La Legge Stanca rema contro il Web 2.0
Un'intervista al direttore dell'ufficio italiano del W3C ci ricorda come i requisiti tecnici della legge italiana sull'accessibilità Web siano da riformare per adeguarsi all'evoluzione tecnologica del Web.
Spesso i requisiti tecnici della legge Stanca sono stati criticati per essere ambigui e contraddittori: troppo esigenti su alcuni aspetti formali tanto da pregiudicare la fattibilità di una loro applicazione.
Ad esempio il requisito numero 15 "Garantire che le pagine siano utilizzabili quando script, applet, o altri oggetti di programmazione sono disabilitati oppure non supportati..." rappresenta un serio ostacolo per i portali di e-learning che si basano perlopiù sul javascript per molte loro funzionalità di base (monitoraggio delle attività degli utenti connessi incluso).
Ora ad affermare che il problema sollevato dal requisito 15 "è in gran parte superato, in quanto le tecnologie assistive più diffuse (eempio JAWS) nelle loro versioni più recenti non presentano problemi di incompatibilità" è Oreste Signore, ricercatore presso il CNR-ISTI e responsabile dell'Ufficio Italiano del W3C.
Inserito il 18 di luglio 2007
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