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Il primo validatore per la legge Stanca

È canadese il primo valutatore semi automatico per verificare il rispetto della normativa italiana sull'accessibilità.
avrebbe potuto realizzarlo il CNIPA ed invece lo ha fatto l'Università di Toronto ed in particolare il prestigioso Adaptive Technology Resource Centre che sull'accessibilità sviluppa da anni progetti di ricerca noti a livello mondiale (A-Prompt e A-Tutor per citarne due fra i tanti).
Web Accessibility Checker è un'applicazione Open Source sperimentale (di cui esiste anche una versione beta in italiano) che permette di testare una pagina Web sotto il profilo dell'accessibilità secondo svariati parametri fra cui - udite, udite - la Legge Stanca.
Manco a dirlo, dei 40 siti italiani che espongono il bollino dell'accessibilità ben 20 siti (esattamente la metà e fra cui lo stesso Cnipa) non passano con certezza - attualmnente - questa validazione.

Enrico Bisenzi

Inserito il 13 di marzo 2007
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Lista dei blog che mi linkano "Il primo validatore per la legge Stanca":

Commenti

Un chiarimento se posso: hosempre sentito dire che la legge Stanca è fatta in modo tale da non permettere una esaustiva validazione automatica.
E' vero?
Un'altra cosa. Sul sito di speakage leggo che per mettersi in regola basta fare parlare il sito, ha senso?

http://www.speakage.com/spnew/speakage.htm

dadda

Inserito da Roberto Dadda il 13 di marzo 2007, 10:58

E' vero che per rispettare la legge Stanca cosi' come qualsiasi altro parametro sull'accessibilita' NON e' sufficiente una validazione automatica ma magari facilita il compito per individuare piu' velocemnte i problemi piu' grossolani.
Far parlare il sito (bisogna poi vedere come) aiuta i non vedenti poi ci sono i sordi, gli ipovedenti, i daltonici, i disabili motori, cognitivi, epliettici ecc.

Inserito da Enrico il 14 di marzo 2007, 06:19

Ma perchè non ammettere che la Legge Stanca è stata un flop colossale dello scorso governo e che anche quello attuale non è riuscito a recuperare? Perchè l'incapacità politica deve sempre ricadere sui cittadini (magari disabili)?

Inserito da Giulia il 14 di marzo 2007, 09:10

Far parlare i siti e' una chance. Ma, per chi lavora sulle disabilita', sa che il Web oggi e' inaccessibile non solo per ipovedenti e non vedenti (a cui si puo' risolvere con il Web parlante), ma anche per tutte le altre disabilita' (ce ne sono veramente tantissime)

Il Web inaccessibile e' un grave problema (oltre che una lacuna etica) anche perche' i disabili usano molto le nuove tecnologie e Internet, proprio per avvicinarsi in modo virtuale al reale (al di la' del monitor): se l'ascensore non mi porta giu' in strada (problema terribile e comunissimo in tanti condomini...), spero che mi porti nel mondo il Web.

Ma se il Web non e' accessibile universalmente, e' un gran problema...

Oltretutto, ricordiamoci che un Web accessibile e' anche un Web scandagliato dagli spider dei motori di ricerca...

Inserito da Lynx il 14 di marzo 2007, 01:53

Il fatto che la metà dei siti bollinati non abbia passato la validazione automatica e' doppiamente grave perché si potrebbe anche pensare che l'altra metà dei siti che ha passato la validazione automatica forse non passerebbe la validazione soggettiva della Legge Stanca che è ancor più esigente.

Inserito da Elio il 14 di marzo 2007, 03:43

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