)

Inserito il 23 di agosto 2013
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L'arte dei Breakpoint

L'oramai indispensabile responsive design si basa molto su dove e come vengono piazzati i cosiddetti breakpoint.

Italian-a-list-apartGli accessi al Web sono sempre più mobili e quindi e prima il design adattivo era una interessante opzione oramai è diventata la strada maestra per realizzare un sito Web alla portata di qualsiasi utente e device.

La raffinata e a volte pure di difficile interpretazione magazine online A List Apart ci regala l'estratto dal Capitolo 7 di Responsive Design Workflow, il nuovo libro di Stephen Hay, edito New Riders.

I breakpoint sono quei punti di rottura dimensionali oltre i quali vengono richiamati layout diversi in maniera tale che il tutto sia armonico alle varie esigenze (ad esempio di risoluzione) dei diversi device; i consigli che emergono sono quelli di realizzare meno breakpoint possibili prendendo in considerazione non specifici brand o sistemi operativi ma classi di device generali quali smartphone, tablet, laptop/desktop, TV e console di gioco.

Ancora, disposizione dei form e delle tabelle nonchè link e pulsanti cliccabili sono fra le questioni da tenere maggiormente in considerazione in fase di sviluppo di design adattivo.

Inserito il 17 di agosto 2013
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L'Accademia di Belle Arti che non ti aspetti

Da oltre dieci esiste in Italia una proposta di biennio specialistico in sintonia con il prepotente affermarsi dei linguaggi della creatività digitale.

Accademia-carraraSono in pochissimi ad esserne a conoscenza ma in quel di Carrara (non nella Firenze imbalsamata ai tempi del Rinascimento) esiste un'Accademia di Belle Arti dove a oltre dieci anni viene offerto un biennio specialistico incentrato sulle Nuove Tecnologie dell'Arte.

Intitolato Net Art e Culture Digitali questa innovativa e originalissima offerta innovativa - che spesso raccoglie interesse da parte di studenti anche stranieri - è stata una scelta assolutamente opportuna in quanto formulata proprio al nascere e all'affermarsi della comunicazione digitale.

Il corpo docente, composto da artisti, esperti e professionisti che si rapportano tutti i giorni con le esigenze di fare arte con le tecnologie digitale ma anche della comunicazione digitale intesa come arte (networking) - Giacome Verde, Domenico Quaranta, Alessandro Ludovico... - istruisce dei percorsi teorici ma anche pratico-laboratoriali su tutto ciò che può essere inteso come Arte coniugato al digitale: dai Computer Games, alla Net e Software Art, dalla Realtà virtuale al Sound Design.

A riprova della bontà dell'offerta formativa proposta i lavori degli studenti diplomatisi opportunamente consultabili online.

 

Inserito il 15 di agosto 2013
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I tablet sono un balocco: parola di Nielsen

Il Guru dell'Usabilità si spinge a definire i tablet molto migliorati dai primi modelli ma sostanzialmente ancora inusabili se comparati ai device tradizionali.

Nielsen-azienda-usabilitaChe bello leggere la bocciatura da parte del guru dell'usabilità Jacob Nielsen dei tablet e del loro livello di usabilità... che bello perchè ricalca alcune mie impressioni della prim'ora ovvero (il mio amicaccio... sì, magari... ;) Jacob sottolinea diversi aspetti critici dei tablet dal punto di vista dell'usabilità ma soprattutto punta il dito (è proprio il caso di dire... ;) contro la povertà di comandi e funzioni che si possono svolgere con un tablet (navigazione Web compresa) e contemporaneamente la povertà di informazioni che l'utente finale ha a disposizione per poter svolgere le sudette funzioni. La conseguenza più probabile: il pericolo di una esperienza e anche di una navigazione Web piatta...

In pratica si rischia di avere un utente-tablet (o touch) molto più ignorante e incosciente dei propri mezzi rispetto all'utente desktop che comunque grazie a tastiera e mouse (o tappetino-touchpad) ha comunque una miriade di funzioni in più a sua disposizione: basti pensare anche alla sola navigazione Web cosa si può fare con un click destro...

Sì dopodicheè lo sappiamo che i tablet è semplicemente il futuro ma proprio per questo magari disegnamolo un po' meglio questo futuro!

Enrico che la vita è tutto un quiz

p.s.
poi si sono molto migliorati rispetto ai primi iPad e navigare su un sito Web con un tablet non è una esperienza così differente che su un desktop mentre invece per gli smartphone è tutta un'altra storia=difficoltà che magari tratteremo prossimamente...

Inserito il 10 di agosto 2013
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E' solo una questione di Brand?

Dietro il branding ci deve essere sostanza ma poi anche la capacità, post-promozione, di valutare l'apprezzamento di un brand.

BrandingAmo il mare e per personalissimi motivi anche Castiglioncello e la sua Baia del Quercetano, posti oggettivamente belli, ai quali rimprovero sempre più spesso una incapacità e lassismo nel promuoversi all'estero. Gli operatori locali scelgono veramente nomi e acronimi improbabili nella scelta dei siti Web locali o profli Facebook di rappresentanza (ditemi voi la sigla CCN cosa vi ispira...) quando invece una ricerca di un brand efficace ed una sua promozione all'estero per questa o per qualsiasi altra località turistica potrebbe essere un'arma vincente in questo periodo di crisi.

Ma viene poi apprezzata la località da chi la visita? In questa epoca di smartphone ossessivamente sparati a fotografare di tutto e di più ho provato a realizzare un piccolo esperimento... Se si fotografa un paesaggio evidentemente lo si apprezza ed allora ecco che ho provato a fare una ricerca su Google Immagini e su Flicker sia attraverso testo che attraverso immagini similari chi ha fotografato uno scorcio evidentemente gradito e identificabile una località.

Andando poi a curiosare nelle identità geografiche oltre ad un piccolo esercito di italiani ecco apparire identità tedesche, ungheresi, portoghesi, russe, spagnole, inglesi, olandesi, polacche, ceche, ecc. concittadini di altre persone che magari potrebbero apprezzare il medesimo paesaggio per immortalarlo a sua volta col proprio gadget tecnologico a futura memoria del motore di ricerca o del social di turno...

Dunque individuare la fotografia di un bel paesaggio come prova di apprezzamento di una località turistica e conseguente rilievo geografico del turista-fotografo per capire che tipologia di utenza ha apprezzato la vacanza nella suddetta località e quindi, da un certo punto di vista, il successo di un determinato brand in ambito turistico.

Enrico che il branding è il mio mestiere ;)

Inserito il 3 di agosto 2013
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