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Google Chrome, IE8 e la pubblicità online

PrivacyVediamo come le novità previste in Internet Explorer 8 ed il lancio del nuovo Google Chrome condizionano il mercato dell'advertising su Web.

Google ama lo spirito mainstream ed è per questo che la massa segue Google.

La gente sceglie la semplicità e Google semplifica la maschera di ricerca; la maggior parte delle persone (ancora) preferiscono Windows come sistema operativo ed ecco che il nuovo browser di Google si presenta installabile solo per Windows (ma presto anche per Mac e Linux); le persone fanno finta di appassionarsi alla privacy ed ecco che la funzione cosiddetta porno-mode (per la cyber-navigazione riservata) viene offerta anche da Google Chrome.

Nell'entusiasmo suscitato dal provare il nuovo browser partorito dal motore di ricerca più utilizzato al mondo, non si è ancora letto nessun tipo di riflessione critica sulle conseguenza che potrebbero avere Chrome e IE8 sulla pubblicità online .

Alcune caratteristiche del nuovo browser di Google fanno sicuramente riflettere nei termini di reale difesa della privacy dei propri dati. Già nella fase di installazione colpisce la frase "aiutaci a migliorare Google Chrome inviando automaticamente a Google le statistiche sull'utilizzo e segnalazioni sugli arresti anomali" fa sicuramente riflettere sul reale utilizzo dei dati personali delle nostre navigazioni da part dei provider, soprattutto quando sono provider strategici come Google.
Sia chiara infatti una cosa: un conto è non registrare sul proprio PC una serie di dati (cookies, cronologia eccetera), attivando le cosiddette funzioni porno mode offerte da quasi tutti i browser di ultima generazione, ma ben altra cosa è rendersi conto che le stesse informazioni possono essere tranquillamente salvate - e indipendentemente dalla nostra volontà - da chi ci fornisce Internet, dai fornitori del software che utilizziamo eccetera.

In fase di utilizzo di Google Chrome e contemporaneamente all'uso di un firewall, è curioso notare quante volte (tante) viene richiesta la connessione (pur NON avendo dato il permesso sulle statistiche di utilizzo) ai server di Google, da notare anche la funzionalità insita nel nuovo browser, equivalente (in parte) a Google Suggest, nella barra degli indirizzi da digitare.

Ora pensiamo per un attimo: esiste un colosso che detiene (per meriti sul campo, beninteso!) quasi il monopolio sul business dei motori di ricerca (e conseguentemente sulla pubblicità online), che immagazzina - anche tramite altre iniziative di successo come Google Analytics - molti dati sulle navigazioni dell'utente finale; quest'ultimo tassello di monitoraggio delle nostre abitudini non può che lasciarci riflettere.

Se ci avessero detto qualche anno fa che esiste un colosso privato in grado di sapere cosa cerchiamo sul Web (attraverso Google) e anche come navighiamo online (attraverso l'uso diffuso di Google Analytics sui siti Web e del prevedibile uso da parte di molti del nuovo browser), forse avremmo pensato veramente all'avvento del Grande Fratello.
Paranoie complottistiche di scarso interesse a parte, la realtà è che esiste un attore economico importante che detiene il controllo del mercato della pubblicità online e che ora ha tutti gli strumenti per monitorare le abitudini del suo target di riferimento!
E per quanto riguarda le novità di IE8?
Si chiamano WebSlices e saranno una delle novità di punta di IE8.
Fra le nuove funzionalità del nuovo Internet Explorer si vedono quelle che consentiranno di rendere la navigazione su Web meno tracciabile.
Sarà possibile inibire la memorizzazione cronologia, cookies e dati digitati nei form così come la visione di pop-up.

Accorgimenti sicuramente salutati con favore da chi vuole una navigazione del Web impersonale (ma non anonima), ma che stanno spaventando i tanti inserzionisti pubblicitari che oramai prediligono il Web agli altri media proprio perchè consente di scegliere con precisione il target da raggiungere.
La guerra dei browser viaggia dunque parallela alla guerra commerciale che si sta combattendo sui motori di ricerca e la pubblicità online. Insomma: non crediate di essere immuni attivando una qualsiasi delle funzioni cosiddette porno mode, perchè siete esattamente - e comunque - al centro di questo conflitto.

Inserito il 3 di settembre 2008
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Commenti

Mi sembra che l'analisi non faccia proprio una piega... Però si dorme ancora. Quando arriverà il sistema operativo targato Google che svuota di significato averne un altro preinstallato, e quando all'accensione di un PC si sarà tutti subito online, allora - e solo allora - creeremo l'Authority competente :-)

Inserito da Yoshua68 il 3 di settembre 2008, 05:26

concordo, si guarda alle facce oscurate si' o no su Street View (una privacy da bar), ma non al cuore del problema!

Inserito da Lynx il 3 di settembre 2008, 05:56

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