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Bambini alla deriva digitale

Si abbassa continuamente l'età di accesso alla comunicazione digitale in Italia nel più totale disinteresse di genitori ed istituzioni didattiche.

Si sta avvicinando la ricorrenza denominata dalla Unione Europea Safer Internet day che si terrà il 5 febbraio prossimo per sensibilizzare genitori e docenti ad un corretto utilizzo della tecnologia digitale da parte di adolescenti e bambini.

In effetti in Europa e in tutto il mondo l'attenzione è alta sul problema della corretta educazione e accesso al digitale e non solo da parte delle istituzioni pubbliche ma anche dai privati che - ovviamente economicamente interessati come la McAfee producono osservatori e documenti come l'ultimo molto interessante sui disconessi digitali.

Ovviamente i disconnessi digitali non sono i figli ma sempre più spesso i docenti e ancor più i genitori che non solo spesso e volentieri hanno meno dimestichezza rispetto ai nativi digitali dei meccanismi social in salsa bit ma soprattutto sono totalmente all'oscuro di cio' che i propri figli e studenti fanno online.

Trovarsi protagonisti di video ironici circolanti su gruppi facebook chiusi di studenti è oramai la norma per molti insegnanti mentre per i genitori spesso si registra l'atteggiamento di delegare al computer la funzione di accudire i figli (funzione fino a pochi anni fa espletata direttamente dai genitori stessi o magari da più costose baby-sitter o nonni in pensione).

Netbook-per-bambinaSe per gli adolescenti il problema è forse affrontabile non con meccanismi  regimentati di controllo ed induzione all'uso corretto del mezzo digitale ma bensì su un piano educativo e di offerta di socialità alternativa allo schermo digitale (acquisizione e rispetto di principi, attività come sport, musica, eccetera) è particolaramente scandaloso l'abbandono totale alla deriva digitale dei bambini di fascia 6-10 anni che si trovano a gestire in maniera impreparata lunghe sessioni di ore in full immersion di you tube, vidoegiochi ma oramai anche comunicazione social.

Non è infatti giustificabile in nessuna maniera abbandonare alla deriva bimbi molto piccoli che si trovano senza nessuna preparazione e conforto ad ore e ore di ipnosi da schermo digitale spippolando compulsivamente su spara tutto, accedendo a contenuti di tutti i tipi ed entrando in contatto con persone di tutte le età!

Non si capisce come mai non ci possa essere un minimo di attenzione e impegno nel posizionare il computer del pargolo in un angolo della casa facilmente visualizzabile e prevedere di accompagnare l'utilizzo del mezzo digitale in maniera consapevole magari con l'utilizzo di software libero facilmente configurabile per limitare le ore di utilizzo e l'accesso a contenuti inappropriati per i più piccoli.

Ecco perchè l'iniziativa Linux Mio è così importante ed è un peccato che non sia presa nella dovuta considerazione...

Inserito il 25 di novembre 2012
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La rivoluzione è nelle proprie mani e nella propria testa

Gi smartphone stanno impattando sul mondo della fotografia con una intensità inaspettata anche dagli stessi addetti ai lavori.

Il successo della mostra DigiArte sulla fotografia digitale sta anche nella scelta del curatore Lorenzo Guasti nell'aver individuato uno dei tempi più intriganti del nostro tempo ovvero come alcuni utilizzi dei cellulari e degli smartphone stanno impattando sui costumi sociali e comunicativi a livello planetario.

In particolare, anche nel settore della fotografia sono in molti a ritenere l'avvento degli smartphone una vera e propria manna dal cielo (sopratutto in determinate situazioni) in quanto non solo offrono una immediatezza di utilizzo imbattibile ma anche vengono spesso maggiormente accettati dalle persone oggetto delle fotografie che viceversa possono rimanere intimidite da appariscenti obiettivi o zoom professionali.

A riprova di questa teoria - e di come la fotografia digitale grazie agli strumenti social sta diventando una tipologia di informazione sempre più condivisa - l'assegnazione di un premio fotogiornalistico prestigioso come la borsa di Studio in onore della memoria del fotogfrafo riminese Marco Pesaresi  prematuramente scomparso  ad un fotografo che però non ha scattato nessuna fotografia!?!

Arab-revoltE' stato infatti scelto di premiare Giorgio Di Noto che non ha fatto nessuno scatto ma ha utilizzato il materiale presente nella Rete e, dopo avere visionato centinaia di video amatoriali e canali di web tv locali ed esteri, ha scelto i fotogrammi più significativi e li ha rifotografati dal proprio monitor realizzando così una splendida collezione di foto sulle rivolte arabe - che è bene dirlo non sono nate sicuramente grazie a twitter e smartphone vari ma sicuramente grazie ai nuovi strumenti di comunicazione digitale hanno potuto essere testimoniate in maniera efficace grazie a chi, nelle proprie mani (ma in primo luogo nella propria testa), si è reso conto di avere uno strumento per certi versi rivoluzionario.

Inserito il 24 di novembre 2012
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Lingue naturali e tecnologie digitali sempre più a braccetto

Innovazione, buona volontà e tecnologia sempre più performanti e a buon prezzo sono le parole chiave per conservare le culture del passato e migliorare le civiltà del presente.

La voce sarà una delle protagoniste della comunicazione digitale di un futuro sempre più prossimo: lo ha ben capito anche Microsoft che sta investendo fior-fior di energie (anche economiche) nel suo progetto di traduzione automatica naturale.

Se queste sperimentazioni, che ci fanno intravedere pezzi suggestivi e immaginifici del nostro futuro comunicativo, necessitano di investimenti molto significativi, contemporaneamente, l'accesso alla tecnologia e alla comunicazione digitale diventa sempre più economicamente abbordabile così come dimostrato dall'ultimo tablet progettato in India e dall'incredibile costo di soli 32 euro.

TranslateLa tecnologia digitale dunque come facilitatore linguistico che semplifica la comunicazione fra persone di lingue diverse ma anche come strumento di conservazione di antiche lingue e culture così come dimostrato dai progetti guatemaltechi per rivitalizzare la lingua Tz'utujil.

Ovviamente, non bastano innovazioni digitali per risolvere magicamente annose questioni di conservazione di know-how linguistico ma anche tanta, tantissima buona volontà come quella messa a profusione nel progetto translators without borders capace di aggegare migliaia di persone disponibili a fornire traduzioni multilingue per svariati progetti umanitari.

Inserito il 18 di novembre 2012
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Dall'India alla Cina per passare dall'Europa tutto il Web è censura

Dai paesi emergenti al vecchio continente la tentazione di censurare il dissenso è troppo forte per i politicanti di turno.

In Cina tutti i servizi Google sono stati disabilitati in occasione del Congresso del Partito Comunista, in India Google e Facebook sono accusate di cospirazione  criminale per avere ospitato contenuti osceni e discutibili su divinità hindu.

User-data-controlSe pensate che solo i paesi emergenti sono particolarmente elettrici sull'argomento comunicazione digitale ben coscienti del suo valore anche economico (in Cina nel frattempo emerge un nuovo motore di ricerca di nome Qihoo) allora basta misurare il raddoppio delle richieste di censura goverantive registrate dal Google Transparency Report fra il 2009 e il 2012 pe rendersi conto come il problema censura sia globalizzato, un po' - guarda caso - come l'economia e tutto il resto.

E in Europa? Mentre in Italia per salvare un (1) giornalista da qualche mese di galera si irrigidisce ulteriormente la normativa sulla libertà di cronaca (un attimo sembra proprio una contraddizione ma è incredibilmente così) tanto da sucitare l'allarme dell'Unione Europea è il Regno Unito ad avere l'idea più brillante ipotizzando un app (sì avete capito bene, un app...) per analizzare e controllare le reazioni dell’opinione pubblica rispetto alle politiche governative.

Invece che investire in nuove iniziative d'impresa come, chessò, la creazione di motori o piattaforme social europee o italiane (iStella, salvaci tuuu...) l'effetto più tangibile di questa crisi per noi tutti è il restringimento delle libertà individuali e collettive anche nel digitale?

Enrico Bisenzi

Inserito il 17 di novembre 2012
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Edueda Enciclopedia di Arti Digitali

WikiArtPedia si evolve e diventa Edueda: una piattaforma condivisa da moltissimi enti culturali italiani.

Il 23 e 24 Novembre 2012 si svolgerà presso il Centro per l'Arte Contemporanea "Luigi Pecci" di Prato un convegno in cui verrà presentata EduEda ovvero una piattaforma wiki creata diversi anni fa' da Tommaso Tozzi con il nome di WikiArtPedia e che ora si annuncia come strumento condiviso da moltissimi enti universitari e culturali italiani.

Hackart_eduedaDecine di intellettuali, artisti, docenti, comunque tutti protagonisti dello scenario digitale italiano si ritroveranno per capire come valorizzare questo network per la valorizzazione e diffusione collaborativa delle arti digitali.

Dai margini di sostenibilità per le arti digitali oggi alla Memoria Digitale sono numerose le tavole rotonde e i dibattiti previsti ai quali partecipare con l'obiettivo di realizzare un processo di cooperazione tra soggetti istituzionali e non istituzionali all'interno del - difficilmente classificabile - mondo delle arti digitali.

Inserito il 10 di novembre 2012
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Il secondo schermo che non ti aspetti

La rivoluzione digitale sta passando per il salotto di casa attraverso un inatteso secondo schermo.

Cosa fate quando siete spaparanzati sul divano di casa? Forse quello che fanno oramai una buona parte di inglesi ed americani ovvero gingillate sullo smartphone o sul tablet e sempre più spesso con attività inerenti a quello che sta passando sul televisore (rigorosamente smart tv of course) che state guardando.

La comunicazione digitale, ovvero, sta diventando qualcosa di sempre più complesso e non solo interagiamo con dispositivi ed utenti diversi  attraverso internet ma sempre più spesso le diverse attività sui diversi dispositivi interagiscono tra di loro e in tempo reale.

App-olimpiadiDi questo si devono essere convinti al Guardian sviluppando, durante le recenti Olimpiadi, una app basata su twitter per seguire gli avvenimenti sportivi in diretta ed i relativi commenti ed approfondimenti grazie al proprio tablet o smartphone.

La realizzazione di interfacce per utilizzo di dispositivi capaci di interagire in tempo reale con il flusso informativo (in questo esempio televisivo) di altri dispositivi è una sfida difficlie da raccogliere ma al tempo stesso molto intrigante e soprattutto sempre più attuale.

Inserito il 7 di novembre 2012
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Tasse per tutti ma non per il digitale che avanza

I sistemi fiscali occidentali sono assolutamente inadeguati alla trasformazione economica della società in salsa Web 2.0

Novembre è un mesaccio per chi deve pagare le tasse e sappiamo come aumenta sempre più il carico fiscale soprattutto in Italia. Esiste però un mondo fatto di bit che se ne frega delle tasse ed è quello costituito dalle major del digitale che grazie a sedi e triangolazioni in improbabili località del pianeta molto benevoli in questioni di tasse riescono ad avere un carico fiscale irrisorio rispetto alla loro produttività.

NewsSuccede dunque che gli investimenti dell'utenza finale e delle aziende attraverso Internet di un paese approdano nelle tasche di qualhe big del bit senza che neanche un soldo vada a finire nelle tasse e quindi nei servizi pubblici del paese di provenienza.

Alcuni paesi europei lo stanno cominciando a capire ed il primo settore ad essere messo in discussione sembra essere quello delle news...

Inserito il 6 di novembre 2012
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Cercasi dia accessibile disperatamente

L'autore di WEBAXE migra a Wordpress e lancia un appello per realizzare slide accessibili.

WebaxeDennis E. Lembree è il brillante autore di uno dei più importanti blog sull'accessibilità WebWEBAXE - recentemente ristrutturato applicando temi e plugin wordpress accessibili.

Lo stesso Dennis con il primo post del suo nuovo (come aspetto e funzionalità) blog lancia un appello agli autori del sistema di pubblicazione online di diapositive Slideshare le quali, pur essendo passati recentemente alla conversione delle slide in html5 per accontentare più dispositivi mobili possibili, presentano numerosissimi problemi di accessibilità.

Sarà interessante vedere se questo appello rimarrà inascolato o meno...

Inserito il 1 di novembre 2012
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