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Ma i 22 accessibili non dicono il vero...

Ecco uno sguardo critico ai 22 siti che hanno ottenuto il bollino dal Cnipa come accessibili.
I suddetti siti in teoria dovrebbero rispettare quantomeno i requisiti tecnici di accessibilità della normativa vigente.
Sono requisiti tecnici ambigui e contraddittori la cui applicazione rimane difficoltosa: basti pensare alla questione dei colori per la cui efficacia comunicativa viene preso come riferimento un vetusto algoritmo del W3Consortium bocciato unanimamente dalla comunità scientifica internazionale oppure alle difficoltà di implementare javascript, che peraltro viene generalmente ben interpretato da ausili e screen-reader vari (la tecnologia di riferimento per le persone diversamente abili).
Non potendo effettuare un'analisi approfondita sui 22 siti (richiederebbe moltissimo tempo) ci soffermiamo sulla verifica del primo requisito riguardante il rispetto della grammatica formale adottata da un sito.
È un criterio che il W3Consortium non reputa essenziale ai fini dell'accessibilità tanto che non lo posiziona al livello base previsto dall'autovalidazione singola, ma che viene scelto dalle istituzioni italiane al primo posto fra i 22 requisiti della Legge Stanca.
È un criterio difficile da rispettare in quanto essendo i siti oramai perlopiù Content Management System è facile – per esempio – che un redattore inquini il codice pulito dei template con inserzioni sporche, effettuando copia ed incolla da un editor non evoluto e non supportato da appositi tool di ripulitura del codice.
Eccoci dunque avere tutti gli elementi per gustarci la sorpresa delle sorprese: utilizzando il validatore WDG che è in grado di valutare tutte le pagine di un sito Web scopriamo che fra i 22 siti in teoria a norma (rigorosamente in ordine alfabetico dall'Arma dei Carabinieri all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile e comprendenti il Cnipa stesso) solo le due Comunità Montane elencate ed una sezione particolare del Ministero delle Finanze nonché la Provincia di Ferrara (4 su 22 dunque) rispettano al loro interno la grammatica formale adottata.
Una minima parte dei siti considerati ufficialmente a norma, dunque, rispetta il primo punto dei 22 requisiti minimi richiesti dalla Legge Stanca. Come dire, una goccia nel mare.

Enrico Bisenzi

Inserito il 30 di novembre 2006
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Solo 22 siti a norma accessibilità

Quanti sono i Comuni in Italia? E le Asl e le Camere di commercio? Le Comunità montane? E quanti sono gli enti della PA o di pubblica utilità che hanno un sito Web? Il numero è certamente rilevante e supera le migliaia di unità presumibilmente.
Stupisce quindi leggere nell'elenco dei siti verificati come a norma accessibilità che gli enti e le amministrazioni che si sono dichiarate accessibili, e che sono stati verificati come tali, sono solo 22!
Ventidue casi di eccellenza (in teoria) che dimostrano come le mie stesse preoccupazioni espresse in molti articoli in passato sui paradossi tecnici della normativa, così come le forti perplessità di natura giuridica dovute sulla mancanza di elementi sanzionatori seri della famosa Legge Stanca, non erano del tutto infondati.
A questo punto vi chiederete chi sono questi fantastici 22: qualche ministero ed ente di carattere nazionale, una manciata di comuni, un paio di comunità montane, un'azienda sanitaria ed una camera di commercio.
Per sapere cosa hanno di così speciale e standard, merita un discorso a parte. Alla prossima puntata...

Enrico Bisenzi

Inserito il 30 di novembre 2006
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Il Web 2.0 alza la voce su giornali e televisione

Uno studio autorevole di Hotwire-Ipsos Mori condotto sulle abitudini di 25 milioni di utenti europei (italiani inclusi) porta alla ribalta l'autorevolezza dei Blog e la loro capacità di persuasione rispetto ai fruitori di Internet (in continua ascesa).
Dalla ricerca emerge come più di un terzo degli intervistati abbia affermato di rinunciare all'acquisto di un prodotto dopo avere letto su un blog commenti da parte di altri utenti, mentre un altro terzo considera i blog stessi più affidabili della televisione e quasi quanto la carta stampata.
C'è sicuramente molto da riflettere sulla capacità di persuasione dei blog anche in altri ambiti – come quelli aziendali – e su come l'interattività del Web 2.0. cominci ad avere impatto sulla nostra economia e forse (anche se dati statistici ancora non si sono a riguardo) anche sulla sfera politica del nostro quotidiano. A proposito di attenzione sui blog, proprio in queste ore il blog del Ministro Fioroni è preso d'assalto dallo spam porno, contro il suo intervento all'indomani del caso Google. La blogosfera quindi alza la voce contro il provvedimento, atteso in Consiglio dei Ministri prima di Natale, che dovrebbe modificare la responsabilità dei gestori della Rete rispetto alle immagini e ai contenuti messi sul Web. L'urgenza di un giro di vite su Internet è stata ribadita anche dal ministro Fioroni alla luce dei recenti episodi. Ma blogger e protagonisti del Web 2.0 non vedono di buon occhio questa emergenza e temono che sia un tentativo per imbavagliare l'interattività su Internet.

Inserito il 29 di novembre 2006
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Andare oltre l'emergenza sul Web

Assegnare delle responsabilità a Google per i recenti – odiosi – atti di bullismo è un grave errore. È come scegliere di contrastare solo la punta dell'iceberg di un problema sociale serio.

Colpevolizzare il mezzo tecnologicoGoogle Video - che ha contribuito a diffondere l'immagine del reato, ma anche a testimoniare il reato stesso, è un'ingenuità giudiziaria e un errore politico nell'affrontare i problemi.
L'ennesimo fatto di violenza in Alto Adige dove due minorenni hanno picchiato un altro ragazzo: l'episodio è stato immortalato dalla videocamera di un telefonino e questo ha permesso ai Carabinieri di inchiodare i due giovanissimi alle loro responsabilità; qualche giorno prima l'ingenuità di un gruppo di studenti che si è videoripresa nell'umiliare un ragazzo down in classe, per poi diffondere il tutto in Internet tramite Google, ha permesso di rintracciare i colpevoli.
La tecnologia cellulare ed Internet dunque come esibizionismo anche dei lati oscuri della propria vita oltre che di quelli piacevoli ma anche preziosi alleati nell'individuare gli autori di atti di bullismo che spesso scivolano nello spregevole.
Eppure la magistratura e la politica italiana hanno pensato bene di vedere il dito e non osservare la luna ed individuare in Google un corresponsabile degli atti?!?
Quindi il problema non sono la mancanza di educazione dei genitori, l'assenza di una scuola sempre meno sostenuta anche economicamente od una cultura del più forte che sta dilagando fra i giovani ma il mezzo tecnologico per cui emerge questo problema. Trattasi senza dubbio di emergenza sociale ma la politica dovrebbe imparare non a cancellare ciò che emerge in quanto mediaticamente scomodo ma individuare le ragioni dei problemi stessi!
Il giorno – molto improbabile – che si spegneranno Google e telefonini si saprà meno della realtà che ci circonda ma non necessariamente sarà una realtà migliore.

Enrico Bisenzi

Inserito il 28 di novembre 2006
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I motori di ricerca e gli atenei italiani

Si intensifica l'attenzione del mondo della ricerca e dell'università italiana verso i motori di ricerca. A conferma di ciò è la presentazione del volume “Web dragons" oggi all’Università di Siena presso la Facoltà di Ingegneria, ore 15.30; ma soprattutto il roadshow programmato da Yahoo! Italia nelle principali università italiane per sensibilizzare gli studenti sulle nuove tendenze della Rete.
Se il libro presentato oggi a Siena prende i motori di ricerca e il loro ruolo nelle abitudini degli utenti del Web come spunto per suggerire un uso critico delle nuove tecnologie e una maggior consapevolezza delle loro evoluzioni in atto, oggetto degli incontri del tour Yahoo@!University sarà il nuovo fenomeno del Web 2.0, detto anche Internet di seconda generazione, che ha portato ad una trasformazione degli utenti da spettatori passivi ad attori del Web.
Yahoo! Crede così tanto nelle rinnovate capacità interattive online da aver coniato un nuovo acronimo: FUSE (Find, Use, Share, Expand) ed una nuova teoria di approccio al Web che sarà illustrata nelle prime tappe del tour: giovedì 23 novembre presso l’Università Statale di Milano Bicocca, lunedì 27 novembre, all’Università di Padova, Lunedì 4 dicembre allo IULM e martedì 5 dicembre all’Università Bocconi.

Inserito il 27 di novembre 2006
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È uscito Neural numero 23

Dal 1993 Neural viene pubblicato su carta con il preciso intento di indagare su tutto ció che le nuove tecnologie ci stanno mettendo a disposizione e sul loro impatto con la nostra cultura.
È il primo bimestrale italiano di cultura cyberpunk, ma è anche un portale sulla cultura Web fra i più cliccati e visitati in Italia e nel mondo, grazie ai suoi frequentissimi aggiornamenti ed alla sua attenzione a tradurre il più possibile in lingua inglese.
L'ultimo numero, reperibile su abbonamento o nelle librerie specializzate (circuito Feltrinelli principalmente), riporta come di consueto numerose interviste ai protagonisti della scena internazionale della musica elettronica, del panorama hacktivism e della media art più in generale.
Scegliete pure il vostro tipo di esperienza preferita (su carta o sul Web) ma non perdetevi le ultime dritte di Neural su come la Rete sta giocando con le nostre immagina-azioni. Per aprire gli occhi e percepire ciò che vediamo sul Web con occhi nuovi.

Enrico Bisenzi

Inserito il 23 di novembre 2006
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Motori di ricerca in numeri

Sono uscite due statistiche ad ottobre che ci aggiornano sull'utilizzo della Rete da parte di utenti finali e motori di ricerca: la prima di Nielsen/NetRatings ci dice che sono sempre più gli italiani (attualmente 20 milioni) che passano il proprio tempo davanti ad Internet e che inoltre investono sempre più tempo in questa attività (di questi l'86% si rivolge ai motori di ricerca); la seconda, di
comScore ci informa che nel mercato americano i tre principali motori di ricerca – Google, Yahoo ed Msn – si conquistano rispettivamente il 45%, 28% ed 11% di utenza.
E nel nostro piccolo mondo? Vediamo un po' cosa succede con un piccolo esperimento che vi invito a fare, per tentare di capire le preferenze di utilizzo dei motori di ricerca in un determinato ambito: basta investigare sul comportamento inverso, ovvero da quali motori di ricerca si arriva su siti di una determinata categoria...
Tutti sanno che esistano svariati servizi di statistiche e che in molti siti sono resi di pubblico dominio. Questi stessi servizi producono spesso delle pagine di statistiche in cui è presente la parola stats.
Ipotizziamo di essere interessati al settore dell'agriturismo ed ecco che abbiamo tutti gli elementi base per concludere l'esperimento: prendiamo Yahoo!, che spesso è più generoso nell'indicizzare i siti in profondità, ed interroghiamolo chiedendo siti che abbiano nell'url sia la parola chiave agriturismo che stats etvoilà: ecco aprirsi sotto i nostri occhi uno scenario modesto di risultati e siti Web, ma significativo per riflettere sulle preferenze dell'utenza finale, per capire per esempio nel proprio settore o mercato quali sono i motori di ricerca più usati.

Inserito il 23 di novembre 2006
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Destinazione Web

Esce il volume numero undici di Emilia Romagna digitale sui siti pubblici di qualità e si conferma come l'ultimo esempio di una collana editoriale online di eccellenza. Conoscevo già questa collana di manualistica per il tomo di 103 pagine (il numero otto della serie) dal titolo Dar voce al Web come il testo più esaustivo in italiano e reperibile su Internet sulle problematiche incontrate dalle persone audiolese nell'accedere al Web. Ma anche quest'ultimo volume, il Manuale per responsabili e redattori di siti Web pubblici, si conferma come un punto di riferimento per chiunque si occupi di accessibilità Web.
Fra i tanti meriti Emilia Romagna digitale chiarisce finalmente i requisiti di un CMS (Content Management System) che aspiri ad adeguarsi alla normativa sull'accessibilità.

Enrico Bisenzi

Inserito il 22 di novembre 2006
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L'arte del Networking

Il Networking è una forma d'arte: lo teorizza da anni Tommaso Tozzi insieme ad un'ampia schiera di Net artisti italiani e non solo. Ma questa volta è una casa editrice autorevole come la Costa e Nolan ad amplificare la voce dei vari Giovanotti Mondani Meccanici, Federico Bucalossi, Massimo Contrasto e dei mille altri artisti italiani ed internazionali che hanno scelto la Rete come forma d'arte. E quindi fa notizia. Un tomo di 336 pagine a cura di Tatiana Bazzichelli e con la prestigiosa prefazione di Derrick de Kerckhove sul significato stesso di creare reti, costruire relazioni, condividere idee e tecnologie, saperi e sogni per realizzare arte attraverso la rete, rappresenta di per sé un'opera d'arte.
Il libro esce infatti sotto licenza Creative Commons ed il fatto di essere liberamente distribuito in Rete rappresenta la conferma da parte di un pezzo storico del mondo editoriale italiano - si pensi al precedente di Einaudi con Q dei Wu Ming distribuito addirittura in versione per Podcast o a un libro sui Motori di Ricerca di ShaKe edizioni, messo in Rete dagli autori prima di finire a scaffale in libreria- a cercare sempre più strette sinergie con il Web e a non temerne più le potenzialità offerte. Oggi l'arte è in Rete, domani anche i libri

Enrico Bisenzi

Inserito il 21 di novembre 2006
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Sempre più Sitemap per i motori di ricerca

Google, Microsoft e Yahoo hanno siglato a sorpresa un accordo unitario adottando e promuovendo il protocollo Sitemap per indicizzare i siti Web.
Alcune testate online l'hanno riportato erroneamente come la costruzione di un indice comune, ma in realtà l'intesa a tre non concerne la costruzione dei database dei tre principali motori di ricerca, bensì la modalità di reperimento dei siti Web.
In pratica i Webmaster vengono invitati a creare ed esporre un indice del proprio sito in cui, principalmente, viene indicata l'importanza data ad ogni singola Url e i tempi probabili di aggiornamento della medesima.
In rete esistono già servizi online come Otune per realizzare file-struttura Xml del proprio sito da presentare ai big dei motori di ricerca, ma – al di là del sensazionalismo mediatico che ha suscitato la notizia dell'accordo – la vera domanda da farsi è: a chi serve tutto ciò?
Non ci sono notizie - e soprattutto non c'è in merito nessuna esperienza di alcun SEO (Search Engine Optimizer) - che possono collegare l'utilizzo della Sitemap ad una migliore visibilità di un sito sul Web. Allora l'accordo suona più come un tentativo da parte di Google e compagnia di indurre gli utenti (a costo zero) a collaborare allo sforzo, che appare sempre più immane, di ordinare un Web in continua crescita. di fronte all'inarrestabile crescita del Web, ai motori di ricerca, incapaci di stare al passo con il reperimento dei nuovi siti, non resta che stringere accordi con i propri diretti concorrenti...

Enrico Bisenzi

Inserito il 20 di novembre 2006
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