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Un nuovo motore di ricerca per documenti scientifici

NOTA BENE: dal 24 dicembre 2016 il blog si è trasferito all'indirizzo https://scaccoalweb.wordpress.com

Omnity è un mix di intelligenza artificiale e web semantico che ci aiuta a comprendere meglio documenti e parole (rare) navigando fra una galassia di repository di documenti scientifici.

Ad https://www.omnity.io si può sottoporre una query così come un documento che verrà velocemente analizzato alla ricerca di parole rare e inconsuete alle quali viene data importanza (in termini di indicizzazione) anche al fine di metterle in relazione (semantica) con altri documenti (perlopiù scientifici) diffusi in Rete.

Si può salvare il pdf delle relazioni fra documenti esistente, visualizzare una mappa grafica delle stesse relazioni, accedere direttamente al documento interessato, navigare fra tag cloud di parole ed aggregatori semantici per individuare il giusto argomento e documento che cerchiamo e ci interessa.

Da tempo immemorabile l'uomo si rapporta alle parole e ancor più in maniera strutturata da quando esiste la filosofia e la letteratura: la tecnologia digitale ha amplificato poi questa attitudine ed interpreti professionali dele parole come Google hanno anch'essi origine (a cominciare dal nome stesso) da parole e personaggi pre-esistenti per cui può diventare un gioco affascinante ma complicato risalire all'origine e al reale significato e funzione delle parole ma se ciò è indispensabile non solo per i nostri bisogni di ricerca specifici ed estemporanei ma anche per comprendere il valore strategico delle parole nell'attualità tecnologica allora possiamo alfine arrenderci rispetto alla grandiosità delle parole stesse e riflettere sulle antiche parole del grande filosofo Platone: "...le parole scritte, tu potresti pensare che loro parlino, considerandoli intelligenti, ma quando poni loro delle domande, per capire cosa vorrebbero dire, loro dicono sempre una sola cosa e allo stesso modo. Tutte le parole, quando sono scritte, si rivolgono sia a coloro che comprendono, sia a coloro che non ne hanno interesse, e non sanno a chi parlare e a chi no" (dal "Fedro").

 

Omnity-keywords

 

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Inserito il 18 di dicembre 2016
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I social oltre Zuckerberg

Facebook-Instagram-Whatsapp esiste qualcos'altro di significativo oltre la triplice marcata Mark Zuckerberg?

I social si sono succeduti nella breve storia di Internet con alterni successi un po' come è successo con i browser ed i motori di ricerca: attualmente (e similmente ai motori di ricerca con predominio Google...) le creature inventate da  Mark Zuckerberg (Facebook) o da esso intelligentemente acquisite (Instagram e Whatsapp) dominano il mercato e l'audience dei social network eppure esiste una diversità social significativa composta da social che ad Oriente risultano maggiormente popolari (Vk e QQ tanto per fare due esempi) così come social che, specializzandosi su opportunità di relazioni particolari, si sono conquistati una loro nicchia di utenza non paragonabile rispetto ai colossi sopra-citati ma che risulta comunque significativa facendo riferimento ad un target di utenza !personas ben specifico (è il caso di Behance dedicato agli artisti digitali). Ed in Italia? Non molto conosciuto ma assolutamente interessante come iniziativa di ponte culturale inter-generazionale Special Age per tutti coloro che amano confrontarsi in Rete su argomenti curiosi come ricette e rimedi naturali ma anche scambiare conoscenze con i nativi digitali.

Nel frattempo l'oligopolio digitale si rafforza e si concentra nelle mani di pochi sempre più con l'acquisizione del noto social per professionisti Linkedin da parte di Microsoft...

  Linkedin-msn

 

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Inserito il 12 di dicembre 2016
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Un eroe del Web semantico

SEO Hero ci aiuta a trarre ispirazioni dalle parole sulla base dell'analisi del Web semantico.

I motori di ricerca sono stati fra i primi bot e sistemi di intelligenza artificiale capaci di analizzare con precisione il significato e quindi la semantica di un testo in Rete: di questo tratta SEO Hero che ci aiuta a comprendere come le entità e le occorrenze delle parole sono interpretate da Google e compagnia in considerazione dell'ambiente meta-informativo e strutturale in cui sono immerse e quindi indirettamente per cercare ispirazioni di sinonimi dalle medesime.

Non fatevi impressionare dagli acronimi e simboli tecnici esposti: cliccateci sopra ed immergetevi in questi misterioso mondo di interpretazioni semantiche del Web (in fondo facile da comprendere in quanto pensato per essere in sintonia con il linguaggio naturale e la psicologia umana).

Seo-hero

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Inserito il 10 di dicembre 2016
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Un mondo di LINK

Aumentano le varietà di collegamento all'info-sfera digitale coinvolgendo il mondo delle app come quello delle disabilità.

Il digitale è sempre pià intorno a noi e collegarsi al cyberspazio diventa sempre più immediato e semplice anche per chi ha problemi di disabilità: è il caso delle sperimentazioni portate avanti da una recente esposizione di fotografia e video sensoriali che approfitta dei QR-Code per agevolare la percezione di sottotitoli e audiodescrizioni a chi non ha il dono della vista.

Così, mentre lo storico plugin analizzatore del codice Firebug sparisce per confluire nel progetto Mozilla e lo stesso progetto Mozilla pubblica una splendida guida per realizzare codice accessibile è appunto il codice a farsi più complesso continuando a proporre varianti di collegamento fra diverse tipologie di cyberspazio come la tecnica del !deep linking per collegarsi direttamente ad un'app dal Web in attesa del fatidico momento in cui salterellando da cyberspazio a cyberspazio anche la vita reale ci apparirà un momento di passaggio virtuale (o forse lo è? ;).

Festival-sensoriale

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Inserito il 8 di dicembre 2016
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Giovani e studenti ammaliati dalle bufale online

Una ricerca dell' Università di Stanford (USA) afferma che buona parte degli studenti non sono in grado di distinguere una notizia vera da una sponsorizzata e neanche da una falsa (bufala): pensate che in Italia sia diverso?

La notizia arrivata anche in Italia di un autorevole studio statunitense sull'inconsapevolezza delle nuove generazioni quando si rapportano al digitale - oltre l'80% degli studenti medi non sanno distinguere una notiza vera da una sponsorizzata mentre oltre il 40% dei liceali non sa distinguere una notiza vera da una palesamente falsa - sta facendo riflettere soprattutto genitori ed insegnanti sempre più in difficoltà a relazionarsi ad una generazione sempre più in difficoltà come quelli dei !nativi digitali.

Pochi (sempre meno), sempre più poveri, sempre più ignoranti (ma cosa sta succedendo nella scuola e in tutta le filiera formativa famiglie comprese?) conseguentemente sempre più disoccupati i giovani d'oggi sono immersi in questa internet delle cose e sempre più in balia di un complesso eco-sistema digitale macina-soldi in cui i nativi digitali sono appunto sempre più spesso vittime piuttosto che protagonisti.

Fortunatamente esistono anche le start-up, i fablab, i coderdojo dove sono proprio i giovani a costruirsi una cultura critica dell'esistente ponendosi insieme a genitori ed insegnanti una serie di interrogativi - meccanismi di verifica dell'informazione compresi -  e quindi rendersi protagonisti consapevoli della rivoluzione digitale.

Internet-delle-cose

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Inserito il 3 di dicembre 2016
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Capire la complessità dei siti Web cinesi

Nielsen ci spiega cosa c'è dietro la complessità dei siti Web cinesi.

I siti Web sono tradizionalmente complessi perché la società cinese è storicamente, complessivamente complessa ma ciò non comporta imbarazzo all'utenza cinese in quanto abituata ed anzid esiderosa di complessità d'informazione.

Questo afferma un interessantissimo articolo-studio di Nielsen sulla complessità dei siti Web cinesi sottolinenado come la rivoluzione responsive ha sì investito anche l'ambito della comunicazione digitale cinese ma si sta scontrando con difficoltà alla richiesta di (molta) informazione dell'utenza locale.

Va bene semplificare il graphic design per gli smartphone ma come venire incontro al (tanto) bisogno di informazione e quindi conseguente complessità di offerta, utilizzzo. ricerca e navigazione?

Sito-web-cinese

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Inserito il 26 di novembre 2016
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Facebook nei guai?

Facebook e i social sotto scacco fra accuse di !Filter Bubble bufale ed uso crescente di !Ad Blocker.

L'elezione di Trump ha fatto sì che i social in generale e Facebook in particolare finisse sotto il banco degli imputati per due imporanti ragioni:

1) alimentare il fenomeno di !Filter Bubble creando generazioni di utenti accomodati nelle proprie convinzioni che difficilmente si confrontano con correnti di pensiero diverse dalle proprie e da quelle delle proprie reti di relazioni;

2) essere veicolo di !Hoax ovvero notizie false (o bufale che dir si voglia) che contribuiscono sicuramente a deformare convinzioni e credi politici anche grazie al fenomeno di filter bubble succitato.

Non è un questione di poco conto che lascerà sicuramente il segno perché quando una macchina da inserzioni pubblicitarie perfetta come quella di Facebook si scontra con la sua natura auto-referenziale il corto circuito che si scatena può portare a conseguenze imprevedibili.

Scenari preoccupanti soprattuto se riferiti ai !nativi digitali che non solo dovrebbero istruiti a procedure di verifica dell'informazione online ma che sono i primi a disaffezionarsi a Facebook e a disinnescare sempre più (il 50%) le sue procedure di advertising adottando apposite app ad-blocker che sembravano affliggere i soli motori di ricerca i quali viceversa si smarcano più facilmente dall'accusa di !Filter Bubble lasciando comunque la libertà all'utente finale di cercare ciò che vogliono senza pre-concetti indotti.

Facebook-ad-blocker

 

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Inserito il 20 di novembre 2016
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Mondo Bot

Siamo circondati ed anzi sempre più spesso governati da intelligenze artificiali: forse è arrivato il momento di rendersene conto.

L'impatto di !algoritmi ed intelligenza artificiale nella nostra società sarà sempre più dirompente. Nella quotidianità digitale lo stiamo subendo da tempo con i fenomeni di !top-ranking per motori di ricerca ed e-commerce e di !filter bubble per i social network e navigazioni Web. Ma è a livello geo-politico che i giochi stanno per farsi pesanti con indubbie ripercussioni economiche e sociali: lo stretto oligopolio delle Big del digitale (che solo ad Oriente stanno trovando accaniti competitor) sta sempre più innervosendo l'Europa.

Le recenti affermazioni della cancelliera Merkel contro lo strapotere degli algoritmi di Google e Facebook non sono solo legittime e condivise preoccupazioni sull'impatto degli algoritmi nella società oramai digitale ma soprattutto tradiscono il forte timore sull'impatto che la grande ondata di automatizzazione avrà sull'industria automobilistica con le !self driven cars (oramai imminente). Così come il successo di Trump ha decretato il definitivo tramonto dei media tradizionali (vincono i contenuti magari provocatori e diffusi a mezzo social piuttosto che le alleanze d'acciaio con giornali e tv) così l'utilizzo di un mezzo così popolare ma sempre meno ambito dai giovani e sempre più pericoloso come l'automobile sancirà in pochi anni la definitiva affermazione dei robot nella società civile (nelle aziende si stanno già affermando nel quasi totale disinteresse di sindacati e forze politiche con evidenti perdite di posti di lavoro in moltissimi settori a cominciare dai call-center).

Nel frattempo sono i !Bot e l'!Intelligenza Artificiale (in inglese !AI) che stanno spopolando in Rete grazie ad un utilizzo sempre più naturale e disinvolto di browser app per smartphone e motori di ricerca che ci mettono in contatto con automatismi intelligenti per le funzionalità più varie: questo non è uno scenario bizzarro e futuribile ma è già realtà con assistenti vocali digitali come Siri che addirittura arrivano a diventare oggetto di attenzione da matrimonio oppure un servizio di chat per mariti in cerca di avventure che in realtà si scopre essere gestito da cosiddette fembot (esempi che tirano in causa il piano dell'emotività sono quanto meno opportuni per far capire la rivoluzione di umanizzazione di certa tecnologia digitale...)

Non solo i !Big Data vengono sempre più elaborati efficacemente da sistemi di intelligenza artificiale anche tramite meccanismi di !Pattern Recognition ma ci troviamo sempre più spesso nella condizione di comunicare-dialogare (chat) con qualcuno che potrebbe essere qualcosa ed ecco perché emerge la necessità di prendere in considerazione il decalogo Helo Bot! per capire con chi o cosa abbiamo a che fare e come eventualmente dialogare-interagire efficacemente con un bot online.

Decalogo-helo-bot

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Inserito il 11 di novembre 2016
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Accessibilità secondo Google e secondo la UE

Le linee guida Material Design di Google in tema accessibilità e una recente direttiva UE in materia.

Per chi ha la passione del design delle interfacce - magari in ottica cross-mediale - la questione dell'accessibilità è prioritaria per la semplice ragione che per prima cosa bisogna preoccuparsi se il nostro target di riferimento è in grado di accedere all'interfaccia per compiere l'aupicato obiettivo comunicativo.

I principi per sviluppare contenuti accessibili sono noti ad ogni buon copywriter che si rispetti, le complesse regole di produrre codice accessibile sono note ad ogni webmaster e sviluppatore professionista, un po' meno note sono le articolate esigenze delle persone disabili per accedere correttamente le diverse tipologie di interfacce digitali anche se in ambito anglosassono esistono articolare linee guida (magari non sempre aggiornate) per ambiti specifici di intervento videogame inclusi.

Malgrado questo la sezione accessibilità delle linee guida Material Design di Google - curiosamente sottovoce della sezione usabilità - rappresentano un'iniziativa lodevole che fornisce indicazioni pratiche utili chi si occupa di accessibilità: dai controlli necessari per verificare il buon funzionamento di un'app con lo screen-reader nativo di Android TalkBack, all'attenzione da utilizzare nella scelta di colori e contrasti per chi ha problemi di vista ed interpretazione di colori, utilizzo di testi e media alternativi, la limitazione dei movimenti a quelli comunicativamente significativi, ecc. ecc.

Molte indicazioni tanto per cambiare attengono al mondo mobile come la necessità di assegnare ad aree con cui si deve interagire con tocchi e strusciamenti vari dimensioni utili a chi ha problemi di precisione nei movimenti mentre molte indicazioni attengono all'accademia classica dell'accessibilità come il cercare di mettere le comunicazioni prioritarie in cima ai contenuti che devono essere comunque più chiari e semplificati possibile.

Quanto diventerà diffusa la cultura dell'accessibilità agli addetti ai laovri dipenderà anche da come, nei prossimi 21 mesi, sarà recepita da ogni singolo stato europeo una recente direttiva definitivamente approvata nei giorni scorsi dagli organi competenti.

 

  Accessibility_directive_ue

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Inserito il 5 di novembre 2016
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il Design si fa Social?

Linguaggi e strumenti riguardanti il design delle interfacce si consolidano ma anche si evolvano ed inevitabilmente sorgono nuove opportunità anche in ambito Social.

L'offerta e le novità di Google in tema Design si susseguono incessantente  ma esistono anche alcuni punti fermi molto importanti e primo fra tutti la rinnovata piattaforma Material Design dove trovare linee guida, strumenti e risorse utili quali icone, tool di resizer per controlli di attitudini responsive comprensivi delle differenti misure dei device per la definizione degli utilissimi !breakpoint.

Ancor prima degli strumenti è utile l'approccio e la filosofia del !Material Design che mette in primo piano la necessaria definizione di target ed obiettivo comunicativo di qualsivoglia progetto di interfaccia e le conseguenti esigenze primarie in termini di accessibilità ed usabilità. Principi che partono dall'ambito privato con lo strategico obiettivo di conquistare il prevalente pubblico mobile e delle app ma che sono sempre più prese in considerazione anche dall'ambito pubblico e riprova ne sono le neonate linee guida di design per i servizi Web della PA.

Come applicare questi principi? Una possibilità applicativa è quella di utilizzare uno strumento multipiattaofrma di design come Google Web Designer tenendo in considerazione il complesso ecosistema del design digitale e dei suoi codici ma è fondamentale collaudare un possibile percorso formativo con l'immancabile attitudine social utilizzando una piattaforma social come in-vision sviluppata apposta per condividere i prorpi prototipi ed illustrarli su appoiste board con novelli sviluppatori ma anche affermati designer.

Material-design

 

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Inserito il 28 di ottobre 2016
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