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Pensare in grande? Non sul Web

Gli Sms e la tecnologia mobile stanno contribuendo a sintetizzare il nostro modo di comunicare, anche online.
The Last Messages è il titolo di un libro scritto da un funzionario finlandese e realizzato interamente dagli Sms da lui spediti fra Europa e India durante il suo viaggio post-licenziamento. Il successo editoriale del libro, la dice lunga su come l'utilizzo della tecnologia mobile ed in particolare degli Sms stia influenzando fortemente il nostro modo di comunicare. In piedi, mentre viaggiamo, con poco tempo a disposizione, una piccola tastiera e con qualche occhio addosso a discapito della privacy, le nostre espressioni si restringono(necessariamente sempre più sintetiche) ma acìquistano popolarità, tanto che nella vicina Inghilterre lo slang sms non è più cosiderato errore nei compiti in classe degli studenti!
Così, mentre gli Europei fanno sempre più ricerche sul Web mobile ed anche i chip dei nostri PC si fanno sempre più piccoli, si fa strada la moda di un Web sempre più sintetico e accorciato, fino a trovare traccia di concorsi che invitano e premiano chi riesce a realizzare pagine Web gradevoli ed efficaci con soli 10 Kb di peso complessivo. Il futuro è piccolo? Less is more, come si diceva un tempo.

Inserito il 31 di gennaio 2007
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L’innovazione necessaria

Un libro sull'innovazione tecnologica lancia molti quesiti alla sfera politica.
Uscito a fine 2006, sotto licenza Creative Commons, e distribuito fin da subito liberamente in Rete, L'innovazione necessaria è una singolare quanto importante operazione editoriale che lancia interrogativi significativi al mondo della politica (e dal mondo della politica in buona parte provengono i suoi numerosi autori).
Evoluzione di una rivista cartacea - Il secolo della Rete - che ha fatto molto discutere, questo libro è ricco di numerosissimi interventi fra i quali è doveroso citare quello su  I ricercatori e l’Università della precarietà di Anna Carola Freschi, che forse rappresenta meglio di tutti lo spirito del libro (curato da Arturo di Corinto: attivista storico italiano nel campo dei diritti digitali).
L'intervento sui - purtroppo - noti problemi dell'Università e del mondo della ricerca italiana è infatti la punta di diamante di una serie di riflessioni: vere e proprie grida di allarme al mondo politico sull'incapacità di governare l'innovazione tecnologica (e telematica) che sempre più incide nel nostro quotidiano e sulle nostre prospettive di progresso sociale e individuale.
Se le esigenze di maggiore comunicazione e partecipazione sono ben formulate ,diventa - ogni giorno che passa - sempre più assordante il silenzio della politica, che sembra non curarsi adeguatamente del destino di settori percepiti come strategici per l'intera collettività.

Enrico Bisenzi

Inserito il 29 di gennaio 2007
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Query sempre più complesse sui motori di ricerca.

Secondo una recente indagine statistica gli utenti dei motori di ricerca effettuano ricerche sempre più complesse.
Un'inchiesta uscita a metà gennaio di RankStat ha evidenziato come, oramai, solo il 13% degli utenti dei motori di ricerca utilizza una sola parola chiave per effettuare le ricerche.
Così, mentre sono quasi il 30% coloro che utilizzano due parole per effettuar le query, quasi altrettanto sono coloro che impiegano ben tre parole chiave, mentre emergono percentuali significative - rispettivamente il 16% ed 8% - per coloro che utilizzano stringhe composte da ben quattro e cinque keyword.
Si potrebbe concludere che l'uso crescente dei motori di ricerca è sempre più raffinato ed esigente: lo sanno bene gli operatori della pubblicità che oramai non possono più solo limitarsi a dare buoni consigli su come fare una campagna pubblicitaria, ma devono considerare il Web come loro primario settore di intervento; il tutto mentre Google e rivali addirittura ipotizzano di fagocitare i mezzi tradizionali dell'advertising come la cartellonistica stradale.

Inserito il 28 di gennaio 2007
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L'Officina di restauro del Web è una realtà

L'Officina di restauro di siti Web dell'Accademia di Carrara trova un primo, prestigioso, sponsor e si propone come punto di incontro fra imprese e didattica.
Per chi abbia la necessità di avere una versione del sito Web ottimizzata per i dispositivi mobili (cellulari, palmari eccetera), migliorarne la visibilità sui motori di ricerca o infine metterla a norma sotto il profilo dell'accessibilità Web, è possibile usufruire dei servizi di una classe specializzata di studenti dell'Accademia di Carrara coadiuvata da un esperto del settore.
La prima realtà a credere in questo connubio fra esigenze reali e processi di apprendimento didattico è Firenze Tecnologia - Azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze - che ha incaricato l'O.R.S.A. (l'appena nata Officina di Restauro di Siti Web dell'Accademia di Belle Arti di Carrara) per restaurare uno dei siti Web di propria competenza, da individuare durante il prossimo calendario didattico 07-08, attraverso un rapporto di tirocinio a distanza che consenta agli studenti di imparare il mestiere su un caso concreto.
Per chiunque sia interessato ad allungare questo esempio di ponte fra didattica di qualità e società reale, può contattare direttamente il Direttore dell'Accademia di Carrara (direttore@accademiacarrara.it: il cui sito Web è anch'esso in fase di restauro).

Inserito il 25 di gennaio 2007
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Blog docet

I blog continuano a rimanere un prododotto di nicchia, ma in continua crescita e capaci di influenzare classi di utenza che contano.
I blog sono vissuti e percepiti in maniera diversa nel mondo. L'Azerbaigian si aggiunge a Tunisia, Egitto e Cina già tristemente noti nella lista dei paesi politicamente terrorizzati dalle libere forme di informazione e comunicazione in Rete, tanto da ipotizzare e mettere in pratica leggi liberticide.
Negli States la cosiddetta blogosfera invece triplica il suo spazio vitale ed attira sempre più traffico dell'utenza finale.
In Italia è ancora un fenomeno di nicchia, ma sta acquisendo sempre più autorevolezza così come emerge da alcuni recenti studi statistici che vogliono i blog letti dai cosiddetti influencers ovvero da quell'utenza che con le proprie decisioni influenza l'attività dell'intera collettività.

Inserito il 24 di gennaio 2007
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Wikipedia contro lo spam

Una recente specifica di Wikipedia potrebbe rivoluzionare buona parte dei risultati dei motori di ricerca.
Lo sanno bene i 1.500 dipendenti di Google, riuniti a Courmayeur, che il successo riscosso dal loro datore di lavoro e da tutti noi apprezzato è dovuto all'introduzione del link popularity come elemento di valutazione di un sito Web (metodologia successivamente adottata anche dagli altri motori di ricerca con qualche variante).
Ottenere link per emergere sui motori di ricerca è diventato uno sport mondiale per molti tecnici e spammer di professione della visibilità su Web, tanto che i motori di ricerca hanno messo a disposizione dei Webmaster l'attributo no_follow per definire link che non meritano di essere valutati da Google e compagnia.
Wikpedia ha recentemente deciso (anche per la versione italiana) di etichettare come no_follow tutti i propri link così da scoraggiare anche chi - fra i redattori di Wikipedia - inseriva collegamenti strumentali ad aumentare la visibilità di chissachi.
Non seguitemi: sono Wikipedia. Come conseguenza di tutto ciò, è probabile uno stravolgimento dei risultati dei motori di ricerca ed una penalizzazione di tutti quei siti che fino a pochi giorni fa godevano di collegamenti dall'autorevole enciclopedia autogestita.

Inserito il 23 di gennaio 2007
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Google advisor

Google ha di recente implementato una funzione di anteprima per avvisare i navigatori del Web sui pericoli contenuti in molti siti trappola.
Vengono definiti in gergo malware e più recentemente badware, tutti quegli affari sotto forma di virus, spyware eccetera che si possono trovare e attivare involontariamente visitando siti Internet che vengono indicizzati dal noto motore di ricerca e che possono danneggiare in qualche modo il nostro computer.
Per ovviare a questo problema Goggle propone una descrizione anteprima in inglese così fatta:
Warning - visiting this web site may harm your computer!
You can learn more about harmful web content and how to protect your computer at StopBadware.org.
Suggestions:
    * Return to the previous page and pick another result.
    * Try another search to find what you're looking for.
Or you can continue to ... at your own risk.
Advisory provided by Google

Nel collegamento al sito consigliato per informarsi e tutelarsi dai malware o badware, ecco la lista dei 412 (attualmente) cattivoni che si celano perlopiù per siti porno o archivi software craccati.

Inserito il 23 di gennaio 2007
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L'occasione per una spallata al digital divide

Il Wi-Max per le zone di montagna sembra un argomento d'interesse specialistico: in realtà è una seria occasione per la diffusione della cultura Internet in Italia.
Non potrà esserci diffusione di massa del mezzo Internet fino a quando non si darà la possibilità a chiunque di accedere alla banda larga, e non solo ai privilegiati residenti delle aree metropolitane.
Si parla tanto di telelavoro e delle sue ricadute positive sociali (in misura di risparmi energetici, economici e minor inquinamento) per una larga fascia di popolazione che potrebbe svolgere gran parte delle sua mansioni quotidiane e lavorative, senza dover essere legata ad un territorio in particolare e spostarsi continuamente su strade e autostrade; ma in realtà poco o nulla viene fatto affinché blog ed Internet diventino non solo nuove forme di comunicazione online ma anche strumenti concreti di evoluzione sociale.
Come ricordato dall'Unione delle Comunità Montane, le annunciate promesse di distribuire il Wi-Max in quelle aree che sono difficilmente raggiungibili dalla banda larga rappresentano una speranza concreta per chi aspira (e sono numerosi) a poter avere una connessione veloce per studiare meglio, lavorare e vivere, magari abdicando alla dipendenza verso la sempre più costosa quattro ruote.
Ma stavolta, alle promesse di abbattere finalmente il digital divide in Italia a partire dal rilascio delle prime licenze WiMax per il prossimo giugno, dovranno seguire i fatti.
Enrico Bisenzi

Inserito il 21 di gennaio 2007
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Radio Web a tutto Gas

Mentre la TV sembra soffrire della concorrenza di Internet, fra Radio e Web i rapporti continuano ad essere molto felici.
La televisione, soprattutto la TV generalista, a volte pare in affanno e sembra subire la rivalità del Web e dei vari piccoli e grandi YouTube che erodono nicchie di pubblico in crescita, soprattutto fra le nuove generazioni.
La forma di comunicazione radio invece convive con maggiore serenità con l'avvento del Web e del Web 2.0, e spesso lo streaming online delle radio di tutto il mondo rappresenta un plus valore che arricchisce e valorizza la diffusione via etere del segnale; in alcuni casi però la scelta dello streaming in Rete rappresenta il vettore di comunicazione principale da parte di molte radio e, a sorpresa, anche da parte di numerose radio a diffusione locale. Act local, think global sembra lo slogan di queste radio lanciate nell'online.
E' il caso di Radio Gas dell'hinterland pratese che - grazie ad importanti sponsor locali - riesce a diffondere sul Web la sua programmazione di trasmissioni stile anni '70 rispettando le leggi (la Siae è regolarmente pagata) e raccogliendo un successo immediato e crescente che travalica - ovviamente - i confini dell'operosa cittadina del tessile.
Così, mentre crescono le preoccupazioni dei discografici per la diffusione illegale in Rete di brani coperti da copyright, le radio si stanno prendendo le loro rivincite sulle Tv, anche legalmente ed attraverso sinergie tecnologiche un tempo impensabili. Internet insomma non uccide le Radio stars.

Inserito il 18 di gennaio 2007
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Motori di ricerca per tutti i gusti

Un database di risorse utili per cinquantenni ed un'interfaccia di ricerca per siti collegati a Wikipedia sono gli ultimi due arrivati.
Se Google e Yahoo continuano ad essere gli unici due motori di ricerca utilizzati nel mondo dalla maggior parte degli utenti, le novità non mancano e quasi ogni giorno emergono interfacce specializzate nelle ricerche più impensabili.
E' il caso di Cranky che è finalizzato ad accontentare le esigenze di utenza in inglese over 50 ma anche di WikiSeek che effettua le ricerche su Wikipedia e su siti recensiti dalla famosa enciclopedia autogestita online (da non confondere con il preannunciato e ancora non realizzato motore di ricerca del fondatore di Wikipedia).
Una risorsa - sulla carta - molto utile per avere risultati di qualità senza il pericolo di incappare in spam o malware: testato con una query in italiano - accessibilità web - curiosamente non ci presenta risultati in lingua italiana ma la nuvola di tag proposta per raffinare la ricerca propone categorie che, seppur in inglese, risultano molto attinenti alla query effettuata, dimostrando la bontà dell'algoritmo utilizzato da questo nuovo motore di ricerca.

Inserito il 17 di gennaio 2007
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