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La realtà aumentata a misura di smartphone

Sono sempre più numerose le applicazioni di realtà aumentata supportate da informazioni in stile wiki.

Per il terzo anno consecutivo Wikitude risulta essere il miglior browser di realtà aumentata secondo riviste specializzate del settore come Augmented Planet ed in ogni caso un'applicazione multipiattaforma (samsung, blackberry, ecc.) veramente utile per chi ama viaggiare senza rinunciare al conforto dell'informazione e della comunicazione digitale.

WikitudeE' impressionante, in effetti, la quantità di informazione che Wikitude ci offre parametrizzando la nostra geolocalizzazione e facendo apparire nell'immagine che stiamo riprendendo con la fotocamera del nostro smartphone dei popup collegandosi a fonti informative di tipo social o wiki tipo twitter, you tube, flicker o wikipedia.

Ad esempio trovandosi nelle vicinanze ed inquadrando un monumento possiamo usufruire di wikipedia per avere informazioni sul medesimo.

Qualora, ed è probabile, ci sia una diffusione di massa di questo nuovo tipo di percezione ed interpretazione della realtà che ci circonda - mediata dal gadget tecnlogico di turno rigorosamente connesso ad Internet - l'importanza comunicativa dei network social e wiki di cui sopra aumenterà esponenzialemente.

In ogni caso sarà interessante vedere come e se alcuni smartphone apparentemente in declino come il blackberry continueranno a puntare non solo su politiche di acquisizioni per risalire la china ma anche offrendo nuove opportunità informative e comunicative per ora di nicchia ma innegabilmente in rapida ascesa.

Inserito il 28 di dicembre 2011
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Il rapporto triste fra social ed accessibilità

La denuncia di un famoso sviluppatore non vedente sullo scarso livello di accessibilità dei più famosi social network.
 
Fa sempre effetto vedere il Marco’s accessibility blog perchè sicuramente l'icona standard di Wordpress degli alberi sul viale stride con le super competenze espresse da questo blogger.  Peraltro Marco Zehe non è solo un bravissimo svilupattore ma uno sviluppatore non vedente ed ha ovviamente di meglio da fare che non personalizzare il proprio template a livello visuale..
 
L'ultimo suo post è un grido di denuncia dello scarso livello di accessibilità dei più importanti social network ai quali peraltro non dovrebbero mancare risorse per imepgnarsi anche su questo fronte. Ecco il triste scenario...
 
Twitter è pressocchè inaccessibile da tastiera: l'unica cosa accessibile è l'operazione di following mentre per il resto conviene utilizzare non direttamente Twitter ma alcuni suoi client ed in particolare Easy Chirp (non a caso precedentemente chiamato Accessibile Twitter) che sicuramente danno delle garanzie di accessibilità in più rispetto all'utilizzo diretto della nuova interfaccia.
 
Mark_zuckerbergFacebook con la sua timeline fa molti passi indietro sul fronte dell'accessibilità (mancanza di strutturazioni tramite headings, ecc.) e speriamo che sia per Facebook che per gli altri social sia solo questione di cercare delle soluzioni per le ultimissime interfacce elaborate appunto.  Ancor più problemi Facebook Messenger e la sua mancanza di etichette sui pulsanti.
 
Per Google Plus nessuna delle promesse della prima ora in tema di accessibilità è stata mantenuta e viene considerato il suo utilizzo impossibile da tastiera ed ancor più con uno screen-reader.
 
Anche Yammer purtroppo ha serissimi problemi di accessibilità ma va anche detto che esiste un serio servizio di supporto tecnico rapidamente raggiungibile.
 
Unica nota totalmente positiva dello scenario è identi.ca: un servizio di micro-blogging completamente accessibile: la ragione di tutto ciò, secondo Marco, risiede nel suo essere un progetto completamente Open Source.
 
Dunque i problemi dei grandi social network a cominciare dalle questioni della privacy risiedono forse nel loro essere progetti chiusi e lontani dal modello sempre più vicente dell'Open Source?

Inserito il 26 di dicembre 2011
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A scuola di giornalismo dati

Anche in Italia ora c'è la possiilità di imparare a fare il giornalista, cercando, estrapolando ed elaborando dati.
 
Dispiace che sia una iniziativa di formazione a pagamento (ad un costo relativamente impegnativo) perchè il primo corso di alta formazione in Open Data Journalism mai realizzato prima in Italia è veramente una occasione rara per imparare a fare giornalismo con i dati.
 
Data-journalismDai docenti (firme di primo piano del panorama italiano come Gian Antonio Stella ma anche esponenti di punta del Guardian) al programma didattico (Infografiche e strumenti di visualizzazione dei dati: Google Fusion, Web semantico e estrazione delle informazioni dal web, eccetera) è veramente una iniziativa di forte attrattiva per tutti coloro che aspirano a diventare giornalisti di dati ovvero per coloro che bramano il piano della narrativa attingendo da dati statistici di vario tipo. 
 
La rivoluzione degli Open Data che sta attraversando le Pubbliche Amministrazioni di mezzo mondo riuscirà definitvamente a sconfiggere l'ossessione del copyright proprio grazie a questa nuova categoria di giornalisti?

Inserito il 23 di dicembre 2011
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Lo sguardo di Google sul 2011

Zeitgeist è uno strumento sempre più raffinato di sentiment analysis a livello mondiale.

Tutti gli anni Google ci fa un regalino di fine anno pubblicando i dati statistici relativi alle query più utilizzate dagli utenti finali.

Negli anni Google Zeitgeist è diventato uno strumento statistico sempre più raffinato fino ad arrivare all'edizione 2011 che è un report interessantissimo di dati statistici suddivisi per numerosi paesi presi in esame.

L'aspetto interessante di questo specchio del mondo multiculturale è che vengono fornite le query più emergenti (così come quelle più in discesa) e con un occhio di riguardo ai settori di ogni singolo paese in cui si è registrato maggiore interesse.

E' interessante ad esempio notare come nello stesso continente africano nel profondo Sud e per l'appunto nel SudAfrica sia lo sport a farla da padrone con query come 'rugby world cup' mentre all'estremo opposto dello stesso continente, in Egitto, sia una query in lingua araba la cui traduzione in inglese è 'Revolution of January 25' ad occupare il posto più ambito delle query più popolari...

Sarà anche interessante vedere nello Zeitgeist del prossimo anno, ad esempio, chi sarà il vincitore nella lotta fra iOs e Android.

Inserito il 21 di dicembre 2011
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Sul mutevole rapporto fra giovani e media

A venti anni dalla nascita del Web una riflessione sul fare Rete nella società della conoscenza.

La semisconosciuta ma attivissima Associazione Italiana per L’Educazione ai Media e alla Comunicazione ha organizzato un convegno a Cecina (LI) titolato Oltre lo specchio dei desideri e centrato sul cercare di capire come educare i giovani e i giovanissimi all'utilizzo dei media.

Rivista_medQuesta Associazione ha in una serie di docenti e ricercatori universitari i suoi massimi rappresentanti ma ha anche la capacità di aggregare molti illustri operatori della comunicazione e soprattutto un piccolo esercito di insegnanti di scuole di vario grado desiderosi di aggiornarsi professionalmente e confrontarsi scientificamente sul difficile compito della docenza nelle scuole italiane.

Nel primo giorno del convegno ci sono stati diversi interventi interessanti ma in particolare due sono stati per me particolarmente illuminanti.

Il primo titolato Il Web tra fruizione critica e partecipazione a cura della docente universitaria Maria Ranieri ha interessato la folta platea presente con numerosi stimoli sull'argomento fra i quali quello della sempre più emergente necessità di insegnamento ai media per i givani ed i giovanissimi senza però approcciare il medesimo con luoghi comuni: sulla questione della privacy rispetto ai teen-ager, ad esempio, alcune ricerche recenti dimostrano come non è assolutamente vero che il problema della privacy non è sentito dalle nuove generazioni le quali però interpretano il concetto di privacy come il problema di nascondere le proprie comunicazioni al mondo degli adulti!

Il dibattito scientifico esistente a livelo internazionale e presentato dalla Prof.ssa Ranieri è inaspettatemente molto consistente impattando concetti molto importanti come l'etica della comunicazione, l'affidabilità delle informazoni in Rete, la gestione della privacy (per l'appunto) e le possibilità di collaborare in Rete per una comprensione critica dell'informazione recuperata online.

Notevolissimi gli strumenti sviluppati e resi condivisibili sul Web fra cui le autorevoli Open Educational Resources.

Il secondo intervento che mi ha particolarmente ben impressionato è stato svolto da una persona attiva oramai da più di venti anni nello scenario televisivo, Mussi Bullini, ed attualmente Direttrice di Rai GULP.

Come la TV parla ai ragazzi è stato un escursus di riflessioni e dati statistici interessantissimi.

La bassissima qualità educativa di molti programmi televisivi cortocircuita pericolosamente con il loro succcesso fra le nuove generazioni (il 46 per cento di bambine fra gli 8 e i 13 anni sono attualmente accanite spettatrici di Uomini e Donne: Arrgghhhh....).

A confortarci di certi dati statistici di per sè sconfortanti la convinzione derivante da numerosi sondaggi, analisi e studi per cui il livello emotivo ("quello che ti fa sentire le farfalline nella pancia" ci ricordava la Mussi...) si svolge per gli adolescenti quasi esclusivamente su Internet a riprova che emozione fa evidentemente rima con interattività e comunicazione bidirezionale.

La Rete peraltro, malgrado sia ancora snobbata dall'Auditel, sta diventando sempre più veicolo parallelo o alternativo per prodtti televisivi con successi a volte inattesi: basti pensare che la trasmissione Social King della RAI è proprio su You Tube dove riscuote più successo con oltre un milione di visualizzazioni per puntata?!?

Alcune sperimentazioni poi di contatto mediatico fra TV e Web sono veramente curiose... sempre per la trasmissione Social King ad esempio ad un certo punto si è invitati a fotagrafare il QR Code mostrato in TV per prosegure delle attività sulla Rete: ma non vi sembra altamente simbolico fotografare la TV per proseguira la comunicazione digitale su altri mezzi?

Peraltro TV, videogiochi e computer sono vissuti in maniera diversa dagli adolescenti per cui se la prima (la TV) è associato alla fase del guardare, del passare il tempo e dello stravaccarsi, a console e Internet sono associati i concetti di muoversi, sfidarsi, riuscire...

Conseguenza di tutto ciò l'annuncio della prossima politica RAI che non sarà più studiare programma televisivi ma prodotti che saranno poi distribuiti (con ovvi e specifici adattamenti) ANCHE attraverso la TV ma senza tralasciare l'approdo su dispositivi mobili, Web, You Tube eccetera (anche perchè dati statistici come la vendita di un milione di kindle a settimana non possono certo essere più disattesi).

Il secondo giorno dell'intervento si sono poi svolti anche una serie di interventi laboratoriali fra i quali uno interessantissimo, coadiuvato da Isabella Bruni, su come Realizzare un portfolio con il cellulare facente parte del progetto europeo MyMobile: Education on the move.

Fa veramente piacere sentire queste voci e queste riflessioni ma il problema è che vanno ad incidere su uno scenario generale -anche politico - che purtroppo non prende in nessuna considerazione questo tipo di problematiche.

Cribbio! Tutti a preoccuparsi dell'ICI e degli aspetti economici dell'esistente... ma cosa ce ne facciamo di un minimo livello di benessere in una società dilaniata dal punto di vista culturale?

Enrico Bisenzi

Inserito il 19 di dicembre 2011
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Il magico mondo degli ausili

Affrontare la tematica accessibilità vuol dire anche mettere in gioco i nostri diversi piani di percezione dell'esistente.
 
Il convegno recentemente conclusosi dell'Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti (sezione provinciale di Massa Carrara) è stato un utilissimo incontro fra tutti coloro che si occupano di accessiiblità in Toscana.
 
Insieme alle malattie degenerative degli occhi, la riabilitazione e l'addestramento dei cani da guida,  argomento principe dell'iniziativa sono stati gli ausili.
 
Se non avessero una funzione serissima, socialmente utile ed umanamente preziosa per le persone disabili, gli ausili sembrerebbero quasi dei giocattoli (pur raffinati tecnologicamente), curiosi nel loro aspetto ed interessantissimi per le loro particolari funzionalità.
 
PollicinoIl catalogo di centrOstyle (una delle prime ditte attive in Italia sul fronte dell'ipovisione) è affascinante con i suoi ausili pensati per semplificare la vita quotidiana degli ipovedenti come nel caso dei video-ingranditori o degli audio-book che amplificano a voce o a vista per chi ha difficoltà di vista. Fra gli strumenti di test ad uso e consumo del personale medico sono per esempio le tavole di Ishihara per capire la percezione dei colori anche da parte di bambini o analfabeti.
 
Particolarmente interessanti le prove su strada (letteralmente) del bastone elettrico lions fornito in comodato d'uso con corso di formazione annesso per tutti i non vedenti che vogliono sperimentare le funzionalità accessorie di percezione degli ostacoli e dell'ambiente circostante attraverso la tecnologia ad infrarossi.
 
Enrico Bisenzi che ringrazia itespresso.it che continua ad essere una delle poche testate online italiane ad ospitare interventi sull'accessibilità Web

Inserito il 16 di dicembre 2011
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Google matematico

Il più famoso motore di ricerca svela la sua inevitabile passione per la matematica.
 
SupercalcIl suo funzionamento è basato perlopiù su algoritmi matematici e quindi non può stupire più di tanto che Google abbia deciso di fare un regalo ai suoi utenti amanti della matematica...
 
E' possibile infatti da pochissimi giorni visualizzare graficamente degli studi di funzione con possibilità di zoom e dettagli interattivi.
 
Un ennesimo segno di vitalità di Google che ha sempre più ambizioni di tuttofare con mire espansionistiche a 360 gradi sulle attività di comunicazione digitale: da non snobbare l'attacco frontale portato ad Amazon sul fronte dell'e-shopping.

Inserito il 14 di dicembre 2011
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Le opportunità digitali del futuro mediate dalla politica del passato

Purtroppo ancora oggi la politica è in grado di mortificare le innovazioni apportate dalla rivoluzione digitale.
 
Se si riflette un attimo all'ipotesi di cartello adombrata dall'Authority europea in fatto di e-book vengono i brividi...
 
Una rivoluzone di costume culturale come quella apportata dalla nascita degli ebook e degli e-reader mortificata da una illecita politica oligopolistica porta il costo di alcuni ebook addirittura superiore ad equivalenti titoli su carta.
 
CopyrightTutto ciò ovviamente succede in Italia e non ha niente a che vedere con la recente decisione svizzera di non mortificare, viceversa, il P2P alla luce di autorevoli studi che dimostrano per l'ennesima volta che un disinvolto fruitore del digitale diventa più facilmente anche consumatore e cliente del prodotto, visionato attraverso meccanismi di condivisione sociale.
 
Gli illusi del positivismo digitale si ricredano: la tecnologia non basta per migliorare lo stato di cose presenti. La qualità della vita di noi tutti dipende perlopiù dalla scelte politiche dei nostri governanti.
 
Enrico Bisenzi

Inserito il 13 di dicembre 2011
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Interfacce del futuro

La realtà che ci circonda viene aumentata fino  al rango di interfaccia per la comunicazione digitale.
 
Le sperimentazioni del Laboratorio Ishikawa Oku dell'Università di Tokyo e le prospettive di corto-circuito comunicativo e funzionale fra smartphone e consolle di videogiochi impressionano e fanno riflettere...
 
Qualsiasi oggetto che ci circonda sia esso digitale o no è candidato ad essere utilizzato come medium per la comunicazione digitale di una quotidianeità forse non troppo distante dal nostro presente.
 
Una comunicazione digitale dunque totalmente pervasiva ed avvolgente ed un mondo reale che potrà essere sempre più facilmente connesso con quello virtuale fino a confonderne confini, limiti e funzioni...

Inserito il 9 di dicembre 2011
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Ultima chiamata per il Web mobile

Il crescente utilizzo degli smartphone per la navigazione Web non può più essere disatteso.

Ho passato interi anni della mia vita a cercare di sensibilizzare chi mi stava intorno sull'importanza strategica della comuicazione digitale, poi di Internet, a seguire dei motori di ricerca e fra gli ultimi argomenti su cui ho cercato di attrarre attenzione sicuramente figura la comunicazione mobile.

Go-mobileTutto ciò è stato - almeno all'inizio - abbastanza scoraggiante in quanto raccoglievo perlopiù indifferenza, sospetto ma anche derisione rispetto ad alcuni suggerimenti da me proposti.

Anche sulla tecnologia mobile è stato pressocchè inutile cercare di sensibilizzare in tempo molte Web Agency sulla necessità di attrezzarsi professionalmente rispetto al prepotente emergere della diffusione di smartphone attrezzati (anche) per la navigazione Web.

Ora però i tempi stanno accelerando, anche le ultime statistiche in merito rilevano come la navigazione sul Web attraverso dispositivi mobili sia una consuetudine sempre più diffusa soprattutto fra le nuove generazioni (che per definizione delineano le tendenze del futuro prossimo che ci aspetta).

Se dunque un sito Web deve essere necessariamente ben performante non solo sul computer posto sulla scrivania del committente ma anche quando lo si videoproietta, lo si presenta su tablet, lo si testa da netbook e via dicendo altrettanto importante è la necessità di accontentare le necessità di navigazione e fruizione dell'utente mobile che mediamente ha meno luce, meno tempo, meno banda, meno spazio, meno corredo tecnologico di un consumer di tipo desktop.

Uno degli ultimi siti Web che ho trovato molto utili per affrontare l'argomento è sicuramente GoMo che spero possa servire d'ispirazione a chi ancora non si è convinto della necessità del Web mobile prima dell'avvento del 2012 durante il quale è prevedibile che la comunicazione mobile diventi uno standard e siti web che non riescono ad interagire con le nuove interfaccie un incomprensibile retaggio di un passato così prossimo ma già così diverso dal presente...

Enrico Bisenzi

Inserito il 6 di dicembre 2011
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