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Main | novembre 2006 »

AAA cercasi portale accessibile disperatamente.

W3c  L'esposizione di bollini W3C – che sono perlopiù autodichiarazioni – e di altri certificati di qualità ed accessibilità nascondono spesso dei limiti. Il caso intoscana.it è emblematico.

Nemmeno il http://www.w3.org/ ha il coraggio di esporre il bollino tripla A sul tema accessibilità, anche se è stato il W3C ad inventare lo standard di riconoscimento di accessibilità A, doppia A e tripla A. Un motivo c'è ed è banale: è molto difficile avere le massime caratteristiche di accessibilità delle tre A, eppure sempre più siti se ne fregiano. a cominciare dal portale ufficiale della Toscana.

Da una rapida verifica tecnica si osserva che già dalla homepage non tutti gli acronimi sono titolati, non è rispettata la correttezza formale del codice dichiarato, non prevede Tabindex (per chi utilizza il tasto Tab per interpretare la pagina Web), e per finire la ricerca non prevede modalità avanzate di adattamento e preferenze.

Già, eppure ieri stampa locale e nazionale, compreso Il Sole 24 ore, affermavano che prestigiose collaborazioni nazionali ed internazionali (fra cui l'Università di Cambridge) hanno aiutato a costruire un motore di ricerca interno basato – niente di meno – che su mappe concettuali...

Sarà forse una beta (anche se non dichiarata)? Ma il motore di ricerca testato svariate volte nelle ultime 48 ore addirittura non risponde ai comandi, a volte non offre la quantità di risultati dichiarata ma soprattutto appare ben poco concettuale.

Sottoposta la query “mobile” (un'interrogazione legata al mondo della tecnologia, dei trasporti, della disabilità, del mondo del lavoro eccetera) offriva come risposte solo alcune pagine sull'antiquariato.

Insomma, tanto fumo e poco arrosto: la tripla A, in questo caso come in altri, mostra ancora una volta i limiti dei siti Internet della Pa, la cui accessibilità Web lascia spesso a desiderare, ma si nasconde dietro la foglia di fico dell'esposizione mediatica, di chi riporta le notizie senza verificarle.

Enrico Bisenzi

Inserito il 31 di ottobre 2006
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Ma sul Web mobile si danno i numeri?

Mobi_2 Register.it e Search-marketing.it ci informano dell'esplosione del Web mobile in Italia, ma la percezione è che siamo solo agli albori di un nuovo modo di interpretare il Web.

Register.it afferma che “L'apertura al grande pubblico del dominio .mobi ha riscosso un notevole successo, confermando la tendenza già evidenziata nella fase del Sunrise. Infatti, a solo un mese dalla liberalizzazione, sono già stati registrati più di 150.000 domini .mobi a dimostrazione di quanto la navigazione in Rete attraverso i telefoni cellulari sia ormai diffusa”.

Search-marketing.it rincara la dose riprendendo un'analisi svolta da ComScore Networks su 5 nazioni europee (Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito) e sugli USA ed affermando che il nostro paese è tra i paesi leader nella penetrazione del cosiddetto "Internet mobile".

Nessuno però in realtà ci aiuta a capire esattamente la portata di questi dati, non precisando (nel caso di Register) se tale diffusione per esempio fa riferimento al panorama nazionale o internazionale.

Il messaggio è comunque forte ma dobbiamo ancora interpretarlo: siamo davvero entrati nell'era del Web mobile?

Per chi facesse fatica ad inquadrare questo (falso) problema invito a provare l'interfaccia di Google per trasformare pagine Web in pagine adatte (poco testo, dimensioni relative eccetera) ad essere viste da cellulari, palmari e altri dispositivi mobili oppure dai tanti emulatori compreso quello indicato dallo stesso Register, il sito in prima fila a vendere domini .mobi che dovrebbero essere l'approdo naturale per chi realizza pagine Web per dispositivi mobili.

Per avere un riscontro più preciso su come si sia diffusa attualmente questa
mania da Web mobile, può essere interessante testare con i motori di ricerca quanti domini e sottodomini .mobi sono indicizzati (attualmente 178mila secondo Google).

Ora che abbiamo scoperto che esistono già tantissime pagine .mobi, che per vedere bene una pagina Web su un dispositivo mobile deve avere determinate caratteristiche di semplicità e leggibilità e ci hanno detto che il Web mobile è già qui fra noi, siamo liberi di domandarci se sarà tutto vero.

Dal mio osservatorio personale fatto comunque di una miriade di colleghi, familiari, amici che si collegano al Web devo ammettere che solo una minima parte (quasi insignificante) ha provato qualche volta a collegarsi tramite un cellulare o simile e perlopiù per esigenze di connettività mobile del proprio notebook.

Vuoi perché le tariffe italiane mobili sono tutt'altro che flat, vuoi perché comunque non sempre piccolo è bello (almeno per i nostri sempre più sollecitati occhi...), questi dati sembrano fanno a cazzotti con la realtà di tutti i giorni.

Il miglior inizio di questo blog potrebbe essere quello di coinvolgere i partecipanti a questo esperimento di comunicazione sul nuovo Web – e il Web 2.0 prevede partecipanti e non lettori - ad esprimersi direttamente in una sorta di sondaggio collettivo per dipanare i dubbi sull'effettiva capacità del Web mobile di intromettersi nel sociale.

Insomma, il Web Mobile c'è o ci fa?

Enrico Bisenzi

Inserito il 30 di ottobre 2006
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Ai nastri di partenza

Partirà a giorni un nuovo blog di Vnunet dedicato esclusivamente al mondo del Web, ai suoi retroscena, alle novità, ai problemi dell'accessibilità e dell'usabilità dei siti. Abbiamo deciso di farlo perché nell'era del web 2.0, di cui tutti parlano e straparlano, credo che ci sia bisogno di fare chiarezza su molti punti. Sulle nuove tendenze, sulle nuove community. Per questo il blogger di riferimento sarà Enrico Bisenzi, che di web e di accessibilità parla quotidianamente. Come sempre, la vostra opinione è importante per tarare contenuti e riflessioni. Credo che il nome scelto per il blog la dica lunga...
Emanuela Teruzzi

Inserito il 26 di ottobre 2006
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