Cyber attivismi e cyber repressioni
Aumentano esponenzialmente le esperienze di attivismo digitale ma contemporaneamente anche le contro-iniziative di repressione.
Il cosiddetto hacktivism ovvero il prestito di competenze digitali a movimenti di tipo sociale è stato un fenomeno importante in Europa ed anche in Italia grazie ad iniziative come gli hackmeeting o gli hacklab.
Ora questa attitudine di applicare le innovazioni digitali alle istanze sociali sembra spostarsi in altri continenti: è molto attiva infatti la scena dell'America Latina dove di recente si è tenuto il Desarollando América Latina ovvero un importante meeting di smanettoni "per sviluppare applicativi da utilizzare in materia di istruzione, sicurezza e bilancio statale".
Il resoconto del meeting narra di vere e proprie scuole di hacker che dedicano le loro idee ed energie chessò per "calcolare la somma che i genitori devono risparmiare, a lungo termine, per sostenere economicamente un figlio iscritto all'università" o magari sviluppare una una piattaforma "in cui le persone di un quartiere possono segnalare sulla cartina un luogo rischioso (dove accadono rapine, violenze, ecc.) e dare vita a discussioni con i vicini in cui si cercano soluzioni per combattere queste situazioni".
Contemporaneamente impressiona il report 2011 appena pubblicato di Reporter senza frontiere in cui si evidenzia una recrudescenza di arresti ed addirittura omicidi di attivisti digitali perlopiù in una fascia geografica che si estende dal nord-africa all'estremo oriente del pianeta.
Intanto ad Occidente intorno al SOPA divampa la rivolta....
Enrico Bisenzi
Inserito il 2 di gennaio 2012
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