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Kit di verifica dell'informazione Social

Sei proprio sicuro che quello che hai letto sui Social e sul Web sia oro colato?

In questa era digitale di surplus di informazione ma anche di informazioni e relazioni che ci circondano disegnate sulla base delle nostre preferenze personali rischiamo di scivolare verso una china di acquisizione e metabolizzazione dell’informazione in senso a-critico. Qualsiasi ricerca di informazione online anche improbabile può dare dei risultati di ricerca apparentemente interessanti e validi, inoltre quale che sia il mio network social di riferimento è alto il rischio di passare il tempo circondati da riflessioni e contatti che fanno riferimento a una stretta cerchia autoreferenziale (effetto !Filter Bubble).

Questo accade perché è più comodo ed appagante comportarsi circondarsi di informazione che in fondo è in sintonia con il nostro io piuttosto che mettere in discussione sé stessi oltre che la notizia acquisita. Tutto ciò lo giustifichiamo con l’alibi del tempo che non abbiamo da dedicare a riflessioni, analisi e verifiche dell’informazione acquisita online.

Il kit di verifica verifica dell’informazione social CHI dice COSA cerca di dimostrare che occorre poco, pochissimo tempo per rendersi conto della validità dell’informazione intercettata cercando di proporre soluzioni diversificate rispetto al tempo a propria disposizione.

Fake

 

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Inserito il 29 di agosto 2016
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Pubblicità

Novità estive rilevanti

Agosto pur essendo periodo vacanziero è sempre fuoriero di annunci e novità anche nello specifico ambito della conservazione digitale.

Ebbene sì anche se siamo in vacanza evidentemente non lo sono management e sviluppatori del digitale dato che sono numerosissime in questo periodo novità ed annunci di acquisizioni e lanci di nuovi servizi.

Nello specifico ambito della conservazione digitale che attira sempre più attenzione tanto da veder nascere appositi master anche in Italia è assolutamente rilevante l'annuncio dato da Rhizome esattamente a metà agoto del rilascio della nuova versione di WebRecorder capace ora di conservare e rendere navigabile le nostre escurisioni digitali (anche social) fino alla ragguardevole dimensione d'archivio di 5GigaByte e nel consueto formato standard Warc.

Se sono i formati dei file (aperti) a dettare principi e linee guida anche di normative nazionali (perlopiù sconosciute ma esistenti e di ovvia rilevanza strategica) sono sempre più numeorsi e performanti i tool che permettono di navigare nel tempo attraverso i nostri ricordi digitali.

Time-travel

 

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Inserito il 21 di agosto 2016
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Il Deep Web viene a galla

Gaazie ad un servizio di proxy e ad un innovativo motore di ricerca (italiano) il Deep Web diventa facilmente accessibile ai più.

Il !Deep Web è la faccia oscura della Rete popolata anche da molto materiale e servizi illegali accessibili tramite apposito software di sicurezza che peraltro viene spesso attaccato e reso vulnerabile. Per Deep Web si intende quindi ciò che non viene reso accessibile pubblicamente e neanche quindi indicizzabile tramite i comuni motori di ricerca.

Da qualche tempo, per usare una metafora, il Deep Web però è venuto a galla...

Tor2Web è un servizio di proxy per rendere accessibile i misteriori domini .onion del Deep Web semplicemente aggiungendo un suffisso come .to

TorSearcher è un motore di ricerca made in Italy (sviluppatore abruzzese) che svela l'indicizzazione di molti siti web .onion

Di metafora in metafora si potrebbe dire che se il Web è il mare e come il mare è molto bello ciò che galleggia sull'acqua non sempre è bellissimo e comunque sono torbidi riflessi (di parte) dell'umanità: sguazzare sul Deep Web per credere.

Tor-2-deep-web

 

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Inserito il 20 di agosto 2016
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Verification Handbook in lingua italiana

Tradotta nelle principali lingue del mondo ed oa anche in italiano una guida che dovrebbe stare su tutti gli scaffali (digitali) dei navigatori (navigati).

Verification Handbook è LA GUIDA per la verifica della notizia online realizzata da una schiera di giornalisti d'esperienza nel settore delle emrgenze civili (purtroppo sempre più frequenti e drammatiche).

Capire se una notizia appresa sul Web o sui Social sia vera ed affadibile o meno dovrebbe essere peraltro un dovere civico per utti i cittadini digitali e studiare gli strumenti ed i metodi offerti in tema è davvero quanto di più interessante si può sperimentare in tema di comunicazione digitale.

Verification-handbook-cover

 

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Inserito il 18 di agosto 2016
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Web come app

Molti si pongono il problema anche economico di affiancare una app al proprio sito Web eppure certe versioni mobili di siti Web sembrano proprio app pur senza esserlo: è solo una questione di design?

Avere il sito Web ed arrivare al consueto dilemma: ma mi serve l'app? Ma quanto mi costa? Per Android ma anche per iPhone e magari anche per Windows Phone?

La questione non è banale eppure le attuali potenzialità di design non mobile-first ma bensì responsive offrono davvero la possibilità di avere un sito Web complesso su desktop e un qualcosa che assomiglia davvero ad un'app per l'utente mobile.

Provate sul proprio smartphone http://www.meteosvizzera.admin.ch magari che ora in questo periodo di vacanza e guardate se non sembra di essere a livello di UX davanti ad una perfetta, semplice e funzionale app per turisti in mobilità... (per senza esserlo!).

Meteo-svizzera

 

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Inserito il 14 di agosto 2016
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Accessibilità non è (solo) scrivere alt significative

L'User eXperience delle persone disabili sui dispositivi digitali non può essere banalizzata in termini di aggiunta di marcatori ipertestuali.

Da anni in Toscana si aggira un prezioso provocatore culturale corrispondente al nome di Luca Pampaloni: un disabile grave (usa il computer letteralmente con i piedi e riesce a farsi capire in pubblico parlando solo con l'aiuto dell'assistente di turno) che spesso e volentieri lancia interessanti riflessioni su come i disabili vivono il rapporto con la tecnologia (digitale).

Una delle sue ultime riguarda il mondo dei social considerati per certi versi violento e vissuto parzialmente con mortificazione perché una persona disabile non ha il tempo e la possibilità di leggere e soprattutto scrivere (rispondere) a flussi di comunicazione social sempre più frenetici. Succede quindi che su argomenti anche di strettissimo interesse personale (oltre che sociale) si riesca a malapena a riuscire a leggere un flusso di informazione imponente senza riuscire a parteciparci adeguamente e tutto a causa di un fattore velocità-tempo che diventa quindi per certi versi violenza e soprffazione. Intelligenza e partecipazione che naufraga nella "melma" di Facebook & Co. mentre la progettazione di interfacce e piattaforme digitale è sempre più orientata a spingere il fattore velocità senza pensare a chi veloce non potrà mai esserlo.

La tecnologia digitale che dunque viene interpretata in senso strettamente efficientista capace di introdurre significativi elementi di flessibilità nell'organizzazione del lavoro fin dagli anni '70-'80 e che ora viene vista sempre in termini di efficienza e senza pensare agli aspetti emotivi arrivando ad ipotizzare di sostituire ben presto assistenti personali per disabili con robot opportunamente progettati!?!

Un esempio più prosaico nel quotidiano? Gli undici click minimi necessari per acquistare un biglietto del treno quando siamo in mobilità o magari in vacanza da un totem italiano delle ferrovie mentre lo stesso turista in altri paesi confinanti riesce ad acquistare un biglietto equivalente con meno della metà dei click (e pensate alla fatica di un click per un disabile...).

Progettisti di interfacce e di esistenze umane riflettete, velocemente.

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Inserito il 13 di agosto 2016
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Paese che vai significato dei segni che trovi

In questo periodo di vacanze e turismo perchè no fare una riflessione sul valore della comunicazione basata sui segni.

Interessantissimo il dibattito recentemente ospitato anche in radio sulle possibilità comunicative offerte dai segni.

Pensate a quando siamo in viaggio quante comunicazioni vengono affidate in maniera molto efficace ai segni: i logo e le icone sono indispnesabili in qualsivoglia areoporto, ma anche quando siamo in viaggio e ci relazioniamo direttamente con persone di cultura drasticamnte diversa dalla nostra (vaiggiando ad esempio in estremo oriente) è importante imparare che cambia il linguaggio dei gesti anche perché, magari, si da diversa e maggiore importanza all'espressività degli occhi piuttosto che alla bocca.

Curiosamente questo si riflette anche sulla comunicazione digitale in ambiti come quelle delle emoji per alcune culture che danno maggiore significato espressivo agli occhi piuttosto che alla bocca (sono gli occhi quindi a ridere o piangere e non la bocca a sorridere ed essere imbronciata).

Riflettete viaggiatori e turisti del nuovo millennio e alla scoperta di nuovi mondi...

Emoticon-orientale

 

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Inserito il 5 di agosto 2016
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Fate i turisti sul Web

Il Web è bello perchè vario ed allora perchè non provare il brivido di calarsi nei panni di inglesi, francesi, tedeschi o russi?

Si utilizzano spesso strumenti comunicativi portentosi in realtà per comunicare con il parente stretto, l'amico di sempre oppure il vicino di casa: uno dei paradossi della comunicazione digitale che non sempre ci induce ad intessere relazioni internazionali malgrado la potenza comunicativa enorme della telematica.

In questo periodo di turismo e vacanza (fisica o mentale che sia) perchè non sperimentare un paio di piccoli accorgimenti per calarsi nei panni di una persona che vive davvero lontano da noi?

Potete adottare questi due accorgimenti:

1) provate a sostituire il solito .it dei domini dei siti web che utilizzate comunemente con un piu' generico .com o chesso' con un esotico .ru;

2) configurate la lingua di preferenza del social o qualsivoglia interfaccia digitale che utilizzate non più in italiano ma in inglese (o se siete coraggiosi anche in altra lingua esotica ma prendete nota di come tornare al punto di partenza ;).

In entrambi i casi i meraviglierete come cambierà drasticamente l'interfaccia utente e quindi la vostra esperienza come utente finale scoprendo magari funzionalità sperimentali e ancora non approdate in Italia del vostri social preferito e comunque potrete scoprire funzionalità informative e comunicative pensate per specifiche lingue e culture di appartenenza.

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Inserito il 4 di agosto 2016
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Condividere non fa rima con memorizzare

Il Web ma soprattutto i social sembrano fatti apposta per dimenticare ma quali effetti sociologici possono esserci a seguito di questo fenomeno?

Che si sia turisti in vacanza o cittadini impegnati nella propria quotidianietà siamo sempre a condividere e chattare e se questo ci permette di essere molto attivi comunicativamente e decisamente super-relazionali tutto ciò sta modificando la percezione e l'attitudine circa l'esigenza di memorizzare con effetti tutti ancora da valutare appieno.

Sicuramente l'effetto !filter-bubble può comportare un meccanismo relazionale intenso ma auto-referenziale verso i propri interessi e reti di contatti.

Altrettanto certa è l'inconsapevolezza su come cercare di salvaguardare i propri dati e i propri scritti sul Web.

Per finire, e forse è la questione più preoccupante, la costruzione del pensiero critico passa per meccanismi sì collettivi ma spesso dettati da atteggiamenti isterici e compulsivi raramente riflessivi e soppesati scientificamente o culturalmente.

Dopo la privacy, grazie ai social stiamo perdendo la memoria e la capaità di maturare un pensiero critico significativo con effetti sociali devastanti a medio e lungo termine: di questo ed altro se ne parla in un festival culturale in Lunigiana.

Guida-social

 

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Inserito il 28 di luglio 2016
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Le smart city dove meno te le aspetti

Internet delle cose applicate ai Big Data in trasparenza (Open) ecco cosa si riesce a sperimentare anche fuori dagli ambiti istituzionali.

Se si dice !smart city in combinazione con Firenze magari si può pensare a qualche fantasmagorica app pensata per aiutare il turista di turno con l'ennesima guida ed invece stavolta l'!Internet delle cose viene per così dire dal basso con un progetto pensato per monitorare l'aria dell'area metropolitana fiorentina ma adatto per qualsiasi altra area cittadina.

Approccio !OpenSource che produce !Big Data per monitorare e capire letteralmente che aria tira!

Che-aria-tira

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Inserito il 28 di luglio 2016
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