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Giovani e studenti ammaliati dalle bufale online

Una ricerca dell' Università di Stanford (USA) afferma che buona parte degli studenti non sono in grado di distinguere una notizia vera da una sponsorizzata e neanche da una falsa (bufala): pensate che in Italia sia diverso?

La notizia arrivata anche in Italia di un autorevole studio statunitense sull'inconsapevolezza delle nuove generazioni quando si rapportano al digitale - oltre l'80% degli studenti medi non sanno distinguere una notiza vera da una sponsorizzata mentre oltre il 40% dei liceali non sa distinguere una notiza vera da una palesamente falsa - sta facendo riflettere soprattutto genitori ed insegnanti sempre più in difficoltà a relazionarsi ad una generazione sempre più in difficoltà come quelli dei !nativi digitali.

Pochi (sempre meno), sempre più poveri, sempre più ignoranti (ma cosa sta succedendo nella scuola e in tutta le filiera formativa famiglie comprese?) conseguentemente sempre più disoccupati i giovani d'oggi sono immersi in questa internet delle cose e sempre più in balia di un complesso eco-sistema digitale macina-soldi in cui i nativi digitali sono appunto sempre più spesso vittime piuttosto che protagonisti.

Fortunatamente esistono anche le start-up, i fablab, i coderdojo dove sono proprio i giovani a costruirsi una cultura critica dell'esistente - meccansimi di verifica dell'informazione compresi -  e quindi rendersi protagonisti dell'esistente.

Internet-delle-cose

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Inserito il 3 di dicembre 2016
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Pubblicità

Capire la complessità dei siti Web cinesi

Nielsen ci spiega cosa c'è dietro la complessità dei siti Web cinesi.

I siti Web sono tradizionalmente complessi perché la società cinese è storicamente, complessivamente complessa ma ciò non comporta imbarazzo all'utenza cinese in quanto abituata ed anzid esiderosa di complessità d'informazione.

Questo afferma un interessantissimo articolo-studio di Nielsen sulla complessità dei siti Web cinesi sottolinenado come la rivoluzione responsive ha sì investito anche l'ambito della comunicazione digitale cinese ma si sta scontrando con difficoltà alla richiesta di (molta) informazione dell'utenza locale.

Va bene semplificare il graphic design per gli smartphone ma come venire incontro al (tanto) bisogno di informazione e quindi conseguente complessità di offerta, utilizzzo. ricerca e navigazione?

Sito-web-cinese

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Inserito il 26 di novembre 2016
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Facebook nei guai?

Facebook e i social sotto scacco fra accuse di !Filter Bubble bufale ed uso crescente di !Ad Blocker.

L'elezione di Trump ha fatto sì che i social in generale e Facebook in particolare finisse sotto il banco degli imputati per due imporanti ragioni:

1) alimentare il fenomeno di !Filter Bubble creando generazioni di utenti accomodati nelle proprie convinzioni che difficilmente si confrontano con correnti di pensiero diverse dalle proprie e da quelle delle proprie reti di relazioni;

2) essere veicolo di !Hoax ovvero notizie false (o bufale che dir si voglia) che contribuiscono sicuramente a deformare convinzioni e credi politici anche grazie al fenomeno di filter bubble succitato.

Non è un questione di poco conto che lascerà sicuramente il segno perché quando una macchina da inserzioni pubblicitarie perfetta come quella di Facebook si scontra con la sua natura auto-referenziale il corto circuito che si scatena può portare a conseguenze imprevedibili.

Scenari preoccupanti soprattuto se riferiti ai !nativi digitali che non solo dovrebbero istruiti a procedure di verifica dell'informazione online ma che sono i primi a disaffezionarsi a Facebook e a disinnescare sempre più (il 50%) le sue procedure di advertising adottando apposite app ad-blocker che sembravano affliggere i soli motori di ricerca i quali viceversa si smarcano più facilmente dall'accusa di !Filter Bubble lasciando comunque la libertà all'utente finale di cercare ciò che vogliono senza pre-concetti indotti.

Facebook-ad-blocker

 

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Inserito il 20 di novembre 2016
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Mondo Bot

Siamo circondati ed anzi sempre più spesso governati da intelligenze artificiali: forse è arrivato il momento di rendersene conto.

L'impatto di !algoritmi ed intelligenza artificiale nella nostra società sarà sempre più dirompente. Nella quotidianità digitale lo stiamo subendo da tempo con i fenomeni di !top-ranking per motori di ricerca ed e-commerce e di !filter bubble per i social network e navigazioni Web. Ma è a livello geo-politico che i giochi stanno per farsi pesanti con indubbie ripercussioni economiche e sociali: lo stretto oligopolio delle Big del digitale (che solo ad Oriente stanno trovando accaniti competitor) sta sempre più innervosendo l'Europa.

Le recenti affermazioni della cancelliera Merkel contro lo strapotere degli algoritmi di Google e Facebook non sono solo legittime e condivise preoccupazioni sull'impatto degli algoritmi nella società oramai digitale ma soprattutto tradiscono il forte timore sull'impatto che la grande ondata di automatizzazione avrà sull'industria automobilistica con le !self driven cars (oramai imminente). Così come il successo di Trump ha decretato il definitivo tramonto dei media tradizionali (vincono i contenuti magari provocatori e diffusi a mezzo social piuttosto che le alleanze d'acciaio con giornali e tv) così l'utilizzo di un mezzo così popolare ma sempre meno ambito dai giovani e sempre più pericoloso come l'automobile sancirà in pochi anni la definitiva affermazione dei robot nella società civile (nelle aziende si stanno già affermando nel quasi totale disinteresse di sindacati e forze politiche con evidenti perdite di posti di lavoro in moltissimi settori a cominciare dai call-center).

Nel frattempo sono i !Bot e l'!Intelligenza Artificiale (in inglese !AI) che stanno spopolando in Rete grazie ad un utilizzo sempre più naturale e disinvolto di browser app per smartphone e motori di ricerca che ci mettono in contatto con automatismi intelligenti per le funzionalità più varie: questo non è uno scenario bizzarro e futuribile ma è già realtà con assistenti vocali digitali come Siri che addirittura arrivano a diventare oggetto di attenzione da matrimonio oppure un servizio di chat per mariti in cerca di avventure che in realtà si scopre essere gestito da cosiddette fembot (esempi che tirano in causa il piano dell'emotività sono quanto meno opportuni per far capire la rivoluzione di umanizzazione di certa tecnologia digitale...)

Non solo i !Big Data vengono sempre più elaborati efficacemente da sistemi di intelligenza artificiale anche tramite meccanismi di !Pattern Recognition ma ci troviamo sempre più spesso nella condizione di comunicare-dialogare (chat) con qualcuno che potrebbe essere qualcosa ed ecco perché emerge la necessità di prendere in considerazione il decalogo Helo Bot! per capire con chi o cosa abbiamo a che fare e come eventualmente dialogare-interagire efficacemente con un bot online.

Decalogo-helo-bot

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Inserito il 11 di novembre 2016
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Accessibilità secondo Google e secondo la UE

Le linee guida Material Design di Google in tema accessibilità e una recente direttiva UE in materia.

Per chi ha la passione del design delle interfacce - magari in ottica cross-mediale - la questione dell'accessibilità è prioritaria per la semplice ragione che per prima cosa bisogna preoccuparsi se il nostro target di riferimento è in grado di accedere all'interfaccia per compiere l'aupicato obiettivo comunicativo.

I principi per sviluppare contenuti accessibili sono noti ad ogni buon copywriter che si rispetti, le complesse regole di produrre codice accessibile sono note ad ogni webmaster e sviluppatore professionista, un po' meno note sono le articolate esigenze delle persone disabili per accedere correttamente le diverse tipologie di interfacce digitali anche se in ambito anglosassono esistono articolare linee guida (magari non sempre aggiornate) per ambiti specifici di intervento videogame inclusi.

Malgrado questo la sezione accessibilità delle linee guida Material Design di Google - curiosamente sottovoce della sezione usabilità - rappresentano un'iniziativa lodevole che fornisce indicazioni pratiche utili chi si occupa di accessibilità: dai controlli necessari per verificare il buon funzionamento di un'app con lo screen-reader nativo di Android TalkBack, all'attenzione da utilizzare nella scelta di colori e contrasti per chi ha problemi di vista ed interpretazione di colori, utilizzo di testi e media alternativi, la limitazione dei movimenti a quelli comunicativamente significativi, ecc. ecc.

Molte indicazioni tanto per cambiare attengono al mondo mobile come la necessità di assegnare ad aree con cui si deve interagire con tocchi e strusciamenti vari dimensioni utili a chi ha problemi di precisione nei movimenti mentre molte indicazioni attengono all'accademia classica dell'accessibilità come il cercare di mettere le comunicazioni prioritarie in cima ai contenuti che devono essere comunque più chiari e semplificati possibile.

Quanto diventerà diffusa la cultura dell'accessibilità agli addetti ai laovri dipenderà anche da come, nei prossimi 21 mesi, sarà recepita da ogni singolo stato europeo una recente direttiva definitivamente approvata nei giorni scorsi dagli organi competenti.

 

  Accessibility_directive_ue

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Inserito il 5 di novembre 2016
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il Design si fa Social?

Linguaggi e strumenti riguardanti il design delle interfacce si consolidano ma anche si evolvano ed inevitabilmente sorgono nuove opportunità anche in ambito Social.

L'offerta e le novità di Google in tema Design si susseguono incessantente  ma esistono anche alcuni punti fermi molto importanti e primo fra tutti la rinnovata piattaforma Material Design dove trovare linee guida, strumenti e risorse utili quali icone, tool di resizer per controlli di attitudini responsive comprensivi delle differenti misure dei device per la definizione degli utilissimi !breakpoint.

Ancor prima degli strumenti è utile l'approccio e la filosofia del !Material Design che mette in primo piano la necessaria definizione di target ed obiettivo comunicativo di qualsivoglia progetto di interfaccia e le conseguenti esigenze primarie in termini di accessibilità ed usabilità. Principi che partono dall'ambito privato con lo strategico obiettivo di conquistare il prevalente pubblico mobile e delle app ma che sono sempre più prese in considerazione anche dall'ambito pubblico e riprova ne sono le neonate linee guida di design per i servizi Web della PA.

Come applicare questi principi? Una possibilità applicativa è quella di utilizzare uno strumento multipiattaofrma di design come Google Web Designer tenendo in considerazione il complesso ecosistema del design digitale e dei suoi codici ma è fondamentale collaudare un possibile percorso formativo con l'immancabile attitudine social utilizzando una piattaforma social come in-vision sviluppata apposta per condividere i prorpi prototipi ed illustrarli su appoiste board con novelli sviluppatori ma anche affermati designer.

Material-design

 

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Inserito il 28 di ottobre 2016
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Virus truffe e bufale a portata di click

Con l'avvento dei !crypto loacker difendersi dai virus è diventata una questione di sopravvivenza per privati ed aziende: diventa sempre più importante un uso consapevole del digitale e del Web.

Chiariamo subito una cosa: si parla comunque di linguaggi... che sia un virus che ha bisogno di un interlocutore artificiale che capisce e funziona secondo un determinato linguaggio-codice o una bufala od imbroglio che ha bisogno di un interlocutore umano con il quale comprendersi attraverso un testo interlocutorio si parla comunque di linguaggi.

Utilizzare un sistema operativo meno diffuso e più sicuro come MAC OS o ancor meglio uno che alle caratteristiche di prima aggiunge l'attitudine open-source e l'assegnazione di permessi operativi ad utenze diversificate come Linux è una buona premessa per evitare a priori una serie di guai: ciò non toglie che anche il maggioritario popolo di Windows ha tutti i diritti di acquisire quella consapevolezza necessaria per sopra-vivere al meglio col digitale e su Internet.

fonte -> formato info digitale-> azione

La prima domanda da porsi è quella sulla fonte da cui arriva un'informazione: chi mi sta DAVVERO mandando un file o un'informazione? Verificare sempre la fonte di provenienza è fondamentale ed anche se non ci si vuole addentrare negli approfondimenti metodologici di approcci ragionati come CHI dice COSA è indispensabile analizzare con precisione gli indirizzi email e gli indirizzi web senza fermarsi alle apparenze e possibilmente arrivando ad analizzare gli !header dei messaggi di posta ricevuti così come il !codice sorgente dei domini ed indirizzi web pervenuti.

Il secondo passo è quello di riflettere sul formato dell'informazione digitale che ci viene proposta perché esistono tantissimi formati come .exe .zip .pif o addirittura .doc che possono innescare procedure dannose per il computer: ecco che allora la prima domanda da porsi è quella sulla ragione per cui una determinata informazione è stata prodotta in un determinato formato dopodiché prendere tutti gli accorgimenti possibili (adozione di anti-virus compresi ma soprattutto !backup ricorsivi) per poter operare serenamente.

Discorso a parte meritano le chiavette usb che dovrebbero essere utilizzate con molta parsimonia essendo potenziali diffusori di virus e software spia o addirittura dannoso così come è importante diffidare da comunicazioni grammaticalmente scorrette e tenere sempre aggiornato il software che si utilizza.

Stare comunque sempre vigili ed imparare gli accorgimenti per evitare le molte modalità di contaminazione basate perlopiù su falsi e comunicazioni da falsi amici: imparare ad analizzare email dannose magari in inglese rimane la palestra più importante per mantenersi sani (almeno sul web ;) domandandosi sempre: ma cosa mi vuol far fare questo? e come dicevano gli antichi latini: cui prodest?

Combattere-virus-online

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Inserito il 21 di ottobre 2016
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La rinascita dei QR Code passa dalla Cina?

I QR Code sono passati di moda nello scenario occidentale ma non in Cina dove grazie a WeChat vengono sfruttati in mille modi diversi.

Qualche anno addietro apparvero i QR Code ovvero quei criptici francobollini in bianco e nero capaci di collegare i nostri smartphone a video o siti Web informativi. Pur onnipresenti su magazine e prodotti commerciali non godono attualmente di grande popolarità mentre in Cina sono sempre più utuilizzati grazie soprattutto al popolare social WeChat che li implementa in mille modi possibili: gestione dei contatti, acquisti online, partecipazione a gruppi di chat, collegamenti a piattaforme digitali di altro tipo, e chi più ne ha più ne metta.

Il QR Code è tutt'ora il più semplice, intuitivo, usabile mezzo di mediazione tecnologica fra il mondo online a la vita reale e non è escluso che conosca una rinascita (di interesse) anche dalle nostre parti...

Qr-code-usability

 

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Inserito il 20 di ottobre 2016
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7 ottobre 2016: licenza di uccidere per i robot

Data storica quella del 7 ottobre in cui una grande azienda ha annunciato la scelta ad un robot di lasciar uccidere un essere umano anche se...

Anche i film e i romanzi di fantascienza non erano andati così oltre prefigurando che la scelta di uccidere un umano (carne) fosse assolutamente proibita per i robot e che uno scenario da incubo del genere fosse solo prerogativa di appassionanti e imprevisti impulsi ribelli... eppure in data 7 ottobre 216 la Mercedes Benz attuale produttrice di automobili presto self-driven ha annunciato che in alcuni contesti particolari il robot alla guida avrà licenza di uccidere!?!

Licenza di uccidere i pedoni nel caso che sia messa a repentaglio l'incolumità anche solo di UN occupante dell'autovettura ed anche se la scelta è in qualche maniera a fin di bene corre subito il pensiero a cinici calcoli sociologici (vale la pena uccidere cinque poveracci per salvare un automobilista benestante?) ed in ogni caso la notizia impressiona eccome se impressiona...

Autonomous-pedestrian

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Inserito il 17 di ottobre 2016
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Big data Algoritmi e Diritti civili

Interessantissimo documento filosofico-politico dela Casa Bianca su come maneggiare con cura le nuove opportunità tecnologiche digitali.

Lo scopo del documento Big Data A Report on Algorithmic Systems Opportunity and Civil Rights voluto da Obama e pubblicato nel maggio 2016 è quello di garantire i benefici per gli USA derivanti dall'utilizzo dei Big Data senza creare conseguenze discriminatorie a livello di diritti civili. Come mai si sono preoccupati di ciò oltre oceano? Perché negli States c'è grande consapevolezza che i Big Data stanno impattando pesantemente ogni settore sociale e civile della contemporaneità con effetti pratici ed anche economici in settori che possono riguardare tutti da vicino come ad esempio l'accesso al credito.

Nel report si evidenzia come sia innegabile l'oggetività dei dati e quindi dei Big Data ma di come gli algoritmi possano interpretarli in maniera decisamente diversa a seconda del loro funzionamento come ad esempio la quantità e tipologia di dati presi in considerazione per una determinata analisi ed interpretazione od attività di machine learning. Altro problema evidenziato nel report è la mancanza di dati prodotti relativamente a determinate etnie o strati sociali che producono meno dati magari proprio in quanto hanno meno accesso alla tencologia (digitale) per motivi economici o magari di design (terza età).

Peraltro si evidenzia anche come in molti casi i Big Data possono servire proprio ad evidenziare discriminazioni sociali nel comparto giudiziario e della pubblica amministrazione in generale.

E i nostri politici sindacati e governanti? Dopo essere arrivati letteralmente "dopo i fochi" su digitalizzazione, motori di ricerca, social, commercio elettronico, privacy eccetera continueranno a fare "orecchie da mercante"?

 

Big-data-algoritms-civil-rights-report

 

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Inserito il 12 di ottobre 2016
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