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Una directory Google per la widget mania

Non solo applicazioni Google ma anche di terze parti costituiscono la base informativa della directory Google Gadgets.
 
Gadget Alcuni webmaster si fanno prendere la mano ed infarciscono di script le proprie pagine arricchendole, in maniera veramente barocca, la propria homepage dei widget più disparati.
 
In effetti alcuni dei wiget proposti ad esempio dall'apposita directory di Google sono particolarmente divertenti ma anche utili se si pensa alla sezione dedicata alla traduzione multilingue.

Inserito il 30 di giugno 2011
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Contenuti doppi e motori di ricerca

Ora si può specificare la pagina titolare dei contenuti anche attraverso http header.
 
I motori di ricerca, e Google in particolare, sono sempre più attenti a cercare di capire se esistono contenuti dulicati online ed invitano i webmaster a specificare quale è la pagina originale (canonical) da distinguere dalle pagine doppioni (generate semrpe più spesso da sistemi di content management system).
 
Rel-canonical-google Fino adesso era possibile specificare l'elemento canonical attraverso sitemap o meta tag ma da pochi giorni è abilitata la funzione anche di specifica tramite http header che può risultare particolarmente comoda a chi è abituato a gestire i siti web da un profilo più prettamente sistemistico.

Inserito il 29 di giugno 2011
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Facilitazione linguistica mobile

I dispositivi mobili sono sempre più formidabili strumenti di traduzione multilingua.
 
Transl Che siano SamsungiPhoneAndroid sono oramai a disposizione di quasi tutti i tipi di dispotivi mobili formidabili apps che consentono di provare a tradurre tutto ciò che ci circonda.
 
Quasi fosse una scatoletta magica stile star-trek il nostro smartphone può acquisire immagini ed audio dall'ambiente circostante e tradurli nella propria lingua naturale di riferimento (cuturale).

Inserito il 28 di giugno 2011
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Layout fluidi e vecchi arnesi del web

Come far conciliare layout liquidi con le esigenze grafiche di un sito Web.
 
I layout liquidi ovvero quei layout che si adattano dinamicamente alle diverse risoluzioni degli schermi di diversi dispositivi sono sempre stati avversati dai grafici di turno in quanto non riescono a rispettare il più delle volte le rigide direttive grafiche predeterminate in fase di progettazione.
 
Fluid Un intervento autorevole della crew di Webmaster di A List Apart sottolinea la validità (anche grafica) dei layout liquidi grazie ad una proprietà CSS (fogli stile) recentemente presa in considerazione.
 
Grazie a max-width: 100% applicabile ad esempio al tag img (ma non solo!) è possibile permettere l'ingrandimento di un oggetto grafico (anche multimediale) fino alla sua massima grandezza naturale cosa che fa evitare il sovradimensionamento antiestetico di molti oggetti posizionati all'interno di layout elastici.

Inserito il 27 di giugno 2011
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Web ad Personas

Anche l'arte si confronta con l'emergente tema della net reputation.
 
Se vi trovate davanti ad una installazione artistica multimediale che vi chiede di inserire il vostro nome e cognome, fate attenzione perchè potreste trovarvi di fronte a Personas che scatenerà una cascata di output visuali ed audio costituiti da tutti i vosti dati pseudo-personali (se avete divulgato i vostri dati su Internet dovreste aspettarvi qualcosa del genere no?).
 
La risposta emozionale a sentire declamato a gran voce il proprio numero di telefono sopra una piccola folla di visitatori di una mostra è forte e improntata al senso di imbarazzo ma l'installazione del MIT intende proprio far riflettere sulla propagazione di informazioni personali in Rete.

Inserito il 24 di giugno 2011
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Accessibilità a tutto tondo nella PA

Interessante riflessione su cosa si può intendere per accessibilità dei siti Web del settore pubblico.
 
Una interessante lettura del rapporto Assinform sull'utilizzo dell'informatica da parte della Pubblica Amministrazione Locale ci aiuta ad estendere il concetto di accessibilità.
 
Accessibilità_per_sito Se, dunque, alle canoniche categorie di utenti con disabilità fisiche-sensoriali e caratterizzati da disabilità cognitiva si aggiunge le diverse tipologie di barriere tecnologiche (connessione lenta, mancanza di plug-in necessari per la consultazione del sito, eccetera) colpisce il "ventiquattro per cento di potenziali utenti che lamentano la mancanza di competenze e capacità adeguate per utilizzare Internet" così come "l'undici per cento di popolazione che viene esclusa da Internet perché non sa cosa sia o quali servizi offre". 

Inserito il 23 di giugno 2011
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Google e la Net Reputation

Nasce il servizio di Google per segnalare e ripulire contenuti inappropriati dal Web.
 
Poteva Google non buttarsi nella mischia dell'emergente settore della Net Reputation? Evidentemente no visto che il neonato servizio Me on the Web viene lanciato in grande stile come nuova opzione della Dashboard di Google accessibile solo tramite account Google (ça va sans dire...).
 
Profilepreview Per essere informati su quali informazioni personali stanno emergendo dal Web è possibile attivare specifici alert dopodichè le possibilità di azione sono tre: 
 
1. contattare webmaster collaborativi e proprietari del contenuto considerato illecito grazie a dettagliati tutorial informativi;
 
2. utilizzare servizi specifici di Webmaster tool per rimuovere immagini ed url qualora si sia webmaster dei contenuti da oscurare;
 
3. speciali form di contatto per segnalare a Google contenuti illeciti in qualche maniera ospiti di Google o messi in evidenza attraverso il motore di ricerca.
 
Nel mare magnum informativo di Internet un altro livello di complicazione in più per emergere o affondare (a seconda dei gusti) nei flussi informativi della comunicazione digitale.

Inserito il 22 di giugno 2011
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Fra i 3 e 5 anni si naviga da soli sul Web in Italia

Usi e costumi dei nativi digitali italiani si confrontano con le generazioni precedenti.
 
Esiste veramente una frattura antropologica fra le diverse generazioni di utenti del digitale?
 
C'è stato un interessantissimo intervento del Professor Ferri (Università della Bicocca di Milano) alla Strozzina dal titolo Immigranti e nativi digitali, nel corso del quale è stata esposta un'affascinante teoria sulla frattura antropologica in atto fra le diverse generazioni che si stanno rapportando al digitale dovuta ai diversi meccanismi di apprendimento.
 
Cccs_event A riprova delle differenze generazionali ,sono stati illustrati alcuni rilievi statistici fra cui una indagine della Preziosi (la nota azienda che produce i famosi Gormiti) su un campione significativo della propria clientela che ha rilevato come il 36% dei bambini fra i 3 e 5 anni naviga da solo sul Web!
 
Una fetta consistente di una Bit Generation sempre più corredata di appendici digitali (il 25% possiede una Nintendo Ds) si trova quindi sempre più spesso in assoluta solitudine a rapportarsi con la comunicazione digitale.
 
Questo nell'ambito privato mentre in ambito publbico in Italia solo il 7% di classi scolastiche ha internet mentre nel Regno Unito la percentuale è del 100% (dove però hanno investito 13 miliardi di sterline, l'equivalente dell'investimento italiano per i caccia F 135 come faceva notare Ferri).
 
La tesi scivolava quindi ben presto sull'esigenza di trasformare in digitale quanto prima il nostro modello di insegnamento senza però andare sufficientemente in fondo al ragionamento espresso e pensare alle possibili conseguenze, dimostrando a mio parere un eccesso di positivismo digitale...
 
Dove andrebbe a finire la narrazione orale e la comunicazione emozionale? Sono forse da considerarsi inutili oltre che vetuste?  E la mediazione tecnologica proposta non inciderebbe negativamente sui livelli di attenzione e sulla trasmissione di autorevolezza?
 
La rivoluzione digitale è inevitabile ma come governarla al meglio anche nel settore scolastico non è argomento di poco conto.
 
Enrico Bisenzi
 

Inserito il 21 di giugno 2011
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Yahoo! si occupa delle ricerche fra le app

Finalmente i motori di ricerca si preoccupano di agevolare gli utenti app nelle loro mansioni di ricerca.
 
Apps Non si capisce bene come mai si è dovuto aspettare così tanto ma finalmente Yahoo! con il suo servizio App Search colma una incredibile lacuna e ci offre la possibilità di cercare nello sterminato mondo delle apps.
 
Utilissimo, permette di navigare nei sottomondi iPhone e Android e di ricercare per pertinenza rispetto alla query effettuata ma anche fra app e pagamento e app gratuite.
 

Inserito il 20 di giugno 2011
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Il media center si fa multipiattaforma Web

La filosofia del free multipiattaforma invade anche il settore emergente dei media center.
 
L'interoperabilità tecnologica dovrebbe essere una motivazione alla base di qualsiasi iniziativa basata sulla comunicazione digitale in quanto la capacità di poter veicolare (se non imporre) un linguaggio di riferimento trasversale è ciò di più vincente che si possa immaginare.
 
Media-center Probabilmente sono convinti di ciò anche la crew di sviluppatori di xbmc (il nome deriva da dei punti di contatto iniziali con il progetto x box) che hanno sviluppato una soluzione software per l'installazione di un media center in salotto grazie alla disponibilità di un PC sul quale può girare indipendentemente Linux, Windows o il sistema operativo della Apple.
 
Ovviamente comandabile anche tramite interfaccia Web situata su altro pc connesso in remoto perchè sembra che più si parli di morte del web e più il web si riaffacci nelle forme e per le funzioni più inaspettate.

Inserito il 17 di giugno 2011
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