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Nuovi tipi di piramidi e vecchi modelli di faraoni

L'innovazione digitale si sposa spesso con modelli di arricchimento e ridistribuzione economica di stampo molto antico.

Facebook_profittiL'annuncio dell'entrata in Borsa di Facebook ha scatenato molta eccitazione per la sua valutazione stratosferica dato che sfiorerà molto probabilmente i cento miliardi di dollari.

Contemporaneamente si registrano valutazioni finanziarie paradossali per iniziative digitali di scarso rilievo industriale come i 9 miliardi per il videogioco da smartphone Angry Birds.

Cosa succede dunque se, ad esempio, una applicazione per ritoccare le immagini (Instagram) viene valutata più di un giornale come il New York Times con rotative, tipografi, giornalisti, sedi fisiche, fattorini, spedizionieri, eccetera?

Facebook-dipendentiSuccede che forse sono tate imposte delle regole che stanno producendo paradossi ingiustificabili anche sotto il profilo della valutazione economica ed industriale e comunque con un impatto sociale negativo.

Il grafico recentemente pubblicato dall'Economist dimostra peraltro una verità sotto gli occhi di tutti ma volutamente sottovalutata dalla classe politica: più le aziende sono fondate su un modello di produzione digitale della ricchezza e più la medesima ricchezza è ridistribuita in maniera piramidale quasi che la modernità digitale ci faccia ripiombare a tempi medioevali o ancor più di antichi regni egizi dove erano in pochissimi a godere della ricchezza prodotta da molti.

Prendiamo ad esempio Facebook dove a fronte di una popolazione interessata dalle sue attività mediatiche che oramai si avvicina al miliardo di persone si registra una capitalizzazione che molto probabilmente si attesterà sui cento miliardi di dollari ma a fronte di un numero di impiegati che non raggiunge neanche le 5.000 (cinquemila) unità. Gli stessi impiegati, peraltro, ed ovviamente, usufruiranno di stipendi ben lontani dai faranoici utili-profitti prodotti che continueranno ad essere accumulati da un numero ristrettissimo di privilegiati azionisti di maggioranza e dal management di riferimento.

In definitiva il modello Facebook si può ricondurre ad un ecosistema comunicativo digitale alimentato su base volontaria da un miliardo di persone, governate da meno di cinquemila impiegati modestamente pagati e a favore di un centinaio (?) di persone che stanno accumulando fortune miliardarie: nel Medioevo o ai tempi dei faraoni egizi era forse meno piramidale il meccanismo di accumulamento e ridistribuzione delle ricchezze prodotte?

Meditate, gente, meditate...

Enrico Bisenzi

Inserito il 15 di maggio 2012
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Lista dei blog che mi linkano "Nuovi tipi di piramidi e vecchi modelli di faraoni":

Commenti

Interessante!...ci starebbe bene anche un articolo sui followers fasulli di twitter e facebook comprati con pochi dollari...

Inserito da Manu il 17 di maggio 2012, 09:01

Prossimamente su questi schermi allora... ;)

Inserito da ferry il 18 di maggio 2012, 07:05