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Resizer e Web Designer

I nuovi balocchi di Sir Google mettono al centro dell'attenzione i layout fluidi e i linguaggi del Web (in primis html5).

Google non smette di innovare e ricercare nuovi strumenti di sviluppo per i designer di interfacce digitali (con riferimento costante ai linguaggi del Web). Alcuni di questi pur se disponibili da tempo sono inaspettamente poco conosicuti anche se molto utili: mi riferisco a Resizer che consente di visionare il comportamento di un'interfaccia Web rispetto ai !BreakPoint più comuni dei vari dispositivi desktop, tablet e mobile sia in modalità landscape che portrait (per largo o per lungo direbbero in campagna) così come a !Google Web Designer che rappresenta un software multipiattaforma veramente molto interessante e performante non tanto per disegnare canonici siti Web ma soprattutto oggetti web arricchiti di animazioni ed effetti speciali (pensato in effetti soprattutto per il design di banner pubblicitari) e sorprendentemente utile per vedere-capire il rendering di codice html5 e css3 particolarmente complesso (ma gestito visualmente!).

Google-re-design

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Inserito il 25 di maggio 2016
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Google tornerà ad essere il Re del Digitale?

Sua maestà Google dopo anni di attività si trova accerchiato fra social, app ed ad-blocker che mettono in dubbio il suo predominio assoluto ma... non mancano le iniziative per riportare al centro dell'attenzione il Web e quindi il suo Re indiscusso dai lontani anni '90.

 Google fa parte della storia del Web ed in qualche maniera è in prima persona storia del Web: negli anni '90 sottrae lo scettro ad Altavista come primo motore di ricerca utilizzato al mondo grazie ad una innovativa idea di un ricercatore italiano (Marchiorri) e presto si inventa il !Business Model delle !Adwords con le quali comincia a fare profitti spaventosi oscurando le fortune (?) di old economies e paesi emergenti.  Il Web è il suo ambiente naturale, il suo ecosistema digitale, il suo codice genetico ed allora per il Web comincia ben presto a sviluppare miriadi di strumenti mirabolanti quali !Webmaster Tool contribuendo fattivamente fin da subito allo sviluppo di standard come html5, schema.org robots.txt e sitemap.xml.

L'appetito vien mangiando e quando l'idea non viene partorita al proprio interno si risolve la questione con brillanti acquisizioni: è il caso di !Google Analytics (ex Urchin) oppure !You Tube che diventa ben presto in molti paesi il canale televisivo più popolare tanto da scatenare in scenari delicati pruriti censori (ai quali risponde con i !Transparency Report). Ha molto coraggio e spregiudicatezza fino ad arrivare a mettere in discussione il proprio logo che viene occasionalmente sostitutio con gli oramai famosi Doodle non molti sanno personalizzati secondo le culture e preferenze locali. Google infatti fa rima con parole e culture tanto da ideare appositi servizi per tradurre (!Translate coniugato alle funzionalità tap) ed inventare mille soluzioni diverse in salsa i18n (internationalization) fino a coniare il termine !Zeitgeist (lo spirito culturale che denota una determinata epoca come si riflette nella letteratura nella filosofia nelle arti) poi abbandonato per indicare i report annuali del suo famoso servizio di analisi di tendenze delle parole !Google Trends. Non poteva mancare un browser come !Chrome al quale affidare l'ispezione degli elementi tag funzionali al corretto funzionamento della !UX (User eXperience) degli utenti Web tutti potenziali consumatori dei servizi e prodotti di Mountain View.

Tutto bene, tutti utilizzano Google e tutti pensano di conoscere Google anche se non sono in molti a comprendere le potenzialità del suo canale immagini, pochissimi utilizzano la potente ricerca avanzata ed ancor meno conoscono dei servizi secondari ma molto utili come !Google Alert. Comunque tutto va bene fino a quando non appare all'orizzonte Facebook, dilagano le app e si propagano delle estensioni come gli ad-blocker tutte unite in ordine sparso ad incrinare lo strapotere di Google. Il social e il mobile diventano le nuove bestie da domare ma finora senza successo se si considera che Google+ è poco più di un tentativo finito male e che sul mobile non si riesce ad addomesticare né le ads né tanomeno le app.

Lo sforzo di sviluppo (informaticamente parlando) è immenso e produce strumenti interessantissimi e poco conosciuti come !Google Web Designer ma anche implementazioni difficilmente propagabili come Google Amp. Le proposte più interessanti sono quelle concettuali legate al design e ad una consolidata expertise del funzionamento del Web: le linee guida sul !Material Design sono davvero un prodotto maturo e condivisibile su come si può sviluppare una interfaccia digitale in senso accessibile ed usabile (e in senso lato) mentre le Progressive Web Apps sono un tentativo rivoluzionario di riportare al centro dell'attenzione degli sviluppatori digitali il Web e quindi il suo vecchio Re Leone, sua maestà Google...   

Progressive-web-app

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Inserito il 16 di maggio 2016
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L'eBook non decolla ma il libro continua ad evolvere grazie al digitale

Dagli ultimi dati del Salone del Libro sembra che l'eBook continui a crescere come consumo ma che sia ancora marginale rispetto al libro in generale che comunque continua ad evolvere proprio grazie al digitale.

Le novità del Salone del Libro sono tante e riguardano le possibilità di scrittura collaborativa, l'opportunità di condivisione immancabile alla social network ed ovviamente tante soluzioni che guardano ai più piccoli ed anche alle persone con disabilità.

Anche se tutto ciò non si sta traducendo (fortunatamente) in un abbandono della carta non pensiate che non muterà lo scenario futuro del libro e di come immaginiamo il libro. I grandi del digitale a cominciare da Amazon sono in grande fermento e c'è da scommetterci che gli audiolibri sono una delle tante idee che continueranno a proporre in un futuro prossimo.

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Inserito il 13 di maggio 2016
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Esce un Manuale sulla Web Reputation

Interessante uscita gratuita di un ebook in italiano che fa la storia della telematica italiana ed offre un focus sei recenti sviluppi in termini di Net Reputation.

La !Web Reputation o Net Reputation che dir si voglia è una materia di studio ma anche professionalità nuova che viene affrontata dagli autori Nicola Di Stefano e Federico Giannone in maniera molto intelligente ovvero ripercorrendo tutta la storia della telematica ed in particolare della telematica italiana fin dai suoi esordi (BBS comprese!) ripercorrendo i principlai sviluppi industriali, giuridici e commerciali.

“Dall’identita’ digitale all’economia della reputazione” è quindi una lettura consigliata non solo in quanto eBook gratuito (formato PDF) ma soprattutto perché colloca questa moderna esigenza della tutela della propria reputazione online in un contesto ampio ed articolato facendoci ben capire tutte le sue potenzialità e reali motivazioni d'intervento.

Copertina-web-reputation

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Inserito il 7 di maggio 2016
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I motori di ricerca influenzeranno le prossime elezioni?

Dalla fiction alla fantapolitica per finire agli studi scientifici la domanda si fa pressante: i motori di ricerca e più in generale il digitale saranno  presto in grado di condizionare le nostre scelte politiche?

Conoscere le loro ricerche, ti aiuta a leggerli, a carpirne le speranze, le paure, i pensieri che fanno,
quando fissano il soffitto nel bel mezzo della notte.

Questa frase può suonare solo una provocazione-suggestione che arriva diretta dalla puntata di un serial televisivo molto cinico sulla politica americana ed in particolare da una particolare puntata che cercava di immaginare come un motore di ricerca potesse influenzare pesantemente le scelte politiche.

Meno fanta e più scientifico l'approccio di Robert Epstein e Ronald Robertson, due studiosi dell’American Institute for Behavioral Research and Technology, che recentemente hanno ipotizzato il rischio reale di influenzare l'elettorato nella fase UX del top-ranking.

Se poi questo tipo di ragionamenti ed ipotesi si sposta sul fronte social, beh... c'è sicuramente da riflettere: calando tutto ciò nella realtà italiana esiste un partito che nello specifico fa della comunicazione digitale il suo punto di forza e più in generale tutti i partiti potrebbero essere tentati (storicamente sarebbe la prima volta) di utilizzare il digitale per raggiungere magari quelle generazioni che stampa e tv tradizionale non la considerano proprio.

L_potere_dei_motori_di_ricerca_sulle_scelte_degli_elettori

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Inserito il 28 di aprile 2016
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Come navigano i Millennials?

Il rapporto dei nati fra il 1980 e i 2000 (cosiddetti !Millennials tanto ambiti a livello di marketing) e il Web viene così sintetizzato da un'analisi di Nielsen:

  • estremamente multitasking anche per quanto riguarda il tab-browsing;
  • diffidenti e irritabili da comunicazioni pervasive ed off-topic rispetto ai loro interessi;
  • amano l'interattività ma non fine a sé stessa ma se funzionale ai loro scopi (quindi meno perdi-tempo sui videogiochi a dispetto dei teen-agers...);
  • amano leggere ma testi non eccessivamente lunghi e facili da leggere stile scanning;
  • sono sicuri di sé e per questo spesso si avventurano in click ed esplorazioni anche se non sanno bene dove possono andare a finire o cosa possono attivare di funzionalità specifiche;
  • amano Google;
  • usano i social soprattutto per relazionarsi con amici e familiari.

Millenials

Inserito il 23 di aprile 2016
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Summer School di Media Education 2016

E' in Toscana l'annuale ciclo di conferenze del MED - MEdia Education che offre come al solito un'ampia offerta di seminari e laboratori sull'evoluzione della comunicazione digitale e il suo impatto in ambito formativo.

Che fine ha fatto il corpo “in carne e ossa”? I media lo stanno rendendo sempre più “digitale"? Quali differenze intercorrono tra un corpo “reale” e uno “rappresentato”? Dobbiamo concepire e utilizzare due versioni differenti di corpo per comunicare? Si può imparare a usare bene il corpo per educare e insegnare? Quali vantaggi e quali problematiche emergono da questo cambiamento epocale?

Sono queste alcune delle domande a cui i partecipanti alla Summer School dell'Associazione Italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione cercheranno di dare risposte valide in quel di Lucca (Complesso San Micheletto) dal 3 all'8 luglio 2016.

Conferenze, seminari ma soprattutto laboratori in grado di disegnare lo stato dell'arte dell'espressività digitale in relazione ai bisogni didattici variamente diffusi nella società civile come gli otto imperdibili workshop di seguito elencati:

1. Digital reading e lettura critica dell’informazione
2. Digital writing Lab. Come scrivere per il web
3. BYOD: il mobile learning tra formale e informale
4. L'immagine fotografica del corpo tra memoria ed esibizione. "La domanda non è cosa guardi ma cosa vedi" Henry Thoreau
5. La realtà in gioco: la gamification è una cosa seria
6. Coding e robotica creativa (Andrea Benassi)

Med-toscana

Inserito il 16 di aprile 2016
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CyberBullismo e #BimbiMinkia

La scuola fiorentina si interroga sabato 30 aprile sul fenomeno del Cyber Bullismo e lo fa con un doppio appuntamento in quel di Sesto Fiorentino tra un CoderDojo e un convegno per insegnanti e docenti.

I CTS (Centri Territoriali di Supporto) sono organi scolastici supportati dal Ministero dell'Istruzione che, grazie all'apporto di esperti esterni, svolgono un'intensa attività divulgativa in un'ottica di educazione alle nuove tecnologie digitali.

Il CTS Fiorentino si fa in due presso l'Istituto Comprensivo n. di Sesto Fiorentino (Via N. Tommaseo 27)  sabato 30 aprile 2016 organizzando al mattino un convegno titolato il Bullismo si fa digitale? ed a seguire, nel pomerigio, una sessione del locale CoderDojo di Sesto Fiorentino presentando l'eBook #BimbiMinkia.

Fra la mattina e il pomeriggio presenti numerosi esperti del settore fra cui Giuditta Pasotto amministratrice del portale Gengle: social per genitori single ed Isabella Bruni media educator ed esperta di strategie di prevenzione di casi di Cyber Bullismo nella scuola.

Coderdojo-sesto-fiorentino

Inserito il 12 di aprile 2016
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Minecraft dalla parte dei bimbi autistici e Facebook dalla parte dei non vedenti

Può aiutare la tecnologia digitale le persone con disabilità? Eccome! Ed ecco due esempi clamorosi legati a due brand famosissimi del digitale...

Aspect Hunter School, tre ore a nord di Sidney (Australia) la scena è composta da un gruppetto di giovanissimi studenti (8-11 anni di età) che giocano in maniera brillante e collaborativa a Minecraft: niente di eccezionale? Beh molto di eccezionale se si pensa che quei bimbetti sono affetti da autismo così come l'1% della popolazione mondiale.

Come riportato in questo sbalorditivo resoconto Minecraft ofre un approccio strutturato e logico, in qualche maniera semplificato ma ordinato e al tempo stesso creativo della realtà che ci circonda o che viceversa possiamo immaginare. Miniere, costruzione e scenari visuali di vita quotidiana o di battaglia (comunque incruenta) secondo meccanismi visuali non aggressivi e semplici da elaborare ed interpretare secondo la logica di grafica stile 8-bit che ha fatto incredibilmente la fortuna del videogioco Minecraft fino ad attirare le attenzioni di acquisizioni del gigante Microsoft.

Dall'altra parte della Luna del business digitale ecco Facebook che concorre alla gara mondiale di interpretazione semantica delle immagini a schermo sviluppando un'app per iOS che aiuta a far comprendere ai non-vedenti il significato delle immagini che postiamo compulsivamente su Web e social.

Della serie il digitale è mera perdita di tempo e superfluo solo per chi ha intenzione di rendere la propria vita una perdita di tempo o un'esperienza superficiale mentre può essere uno strumento utile ed innovativo per migliorare la vita di persone speciali altrimenti e normalmente disagiate aumentando considerevolmente la loro possibilità di relazionarsi e comunicare alla pari con l'ambiente e le persone circostanti...

Minecraftautismheader

Inserito il 9 di aprile 2016
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Nielsen onora il primo di aprile (evidentemente)

I forum del guru dell'usabilità Nielsen ci prendono in giro per il primo di aprile ma comunque anche prendendoci in giro ci aiutano a riflettere sulla nostra quotidianeità digitale.

Il primo di aprile è una di quelle tradizioni (pur divertenti) che si sta perdendo ed allora grazie di cuore al Nielsen Norman Group che ci ha ricordato come sia il giorno per prendere in giro il prossimo. In effetti il gurù dell'usabilità ci ha sempre sbandierato la semplicità come principio assoluto del design così che inizialmente mi sono sorpreso del post Difficult Designs Are Better (for Humanity) ma quando ho letto alcuni passaggi particolarmente provocatori controtendenza come Do not optimize sites for mobile or tablets - Smartphones and tablets are the modern day’s plague ho alfine fatto caso alla data del post: on April 1, 2016.

Grazie a Nielsen comunque per averci fatto sorridere e comunque anche riflettere - pur ironizzando - sul tema offrendoci, seppur provocatoriamente, delle occasioni di riflessioni importanti su come stiamo utilizzando le interfacce digitali e le conseguenze sul nostro modo di ragionare ed evolvere.

p.s.
perchè il 1 aprile? la teoria più accreditata sembra un'ostinata e quindi sciocca abitudine di continuare a farsi regali di capodanno diventati poi scherzi fra il 25 marzo e il 1 aprile anche dopo la riforma del calendario gregoriana...

April-fools

Inserito il 2 di aprile 2016
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