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Creative Commons License

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Il Web 2.0 fa breccia nelle istituzioni

I tribunali americani considerano Wikipedia affidabile, la Biblioteca Nazionale cilena adotta la Creative Commons.
Algunos derechos reservados: fa un certo effetto vedere la scritta in spagnolo della nota licenza Creative Commons, che così tanto ha contribuito alla diffusione del sapere in Rete, nientemeno che sull'homepage ufficiale della Biblioteca Nazionale cilena.
Ancor più scalpore ha fatto la notizia che ben 100 sentenze americane (di cui 13 hano riguardato la Corte di Appello) hanno chiamato in causa Wikipedia come fonte di verità giuridica.
Una notizia rimbalzata sul The New York Times e che ha scatenato un acceso dibattito fra gli accademici e giuristi d'oltreoceano.
Il Web 2.0 quindi viene sdoganato dalle stesse istituzioni che se ne appropriano sempre più spesso per il bene comune (speriamo).

Inserito il 28 di febbraio 2007
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Il Web salverà il pianeta?

Due importanti iniziative ecologiche si avvalgono del Web come cassa di risonanza.
Ha fatto scalpore che la Honda abbia deciso per il grande circo della Formula 1 di rinunciare alle sponsorizzazioni sulla sua macchina da corsa facendo diventare l'avveneristico modello Ra-107 uno splendido scenario planetario sul quale ognuno può imprimere minuscole firme facendo delle donazioni ad associazioni ambientaliste attraverso l'apposito sito www.myearthdream.com.
Nel frattempo sta diventando un successo planetario il documentario di Al Gore (battuto alle presidenziali da Bush per una manciata di voti molto controversi nella Florida) dopo essere stato premiato agli Oscar per il suo impegno nel diffondere l'allarme sulla crisi climatica dovuta a sovrapopolamento ed inquinamento industriale. Malgrado la sua rappresentazione naturale sia nelle sale cinematografiche il sito www.climatecrisis.net diventa - nelle stesse intenzioni del regista - uno strumento di diffusione di questo drammatico grido di allarme, ma anche una forma di dibattito attraverso i numerosi blog ospitati su temi ambientalisti.
Il messaggio di Al Gore è molto didattico ed efficace quanto semplice: o diamo una svolta alle nostre politiche ambientali oppure il pianeta è destinato a collassare in meno di dieci anni . Ma non è meno efficace la provocazione della casa automobilistica Honda che rinuncia agli sponsor per lanciare anch'essa un allarme ed un invito ad ascoltare (e sostenere) maggiormente le cause ambientaliste.
E' interessante il metodo scelto da Al Gore per diffondere il suo messaggio, non solo l'unidirezionale distribuzione cinematografica, ma anche un faticoso tour di centinaia di presentazioni vis-a-vis in tutto il mondo e soprattutto il passa parola anche attraverso gli strumenti della Rete.
Se l'indifferenza dell'opinione pubblica dei paesi industrializzati sulla crisi ambientale è pilotata ad arte dai media tradizionali - tesi dimostrata da Al Gore nel suo documentario - ci si appella alle caratteristiche di libera espressione e confronto dela Rete per tentare di smuovere le coscienze. E' proprio il caso di dire: chi vivrà, vedrà.

Inserito il 27 di febbraio 2007
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A banda stretta

Dal Piemonte alla Calabria proliferano i blog per reclamare più banda per tutti.
A banda stretta è stato il primo blog dei cittadini piemontesi che - tagliati fuori dall'accordo regionale per la diffusione territoriale della banda larga - si sono fatti sentire in Rete e fuori per reclamare un diritto che dovrebbe essere universale per tutti ad accedere ad Internet.
Opportunità molto sentita sia dai singoli cittadini che dalle aziende - quella di accedere a pieno titolo al Web - e rivendicata così a gran voce non solo da attirare l'attenzione di motissime testate elettroniche e cartacee, ma da indurre iniziative simili all'altro capo dello stivale: Senza Rete infatti è un blog di cittadini calabresi che al pari dei piemontesi cerca di dimostrare, con appelli e cartine, che la banda larga non può essere negata a nessuno.
Di blog in blog, passando dal portale Forum della Pubblica Amministrazione, riusciranno i nostri eroi a convincere i politici a cogliere l'occasione del Wi-Max per garantire la banda larga a tutti (ma proprio a tutti), per sconfiggere il digital divide in Italia?

Inserito il 27 di febbraio 2007
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Open Office diventa accessibile

Il consorzio Oasis definisce un nuovo standard che renderà accessibile le applicazioni basate sull'Open Document Format, prime fra tutte Open Office.
Il formato standard OpenDocument è oramai il formato di riferimento per le applicazioni di tipo Office e quindi è importante l'annuncio dato da Oasis per cui l'Open Document Format si renderà accessibile alle persone con disabilità.
L'obbligo di assegnazione di alternative ed etichette testuali per oggetti altrimenti non interpretabili dalle persone non vedenti sarà uno dei principali punti forza di questo nuovo standard di accessibilità, mentre particolare attenzione verrà dedicata anche all'ordine di lettura della navigazione da tastiera per facilitare chi è impossibilitato all'utilizzo del mouse.
IBM, Sun e l'Istituto inglese per per persone non vedenti hanno fortemente contribuito alla realizzazione di questo standard che dovrebbe ottimizzare l'utilizzo di Open Office quando abbinato ad ausili quali screen-reader od ingranditori di schermo per andare incontro alle esigenze delle persone diversamente abili.
Prevista anche l'esportazione delle alternative testuali nel formato file Pdf nel caso di selezione da parte dell'utente dell'opzione Tagged PDF.

Inserito il 25 di febbraio 2007
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Delude Italia.it

Il portale sul turismo italiano delude, anche sotto il profilo dell'accessibilità.
E' partito il tiro al bersaglio sui newsgroup, blog e mailing-list della Rete sul portale del turismo italiano - italia.it - che dopo due anni e decine di milioni di euro spesi, era investito di molte aspettative.
Addirittura Prodi e Rutelli si sono scomodati a presentare il logo del portale che ha fatto ridere ed arrabbiare i grafici di mezza italia spingendo addirittura qualcuno a mettere online spiegazioni dettagliate sul perchè quella strana grafia verde non sia degna di rappresentarci.
Ma è il portale che doveva essere un esempio di eccellenza a deludere per moltissimi aspetti: sa di vecchio con tutte quelle tabelle e quel pesante flash d'apertura dotato di skip minusolo e integrato nel flash, pieno zeppo di svarioni (a cominciare da quelli linguistici) ma soprattutto non un campione di accessibilità e questo delude per le risorse e gli obiettivi del portale.
Peraltro ammesso nell'apposita area  Sezioni non ancora accessibili il portale italiano sul turismo non solo non è conforme alla legge Stanca, ma rivela delle caratteristiche di ingenuità e scarsa professionalità inaccettabili per un progetto del genere. Colpisce infatti che il portale mal si adatti alle esigenze dei dispositivi mobili - eppure il referente principale è un soggetto per sua natura mobile come è un turista- ed ancor di più la lunghezza enorme delle sue url (comprese le sezioni principali) lo rendono molto poco search engine friendly, aspetto anche questo strategico per un portale sul turismo internazionale...
Un capolavoro pensato probabilmente NON per accontentare le esigenze del suo potenzale target (turisti italiani e soprattutto stranieri), ma per soddisfare le dirigenze di ben due governi che lo hanno accompagnato nella sua difficile genesi...
Enrico Bisenzi

Inserito il 23 di febbraio 2007
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Nasce il primo motore di ricerca nazionalista

E' cubano il primo motore di ricerca che prende in considerazione le risorse informative di un solo dominio geografico: il proprio.
Il nuovissimo motore di ricerca di Cuba Ha fatto scalpore per l'aspetto folkloristico di mettere bene in evidenza i discorsi di Fidel fra le sue sezioni principali, ma colpisce soprattutto per il fatto di prendere in considerazione solo alcune risorse informative targate .cu ovvero solo i siti attinenti a Cuba.
Dos por tres è una beta, lo si vede anche dalla scarsa reattività dei tempi di connessione, e quindi non sarebbe corretto avventurarsi in giudizi prematuri, ma facendo un piccolo esperimento viene da pensare (male) sui criteri di scelta del bacino informativo preso in esame e sull'utilità della stessa scelta.
Utilizzando la query Cuba prima sul motore di ricerca targato .cu e poi su Google e Yahoo, specificando però ai motori generalisti di limitare la ricerca al dominio cubano, vengono fuori rispettivamente 93376, 1,200,000 e 1,450,000 dimostrando - se mai ce ne fosse bisogno - non solo che Yahoo! si conferma come il motore di ricerca che va più in profondità sul Web, ma che il criterio nazionalista arriva addirittura terzo rispetto alle possibilità tecnologiche dei concorrenti yankee.
Cuba comunque punta sull'hi-tech: come uno dei tredici paesi nemici di Internet secondo la lista nera di Reporters sans frontières, ma anche paese che scommette sull'Open Source ed ora anche nel settore strategico dei motori di ricerca con sviluppi tutti da seguire.

Enrico Bisenzi

Inserito il 21 di febbraio 2007
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I motori di ricerca verticali

Le alternative a Google e Yahoo sono a volte più vicine di quanto immaginiamo.
Ci lamentiamo spesso della scarsa offerta di motori di ricerca e di come - soprattutto in Italia - il tutto si riconduca ad utilizzare Google per qualsiasi esigenza informativa.
Eppure non sono pochi gli esempi dei cosiddetti motori di ricerca verticali - anche nostrani - ovvero di database specializzati su singole tematiche ed interrogabili al pari dei più blasonati motori di ricerca generalisti (Google, Yahoo, Windows Live Search, Ask eccetera).
E' il caso di Pressrelease Italia - che si autodefinisce l'ecosistema della cultura contemporanea - dove è possibile trovare informazioni aggiornate su tutto ciò che succede in Italia in campo artistico.
A volte, più che lamentarsi, converrebbe guardarsi intorno e magari scoprire risorse utili ed inaspettate. Magari anche made in Italy!

Inserito il 20 di febbraio 2007
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Actionscript accessibile

Si svolge a Napoli un seminario gratuito sul controverso obiettivo di rendere accessibile un oggetto flash.
Rendere accessibile un oggetto flash secondo la normativa Stanca, e più in generale rispetto alle esigenze - per esempio - di un non vedente, significa mettere il proprio file Swf a disposizione anche di chi può godere solo delle alternative testuali oppure di preoccuparsi delle intermittenze che possono scatenare una crisi di panico nelle persone epilettiche, od ancora renderlo fruibile a chi non può utilizzare il mouse oppure interpretare efficacemente i colori.
Difficile compito quindi che lo staff di Actionscrip.it cercherà di mettere a fuoco durante il seminario gratuito che si terrà presso la Città della Scienza di Napoli il prossimo sabato 24 febbraio.
Un'iniziativa meritevole e concreta in un momento in cui la legge Stanca risente dei propri regolamenti applicativi e gli enti si sono adagiati sull'impossibilità di applicarli per non affrontare affatto il problema accessibilità Web.

Inserito il 18 di febbraio 2007
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L'influenza dei motori sui giornali (e su ciò che li circonda)

I motori di ricerca non catalogano più la realtà che li circonda, ma la modificano: a cominciare dalle testate giornalistiche.
Si dice che un bravo documentarista, così come uno studioso professionale dell'ambiente o degli animali (etologo), sia colui che riesce ad osservare senza influenzare minimamente l'oggetto delle proprie osservazioni. Per molti anni i motori di ricerca si sono comportati così neWeb che li circondava: misteriosi osservatori che riuscivano a redarre indici da cui i comuni mortali potevano estrarre informazioni utili per il loro operato e mappe per il loro vagabondare in Rete.
Da quando il Web è diventato parte delle nostre vite e siamo entrati nella Google-era dove apparire in cima ai motori di ricerca è diventata una mezza ossessione per molti, il ruolo di Yahoo e search engine è radicalmente cambiato.
Le testate giornalistiche italiane ed internazionali - molte delle quali vedono nel Web un'ancora di salvezza dalla crisi dei media cartacei (e della tv generalista) - cominciano a darsi delle regole di scrittura search engine friendly. A cominciare dal segreto di pulcinella per cui avere un Cms che ti traduce il titolo dell'articolo in equivalente url e title della corrispondente pagina Web diventa una strategia importante per essere indicizzati efficacemente, ovviamente il tutto a scapito della fantasia. Dare un titolo a un pezzo di giornalismo era una volta espressione creativa, sintesi fulminante e istantanea giocosa: oggi in Rete è solo top ranking.
Ecco che i motori di ricerca da osservatori diventano agenti di cambiamento del Web, rompendo l'equilibrio fra realtà ed ordinamento, generando un circolo vizioso di ricerca della visibilità estrema. Forse sarà possibile sopravvivere solo con le armi della tecnica, ma recuperando anche un bel po' di fantasia e contenuti di qualità.

Inserito il 15 di febbraio 2007
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Il vento freddo del Web mobile

C'è grande movimento intorno al Web mobile, eppure sembra un vento capace di smuovere poca attenzione (almeno in Italia), un vento freddo come lo sono i paesi del Nord da dove continuano a provenire iniziative di eccellenza in tema.
Il Nord Europa continua a credere molto nel Web mobile e così mentre la finlandese Nokia insieme agli altri vendor hanno monopolizzato il meeting di Barcellona con prodotti tutti web-oriented, la norvegese Opera è sempre più impegnata nello sfornare nuovi browser e prodotti orientati a soddisfare utenti e mercato della tecnologia mobile. Addirittura con la preannunciata versione mobile di Opera 9 saranno possibili delle funzioni avanzate di navigazione sul Web degni dei più blasonati browser Firefox ed Internet Explorer: lo zoom delle pagine, l'apertura di più pagine Internet, il completamento automatico degli indirizzi, il password manager, il pop-up blocker e altre opportunità come l'invio di link via mail, SMS e MMS. Per avere un'idea della navigazione su Web mobile Opera mette a dispozione anche una demo su Java che emula la visione delle pagine Web tramite cellulari nella convinzione di intercettare l'emergente interesse delle nuove generazioni nell'utilizzare i dispositivi mobili per connettersi in Rete, comunicare ed utilizzare i motori di ricerca (sempre al meeting 3GSM di Barcellona addirittura si dibatte di ipotizzare uno standard per il mobile advertising). Non è ovviamente solo il Nord Europa a credere nel Web mobile; e di questo è facile convincersi se ci si sofferma a pensare all'investimento che Microsoft sta elargendo sul suo sistema operativo Windows mobile, giunto alla versione 6. Ma basterà a svegliare la sonnecchiosa Italia dal disinteresse per ora dimostrato verso questa nuova frontiera della comunicazione interpersonale ed aziendale?

Inserito il 14 di febbraio 2007
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