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Tutti pazzi per i videogiochi

L'industria del digitale ammaliata dai videogiochi che attirano anche in Italia l'interesse del mondo accademico ed universitario.

SteamEpic Citadel in html5 è solo l'ultimo esempio del forte interesse di casa Mozilla e del mondo del software libero più in generale per integrare soluzioni tecnologiche come Steam e colmare, ad esempio, il gap esistente fra Linux e il mondo Windows sul terreno sempre più strategico dei videogames.

Nel frattempo anche Google non è da meno e nel canale generico Google Play prende vita un canale specifico Google Pay Games e dal prossimo autunno - udite, udite - un canale denominato Google play for Education dedicato alla scuola digitale.

Di tutto ciò sembra accorgersi anche il mondo accademico ed educativo italiano con lo storico Med (associazione italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione) in prima fila ad organizzare seminari tecnici all'Università di Firenze e più recentemente anche all'Accademia di Carrara in sinergia con la locale Scuola di Nuove Tecnologie per l'Arte.

Inserito il 24 di maggio 2013
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Il cross-cultural Web visto da Roma

Pubblicati gli atti del Convegno di Roma svoltosi a marzo sul Multilingual Web.

MultilingualWebA Roma si è svolto a marzo un convegno interessantissimo, centrato sulla gestione tecnica della comunicazione Web relativamente alle esigenze di comunicazione fra persone che parlano lingue molto diverse dalle porprie ma hanno anche fondamenti culturali decisamente diversi.

Fra i tanti report pubblicati (in formato PDF oppure come log di sessioni chat di tipo IRC)  decisamente utili quelli derivanti dai ricercatori italiani sulle necessità di sottotitolazione capaci di spiegare in maniera efficace uno degli strumenti più importanti di facilitazione linguistica.

Afforntati anche altri argomenti di carattere maggiormente culturale come quello della differente organizzazione formale dei nomi personali e familiari senza peraltro tralasciare gli aspetti più squisitamente tecnici come quelli relativi alla gestione di nomi di domini Web secondo lingue di carattere ideografico.

 

Inserito il 19 di maggio 2013
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Quag prova su strada

Un aggregatore di domande e risposte si candida come nuovo motore di ricerca in Italia.

QuagCercate qualcosa? Ora potete farlo con Quag dove è possibile autenticarsi anche attraverso i canonici social più popolari come facebook e twitter e tuffarsi in un flusso di domande e risposte interagendo direttamente con persone interessate agli stessi argomenti su cui si sta facendo la query.

La massa critica degli utenti che utilizzano questo nuovo strumento Q/A (Questions/Answers) è abbastanza modesta ed infatti si sopperisce grazie alle ricerche su google oppure alle domande e risposte su yahoo!

 

Inserito il 11 di maggio 2013
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Dizionario visivo del linguaggio dei segni

Ora è possibile imparare o comunque conoscere meglio il linguaggio dei segni grazie ad una specifica soluzione tecnologica online.

Spread-the-signLe persone sorde prediligono perlopiù comunicare con il linguaggio dei segni ma il linguaggio dei segni non è affatto facile da imparare anche perchè esistono linguaggi diversi in tutto il mondo per cui si parla di LIS Linguaggio Italiano dei Segni e ASL American Sign Language.

Una trovata tencologica veramente geniale quale è il dizionario visuale online spreadthesign cerca di ovviare a queste difficoltà offrendoci la possibilità di vedere come singole parole ma anche frasi possono essere tradotte nei principali linguaggi dei segni corrispondenti alle principali lingue parlate in Europa (ach! manca per ora proprio l'italiano...).

Si può dunque scoprire nella interfaccia Web (esiste anche l'applicazione per Android e iPhone) attraverso video in flash che LOVE si dice nel linguaggio dei segni statunitense incrociando le braccia al petto e viceversa in quello russo portando la mano prima alla bocca e poi al cuore e quindi anche le differenze di traduzione per frasi come I LOVE YOU.

Come tutte le interfacce realizzate multilingue ma partendo dalla lingua inglese è preferibile utilizzarle nella versione inglese che altrimenti può dare adito ad equivoci di interpretazione ed utilizzo.

Inserito il 5 di maggio 2013
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La memoria ai tempi di Internet

Il concetto di memoria cambia con l'avvento del digitale ma soprattutto dobbiamo imparare ad utilizzare strumenti per salvaguardarne forme e contenuti.

Museo-informatica-funzionanteLa memoria è tutto: altrimenti siamo solo un effimero istante fra un passato che non riusciamo a ricordare ed elaborare e un futuro di speranze senza senso..

Il digitale è formidabile per replicare l'informazione facilmente ma nient'affatto predisposto per conservarla a tempo indefinito: formati e linguaggi non interoperabili sono una continua minaccia allo svanire di memorie e informazioni magari vitali sotto un profilo culturale.

E' fondamentale dunque prendere dimestichezza con tutti quegli strumenti derivanti dai motori di ricerca generici e specializzati nella conservazione delle memorie (cache) che possono tornare utili, ad esempio, per risuscitare pagine Web non più esistenti.

Fra le novità inerenti la memoria digitale sciuramente c'è da segnalare l'apertura di una nuova sezione della incredibile iniziativa che va sotto il nome di Internet Archive dedicata al software ed a proposito di software l'idea di due sviluppatori italiani denomianta hashbot di firmare il contenuto di una pagina Web collocandone i contenuti prodotti ed esposti in un preciso momento temporale.

Non è una novità, invece,  l'impegno di quel fantastico gruppo di hackers siciliani denominatosi freaknet nella preservazione di cultura e memoria DEL DIGITALE anche attraverso il Museo dell'Informatica Funzionante dove sono raccolte vecchie e gloriose macchine del passato addirittura a disposizione online tramite un vecchio (?) arnese telematico del passato che corrisponde al nome di telnet

Memoria è anche ritrovare il il rapporto ‘perduto’ di Figueiredo che ricordò negli anni '60 il genocidio che portò sei milioni di indios del Sud America all'estinzione, una strage di esseri umani che va a sommarsi alle tante altre stragi perpretate nella storia dell'umanità. Ecco quello che mi preoccupa di più è veder crescere nuove generazioni ammaliate dalla compulsione digitale e poco avvezze a domandarsi come utilizzare il digitale per preservare il proprio patrimonio culturale di conoscenze.

Enrico che per chi non si ricorda invece l'origine del primo maggio andatevi a rileggere la storia delle mobilitazioni operarie negli USA

Inserito il 1 di maggio 2013
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