La pornografia emozionale di Facebook
Esce un interessante libro di Ippolita sul fenomeno Facebook.
Dopo +kaos la scena hacktivist italiana ci regala un'altro saggio molto interessante stavolta di analisi sociologica della comunicazione digitale mainstream.
Il collettivo Ippolita pubblica Nell'acquario di Facebook ovvero una lucidissima e critica analisi del fenomeno Facebook sotto vari punti di vista.
Molta attenzione è posta sulle ragioni anche psicologiche per cui Facebook è diventata una attrattiva tanto forte arrivando a parlare di una sorta di pornografia emotiva che coinvolge tutto e tutti.
L'abbandono della privacy per una fase di esibizionismo di massa travalica sicuramente i tentativi dei tanti servizi auto-organizzati come donttrack che tentano di limitare o quanto meno far prendere coscienza della deriva di privacy in Rete ad opera dei meccanismi di raccolta dati e marketing operati da Facebook ed altri Big del digitale come Google.
Se però a Google gli si riconosce una certa utilità sociale cognitiva tanto da definirlo illuminista sono Facebook ed altri servizi che esibiscono dati personali online a ricevere gli strali del collettivo di Ippolita.
Inaspettamente, anche Wikileaks finisce nel mirino delle critiche in quanto meccanismo di un voyeurismo di massa globale che diventa funzionale al rafforzamento di una società dello spettacolo che è substrato indispensabile per l'anarco-capitalismo alla Faebook.
Una delle conclusioni più condivisibili di questa meritoria opera rimane l'invito a riconsiderare con la dovuta attenzione lo slogan più noto di McLuhan ovvero "il mezzo è il messaggio" e quindi rimettere al centro delle nostre attenzioni il contenuto indipendemente dalle piattaforme con le quali si voglia distribuirlo...
Enrico Bisenzi
Inserito il 7 di giugno 2012
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